"La prima cosa che volevo raccontare e' stato un viaggio che ho fatto con alcuni amici tre settimane fa'. La scuola qui ha chiuso agli inizi di Aprile per le vacanze. (...)
Be', gia' l'idea di essere nella Rift Valley, la culla dell'umanita' mi aveva resa piena di aspettative. E poi mi avevano detto che avrei visto... gli elefanti.
E' stata una cosa fantastica!
Il primo giorno che sono arrivata ero strabiliata: stai viaggiando sulla strada battuta con un Prado e ti accorgi che il tipo di suolo cambia continaumente: prima terra rossa , color cotto, e poi improvvisamente diventa grigia con polveri di metallo grigio-verde. E poi biachissima, come sabbia del mare.. ma mai visto quel colore. E poi rosata e ..ogni 30-40 metri tutto cambia. E come natura palme, arbusti bassi..e ovviamente gruppi di elefanti, giraffe, gazelle. E ai bordi della strada granite di vari colori, rocce ignee nere o rosse..
Mentre guardavo entusiasta questa terra pensavo che se ci fosse stato con me A. si sarebbe messo a piangere per la commozione e chissa' quante cose avrebbe saputo dire e scoprire..
Ed ad un certo punto mi sono accorta che rischiavo di perdermi qualcosa. Perche', e' vero, io non sono A., non ho la cultura e l'esperienza che ha lui, ma ho lavorato con lui e questo mi ha insegnato tante cose, soprattutto il suo modo di osservaree di capire da piccolo dettagli la storia di una terra.
Cosi' ho cominciato a chiedere ai miei amici di fermarsi perche' volevo raccogliere quel sasso o quella pietra o un po' di terra di una particolare area. E ogni volta tutto parlava: parlava di una terra in cui solo il continuo smottamento del suolo aveva potuto portare in superficie rocce di ere cosi' diverse (in particolare le sedimentarie erano fantastiche, con strati dorati, rosa, violetti, bianchi., uno sull'altro). E sembrava il racconto davvero dell'origine del mondo. E mi dicevo: davvero qui, con tutti questi cambiamenti climatici e ambientali, probabilmente ha avuto origine quell salto evolutivo tra i primati e la specie homo che ha dato origine alla vita cosciente.
E io stessa mi sono trovata commossa di questo. Se penso poi che la prima volta che ho sentito parlare della Rift Valley ero in terza media, proprio tramite la mia prof. di Mate e Scienze, per la quale poi mi ho cominciato a pensare all'insegnamento... chi se lo poteva immaginare quella mattina di Marzo in una classe della bergamasca che un giorno io le avrei viste dal vivo quelle cose?
Davvero la vita non e' una cosa nostra, o meglio, come sara' lo svolgimewnto del nostro cammino non lo sappiamo.
Ma soprattutto come e' importante prendere sul serio i desideri che sentiamo emergere dalla nostra sensibilita' perche' senno' rischiamo di perderci un pezzo di quella verita' che continuamente cerchiamo, anche inconsciamente.Ma l'altra cosa che mi ha assolutamente colpito e' stato che ho capito di piu' cosa vuol dire educare: e' davvero una comunicazione di se' stessi.
Perche' A., senza neanche pensarci, mi ha comunicato qualcosa mentre lavoravamo insieme, qualcosa che era piu' della somma delle conoscenze, uno sguardo sulle cose. E oggi, pensa, quello sguardo e' giunto fino in Africa, senza che lui muovesse un passo.
E cosi' per l'inaugurazione della scuola abbiamo cercato di realizzare qui qualcosa di simile a quella fantastica esposizione di rocce che lui ha preparato in laboratorio, perche' chiunque entrasse potesse godere della stessa bellezza( o almeno di un'ombra di questa)."