"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)

sabato 4 ottobre 2008

Uomini senza patria

E ricomincio anche da qui!
"Voi non avete patria, perche' voi siete inassimilabli a questa societa'" Noi siamo senza patria se vogliamo vivere con gli occhi fissi su Gesu'.
La prima condizione perche' l'avvenimento, il cristianesimo come avvenimento, come fenomeno imponente si realizzi, la prima condizionee' proprio questo sentimento della propria umanita': l'affezione a se'.L'affezione alla propria umanita' e' il contrario dell'egoismo, perche' l'affezione a se' o alla propria umanita' e' molto di piu', uno stupore per qualche cosa che si ha addosso e che non ci si e' dato noi, che neanche un'affermazione accanita di quello che si pensa o si sente. Nell'affezione a se', nell'attaccamento a se stessi, originale, c'e' affermata la sorpresa di non essersi fatti da se', lo stupore di questa oggettivita' che e' il mio soggetto, la meraviglia di questa cosa che chiamo "io".

Questa affezione a se' si traduce nella serieta' dello sguardo ai propri bisogni. Noi infatti le esigenze o i bisogni li sentiamo per forza e ci lamentiamo con un grido di dolore, con un lamento, quando non siano assecondati, ma normalmente non li prendiamo sul serio.

L'affezione a se stessi esige la poverta'. Per questo Cristo ha detto: "Beati i poveri in spirito" o " Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia"; perche' non e' l'attaccamento a qualcosa che abbiamo definito noi, ma a qualcosa che ci definisce, senza che noi abbiamo potuto intervenire per determinare la questione. Cosi' l'esigenza dell'amore o l'esigenza del compimento personale o l'esigenza della compagnia e', senza paragone, qualcosa di piu' grande e di piu' profondo, da udire e a cui badare con serieta', senza paragone con tutti gli accanimenti che invece collochiamo nel volere l'oggetto da noi pensato, immaginato o scelto.

Ritorno a casa

Ricomincio da qui.
La vita dell'uomo e' un grande ritorno all'origine, a colui che lo ha voluto. Questo ritorno rende la vita piena di generosita', di passione, che altrimenti non avrebbe. Pero' si puo' tornare a casa solo quando questa casa c'e', quando cioe' si riconosce umilmente che si e', nell'istante presente, generati. Tutto cio' coincide con la scoperta della vocazione, con la scoperta dell'essere generati da Qualcuno, che ti ama. A tal punto che fa della tua vita un ritorno a casa.
Mons.Paolo Pezzi, arcivescovo della Madre di Dio a Mosca

Perche' non scrivi piu'?

Giro vedo gente faccio cose.... Volti e incontri sono impressi nella mente (ehm, non sono esattamente rinomata per la mia memoria di elefante), diciamo nel cuore. Appena riesco ve ne racconto un paio. Intanto diciamo che ricominciamo. Sono a casa (che vuol dire in Inghilterra, ah ah ah) e ansiosa di cominciare a costruire questo nuovo anno. I progetti ci sono (cominciare una caritativa, sentire di piu' gli amici lontani, invitare gli amici vicini alla giornata di inizio anno, non vivere da barbona, lavorare come mi piace, insomma godermi la vita). Che Dio ci assista!