"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)

sabato 4 ottobre 2008

Uomini senza patria

E ricomincio anche da qui!
"Voi non avete patria, perche' voi siete inassimilabli a questa societa'" Noi siamo senza patria se vogliamo vivere con gli occhi fissi su Gesu'.
La prima condizione perche' l'avvenimento, il cristianesimo come avvenimento, come fenomeno imponente si realizzi, la prima condizionee' proprio questo sentimento della propria umanita': l'affezione a se'.L'affezione alla propria umanita' e' il contrario dell'egoismo, perche' l'affezione a se' o alla propria umanita' e' molto di piu', uno stupore per qualche cosa che si ha addosso e che non ci si e' dato noi, che neanche un'affermazione accanita di quello che si pensa o si sente. Nell'affezione a se', nell'attaccamento a se stessi, originale, c'e' affermata la sorpresa di non essersi fatti da se', lo stupore di questa oggettivita' che e' il mio soggetto, la meraviglia di questa cosa che chiamo "io".

Questa affezione a se' si traduce nella serieta' dello sguardo ai propri bisogni. Noi infatti le esigenze o i bisogni li sentiamo per forza e ci lamentiamo con un grido di dolore, con un lamento, quando non siano assecondati, ma normalmente non li prendiamo sul serio.

L'affezione a se stessi esige la poverta'. Per questo Cristo ha detto: "Beati i poveri in spirito" o " Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia"; perche' non e' l'attaccamento a qualcosa che abbiamo definito noi, ma a qualcosa che ci definisce, senza che noi abbiamo potuto intervenire per determinare la questione. Cosi' l'esigenza dell'amore o l'esigenza del compimento personale o l'esigenza della compagnia e', senza paragone, qualcosa di piu' grande e di piu' profondo, da udire e a cui badare con serieta', senza paragone con tutti gli accanimenti che invece collochiamo nel volere l'oggetto da noi pensato, immaginato o scelto.

Ritorno a casa

Ricomincio da qui.
La vita dell'uomo e' un grande ritorno all'origine, a colui che lo ha voluto. Questo ritorno rende la vita piena di generosita', di passione, che altrimenti non avrebbe. Pero' si puo' tornare a casa solo quando questa casa c'e', quando cioe' si riconosce umilmente che si e', nell'istante presente, generati. Tutto cio' coincide con la scoperta della vocazione, con la scoperta dell'essere generati da Qualcuno, che ti ama. A tal punto che fa della tua vita un ritorno a casa.
Mons.Paolo Pezzi, arcivescovo della Madre di Dio a Mosca

Perche' non scrivi piu'?

Giro vedo gente faccio cose.... Volti e incontri sono impressi nella mente (ehm, non sono esattamente rinomata per la mia memoria di elefante), diciamo nel cuore. Appena riesco ve ne racconto un paio. Intanto diciamo che ricominciamo. Sono a casa (che vuol dire in Inghilterra, ah ah ah) e ansiosa di cominciare a costruire questo nuovo anno. I progetti ci sono (cominciare una caritativa, sentire di piu' gli amici lontani, invitare gli amici vicini alla giornata di inizio anno, non vivere da barbona, lavorare come mi piace, insomma godermi la vita). Che Dio ci assista!

lunedì 18 agosto 2008

Esam(ino) di coscienza

Insomma per un paio di giorni sono andata bene, mi sono affidata agli amici (leggi: mi sono piazzata a casa loro senza troppi complimenti) e ho preso quel che veniva nella giornata, godendomi al massimo la loro compagnia (oltre al buon cibo, le coccole, le premure, le chiacchiere, gli speteguless).

Poi ho avuto un cedimento.

Non ho capito se e' stato un calo di zuccheri o la mancanza di un posto certo in cui andare a dormire che mi ha distrutto, ma non me la sono sentita di affrontare la seconda tappa (Varigotti), ho giocato la carta coniglio, che mi ha fregato perche' subito dopo ho pescato la carta confusion. E avevo appena letto il Vangelo di Pietro che prova a camminare sulle acque ma si spaventa perche' tira vento. Donna di poca fede!

Chicche

Altre chicche dell'incontro col prete freddoloso (erano le 11:30 in stanzetta esposta a sud su un sagrato infuocato di una parrocchia di Milano; lui era avvolto nel plaid...).

L'esame di coscienza a fine giornata, spiegamelo come se avessi 6 anni: guarda Gesu' oggi ho fatto bene questa cosa qui, ho consolato questa persona, in questa cosa la' invece non sono riuscita, la prossima volta aiutami a fare meglio.

La conclusione: guarda che comunque vai bene! A te non sembra perche' sei come su una strada in montagna e sei tutta li che sudi sui tornanti, ma io ti vedo e dico "Guarda come la va su bene quella la'" (con accento di Varese se vi riesce di immaginarvelo). ti voglio bene!

:)

Viaggio in Italia - Prima tappa - Milano

Sono stata a Milano due giorni, ho visto degli amici e poi sono stata a trovare il mio prete alto e allampanato preferito, cosa di cui vi volevo proprio raccontare.

Infatti gli ho chiesto un po' di aiuto sul lavoro e sulla vita e mi ha detto delle cose che ho pensato potrebbero interessarvi.
Gli ho detto che spesso mi sembra che l'essere cristiana non cambi il modo con cui guardo alla mia vita e al mio lavoro (Rubando le parole a una mia cara amica...)
Sul lavoro in sostanza mi ha detto che cio' che ci guida a capire cosa vuole Dio da noi sono i desideri e le inclinazioni. Solo che poi per vivere il lavoro secondo il livello del nostro desiderio e dell'incontro cristiano ci vuole tempo. Come una violinista che imiti Uto Ughi e invece una che desideri esprimere se stessa. E' una ricerca...

Non gli ho fatto altre domande perche' per me questa risposta mi dava gia' un parametro fondamentale. Cioe' mi sono accorta che io guardo a certa gente del laboratorio e penso: non voglio diventare come loro. E quindi mi vengono dei dubbi sulla scelta che ho fatto. Mentre il punto e' che io posso fare questo lavoro ed essere diversa.

Come essere diversa? Penso col tempo, cercando dentro di se', guardando quelli che ci piacciono. Lui ha detto con la preghiera, leggere 10 min al giorno il libro di sdc, e poi ci vogliono dei "testimoni della fede", cioe' gente che vive gia' in quel modo li' a cui guardare e con cui confrontarsi. Per cui ha detto che tutti i rapporti poi si giudicano in base a questo criterio.

Infine mi ha detto che per l'ammore... devo chiedere un miracolo. Saro' un caso disperato? (In realta' sono stata io a dirgli che incontro solo altri disperati come me) Lui dice che devo chiedere un miracolo perche' l'unica posizione ragiovevole dell'uomo e' chiedere e sperare con fiducia, non e' disperarsi (e la rassegnazione e' solo un altra faccia della disperazione).

Per cui ho pensato di chiedere preghiere a tutti gli amici! :)

mercoledì 6 agosto 2008

Non c'e' cucchiaio 2 - Il caffe'

In tutto cio' poi per il caffe' facciamo lo shuffle dei posti a sedere e capito accanto a una mia collega, con cui non avevo mai parlato molto, che mi dice con tono di protesta che (con parole mie) in fondo chi se ne frega dell'esistenza teorica di Dio mi interessa cio' che mi tocca, la mia felicita'.

E mi ha detto della domanda esistenziale che lei ha di fronte alla sua vita. Niente di drammatico, in questo senso caratterialmente si vede che l'approccio suo e mio sono proprio diversi. Mi ha detto che guardando alla sua vita, vede che spesso si era incamminata in una direzione e poi un colpetto l'ha spinta da un'altra parte, e le viene da chiedersi se pertanto la vita sia un "moto browniano" oppure se unendo i puntini da 1 a 89 comparira'... un disegno.

Al che, scusate se e' banale, non ho potuto non dirle che condividevo la stessa domanda (anche se in versione drastica, nel caso servisse specificare), e raccontarle di cosa mi ha portato da una posizione di ateismo a seguire l'ipotesi cristiana, in un crescendo di certezza.
Ovvero il fatto che racconto sempre che certe persone, che pure mi stavano sulle palle, mi avevano mio malgrado colpito per come vivevano, e non avevo visto una cosa cosi' da nessun'altra parte. E queste persone mi hanno detto "Non siamo noi, e' il Cristianesimo".

E mi sono chiesta di nuovo: cos'e' che mi ha portato qui, che mi tiene qui? E ho pensato solo alla mia amica Mafalda, che era li' il giorno in cui ho preso la decisione di seguire, e che e' li' oggi, e con cui l'amicizia e' cresciuta in modo inspiegabile (tenendo conto ad esempio che e' rinata e cresciuta negli ultimi 10 anni senza meno di 500, non piu' di 2000, kilometri di distanza; per il futuro abbiamo deciso di tentare i 4000...). Un'amicizia dell'altro mondo, un'amica a cui puoi proprio mostrarti per quello che sei, anche se sei marcia dentro o sotto a un treno. Perche' solo se sai che uno ti vuole bene puoi guardare in faccia al fatto che sei una merdaccia.

E per spiegare questo mi e' venuta in mente la storia de I miserabili, quando Jean Valjant viene arrestato per aver rubato i candelabri e il prete dice alla polizia che glieli aveva regalati lui. E quello li' potrebbe anche non diventare mai un uomo onesto, ma una cosa cosi' non se la scorda piu' ed e' questo che fa la differenza qualitativa il resto e' solo strada da percorrere. E ho visto due occhi che brillavano e mi guardavano sorridendo....

Non male come Festa della Trasfigurazione, no?

Non c'e' cucchiaio (*) - Lo yogurt

Una volta ogni tanto capita che la conversazione a pranzo sia degna di nota. Oggi si e' finiti sull'indimostrabilita' dell'esistenza di Dio, cosa su cui non sono del tutto aggiornata ma credo che siamo ancora al fatto che non e' filosoficamente dimostrabile ne' che esista ne' che non esista.

Come al solito in questi casi ascolto un momentino come un bambino ai bordi del campo di calcio, poi alla prima occasione mi ci butto con gran diletto. Poi capita che le mie argomentazioni siano quasi sempre buone (ovvero che il livello culturale generale sia sovente medio-basso), per cui faccio scacco matto e mi diverto ancora di piu'.
Purtroppo di solito l'interlocutore non si accorge nemmeno di essere all'angolo. Oppure nicchia, chissa'.

Non sono venuta qui per dirvi quanto sono brava (???) bensi' che oggi mi sono resa conto che il motivo per cui ho facile vittoria con i miei colleghi scienziati e' che la maggior parte di loro e' ferma al positivismo illuminista. Con un vero ateo ovviamente non avrei vita facile. Insomma penso di poter dire di aver pensato piu' io al mio cristainesimo(**) che loro al loro ateismo. In ogni caso sono stata un'atea molto piu' drastica della maggior parte di loro, per questo li frego facilmente. ;-)

Tornando all'esistenza di Dio, in buona sostanza ho cercato di spiegare che l'esistenza di Dio e' esperienza del singolo, condivisibile ma non dimostrabile (nel senso matematico-scientifico) ad altri, cosi' come non mi puoi dimostrare che ami tua moglie ma tu sai che la ami. Mi hanno risposto: ma io non so se amo mia moglie!

A questo punto capite che l'unico punto di fuga e' negare l'angolo!

(*) Da Matrix uno, dove si spiegano fenomeni paranormali come la facolta' di certe persone di piegare cucchiaini con la forza del pensiero con il presupposto che la realta' non esista e bisogna solo allenarsi a vedere che non esiste. Che poi mi sono sempre chiesta: ma mo' che l'hai piegato come lo mangi lo yogurt?

(**)
Anche se con cio' non mi assumo il merito di cio' che lo Spirito ha fatto, infatti io ci ho pensato prima, da atea, e dopo, da cristiana, ma quel passaggio li' non l'ho certo fatto come conseguenza di un pensiero.

martedì 5 agosto 2008

GRC Water 2008 - Il giudizio

A parte ammorbarvi con tutte queste storie (leggete i post precedenti), ad un certo punto uno dovrebbe anche dare un giudizio sull'esperienza che fa anche se e' tardi e ha sonno.

E allora uno si accorge per esempio che e' bene essere in un posto che (finalmente) ti spinge a dare un pochino di piu' di quel che ti sentiresti di dare tu dal buchetto della tua codardia. Non che tutti siamo codardi, pero' io sono proprio cosi', qualche volta me ne accorgo. E di solito faccio scelte di comodo. Oddio, come quella di venire fin qui per lavorare? Si', in effetti avrei potuto fare scelte piu' comode in questo senso.

E che ti mette di fronte alla tua pigrizia. Tra l'altro io ho sempre sgobbato un sacco a scuola, non sono mai stata pigra. Perche' improvvisamente mi ritrovo cosi' svogliata? Forse perche' (digressione) la scuola tende ad essere molto passiva, mentre quel che si richiede all'adulto e' l'iniziativa? Cio' che ho sempre criticato alla scuola, e che ho criticato due post fa, ovvero la mancanza di stimolo all'iniziativa personale, ora me lo trascino come se in X anni suonati non avessi imparato nulla? Ad un certo punto la responsabilita' e' nostra. Da almeno X anni a questa parte. (Anche se io rimango pur sempre un po' tarda su certe cose, che comunque ho capito solo ora.)

Verrebbe da dire, ma non solo per il lavoro, "O protagonisti o nessuno". Oppure verrebbe da rileggere la mail della mia amica che dice "Ma adesso qui ci sono io, non quel mio amico piu' bravo di me, e se non prendo in mano io la mia vita, rischio di perdermi qualcosa, e rischiano di perderselo anche gli altri". O ancora potrei citare "Le lettere di Berlicche" o "L'ombra del Padre".

Anche se c'e' un punto che ancora mi sfugge....

"Com'e' possibile, invece, che noi diventiamo veramente protagonisti, accaniti in questa lotta, senza smettere? Cio' e' possibile solo se noi per primi siamo stati amati!"

Sara' ingratitudine o cattiva memoria la mia? O sara' che uno ha bisogno di questo amore TUTTI I GIORNI?

lunedì 4 agosto 2008

GRC Water 2008 - Le conseguenze delle conferenze

Insomma, fatto sta che adesso a quanto pare in un posto tanticchia piu' internazionale ci sto. E mo' mi tocca. Infatti gia' hanno cominciato a buttarmi in acqua per farmi nuotare. Niente di che, ma nel mio piccolo cuoricino in cui c'e' posto solo per il mio ego sconfinato mi sembra gia' tanto.

Insomma a quanto pare sto per ereditare il ruolo di unico Instrument Scientist sul miglior diffrattometro di neutroni per liquidi del mondo. Dite tutti "Ooooh!" Che sarebbe lo strumento su cui lavoro gia' come co-scientist. Cioe' se devo essere onesta dopo cotanti lamenti, mi trovo oggi in effetti in una posizione con delle responsabilita' tali che io come sono io non avrei mai pensato di raggiungere. E invece non e' niente di che, se lo posso fare io! Ma questa e' notizia vecchia, solo mi ero scordata di darvela.

Fatto sta che questo mio nuovo ruolo comporta delle responsabilita', del tipo insegnare cose agli altri. Del tipo che mi vogliono mandare a Las Cruces, New Mexico a tenere un mini-workshop a una decina di persone sul programma che usiamo. Panico! Un posto lontano lontano. Poi un conto e' usare un programma, un conto insegnarlo, a una platea di ben 10 persone!!! Tante tante!

Per fortuna il mio capo con grande tatto e rispetto della privacy mi ha messo subito a mio agio dicendo davanti a tutti che questa voce avrebbe fatto molto bella figura sul mio curriculum in vista della promozione che mi ha promesso l'anno prossimo.

GRC Water 2008 - Effetti collaterali

*** Attention, please: questo e' un post di lamentazione ***

Li chiamo effetti collaterali ma confesso che spesso contano piu' di cio' che accade veramente. Sono tutti i pensieri suscitati nella mia mente malata ed eccessivamente emotiva/segaiola da cio' che accade veramente.

Ad esempio, il tipico effetto da conferenza e', al termine di una concatenazione di argomentazioni logiche (?) e circostanziate (??), il desiderio di cambiare lavoro. Non perche' non mi piaccia quello che faccio, ma perche' penso di non essere capace. Che poi se un po' ci penso (e io ci penso, anche un bel po') sono anche in grado di circostanziare. Queste cose le ho sentite anche un anno fa, anche 5 anni fa, perche' ancora non le capisco? Perche' le devo studiare. Perche' non le ho studiate? Lo studente sfugge il contatto oculare e fa scena muta.

Oppure. Ti rendi conto che sulla scena internazionale sei menomato. Fino a prima di venire in Inghilterra andavo alle conferenze e non capivi proprio l'inglese. Non siamo tutti portati per le lingue straniere, a scuola l'ho sempre studiato, ma ora so che avrei fatto meglio a guardare piu' MTV e studiare di meno. Ma l'ho capito solo ora.

Hai fatto un dottorato in cui ti dicevano per filo e per segno cosa dovevi fare (anziche' darti un input e poi farti bollire un po' nel tuo brodo rimescolando di tanto in tanto). Gli articoli li scriveva la Prof. Ti vendevano bufale colossali tipo che l'ordine con cui compaiono i nomi sugli articoli non e' importante per cui andiamo in ordine alfabetico. Gli esperimenti li facevi con la balia e comunque ne ho fatto uno in tre anni. Non ti mandavano mai e dico mai a una conferenza a un workshop a una riunione di condominio, niente. Insomma tutto tranne che prepararti a quello che sara' davvero il mondo della ricerca per cui stai cercando di prepararti. E l'ultimo anno ti lasciano a marcire perche' tanto hai gia' pubblicato abbastanza. E comunque l'ho capito solo ora.

Hai fatto dei post-doc modello parcheggio perche' non hai avuto ne' la coscienza ne' il coraggio di cercare qualcosa fuori (a parte una volta che non mi hanno scelto). E comunque l'ho capito solo ora.

Poi arriva una di 29 anni, inglese, che ha fatto un post-doc alla Columbia su una tecnica innovativa (sia bio- che nano-), ha pubblicato su Nature e fa il seminario piu' bello di tutta la conferenza, parlando piano cosicche' anche gli stranieri capiscano, e rispondendo alle domande come una che ha 10 anni di esperienza sul campo. E non ti incazzi nemmeno perche' e' la persona piu' umile del mondo, ha perfino l'umilta' di vestirsi come una normale ragazza della sua eta' (vedi post precedente) e stiamo perfino diventando amiche.

E io ero li' con il mio posterino da primo anno di dottorato, il mio primo esperimentino concepito, fatto, analizzato e interpretato (quasi) tutto da sola! E ora scrivero' anche il mio primo articolo tutto da sola! Cioe' ne ho scritto anche un altro paio ma sono cosi' infimi che praticamente non contano. Detto tra di noi, l'esperimentino e' parte di un progetto fichissimo, solo diciamo siamo a uno stadio piu' che preliminare. E vado li' e lo presento e ricevo commenti utili benche' per lo piu' lasciati scivolare dall'alto in basso. Del resto io non sono mai capace di nascondere quel che non so dietro un tono professionale, devo sempre fare il gioppino. Ancora adesso, chissa' quante cose non ho capito.

domenica 3 agosto 2008

Vado in piscina

A dopo.

GRC Water 2008 - Atmosfera

La miglior conferenza sempre.

Atmosfera informale. Molto informale. Shorts, camicia hawaiana. E' pieno di americani e si' la camicia hawaiana purtroppo va ancora di moda oltreoceano. Anzi se sei un tipo un po' scicchettoso abbinerai l'orrenda fantasia della camicia con dei calzoncini pandan che recano la medesima orrenda fantasia, ma in negativo. Cosi' informale che uno puo' decidere di fare un seminario in calzoncini, calzino blu a meta' polpaccio e senza scarpe. Come senza scarpe, coi sandali? No, in calzini blu e moquette, a contatto con la natura microbiologica che ci circonda. Del resto i calzini NON erano bucati, mi sembra gia' una forma di rispetto.

Per equita' devo annotare anche un caso statistico che cade sulla coda della gaussiana da parte opposta, l'austriaco con pizzetto ordinato in completo scuro e cravatta azzurro cielo. Mostrava anche dei filmati delle simulazioni esteticamente molto belli, sicuramente un po' sboroni, quasi cinematografici. Immaginate una panoramica a volo d'uccello sulla scatola di simulazione, poi virate e tornate indietro per addentrarvi tra i legami a idrogeno e giungere al nocciolo, la parte quanto-meccanica del scatola. Infatti nel corso della discussione se lo sono mangiato vivo.

Uno CHE SI LAVA non puo' certo dire cose intelligenti.

Domenica lunatica

Oggi e' una domenica disordinata come tante. Ho anche un po' di jet lag per cui ho sonno a pranzo e fame dopo la buonanotte. Ho i bagagli da disfare, apro lo zaino e rovescio tutto ordinatamente sul divano. Nel frattempo mi ricordo che e' ora di pranzo e apro il freezer. Estraggo qualcosa, nel frattempo mi dico che dovrei approfittare del tempo a disposizione per fare sport e programmare il prossimo viaggio. Il che annulla parzialmente la necessita' di disfare la valigia, per cui trasferisco il beauty-case dal bagno dell'albergo al bagno di casa mia e ticko job done. Estraggo dalla valigia i beni deperibili e i calzini sporchi e vi lascio tutte le cose che tanto portero' con me tra una settimana emmezza. Tipo il costume da bagno. Ah, e la piscina? Ah ma se mangio come faccio ad andare in piscina? Rimetti in freezer quello che avevo tolto. Tanto vivo in Inghilterra e la catena del freddo non si interrompe mai. Pero' devo mangiare senno' in piscina mi viene fame. Mangio un panino col salame. Mezzo, perche' non ho fame. Anzi scrivo un po' sul blog gia' che ci sono.

giovedì 10 luglio 2008

After Dublin

Questa settimana (dopo Dublino!) mi sono rinchiusa per due giorni a scaricare articoli come una matta e leggere. Ieri sera in un'ora e mezza ho tirato fuori dei grafici dai miei dati e direi che ho gia' quasi un poster. (Mia mamma dice sempre che tutto il pensare che si fa prima di inziare un lavoro abbrevia il tempo che poi ci servira' per completare il lavoro.)

Oggi ho discusso con una collega dei miei dati e ho scoperto che lei ha delle misure che non ha pubblicato che pero' c'entrano coi miei dati e le posso mettere sul poster e un milione di altre idee. E fare lo scienziato e' un lavoro fantastico.

Devo pero' spiegare una cosa senno' non si capisce. Non e' che prima non sapessi che dovevo studiarmi la letteratura sul tema, solo che l'idea di rinchiudermi per mezza giornata o piu' in biblioteca da sola, quando gia' mi sentivo cosi' triste e sola... mi deprimeva troppo e non ce la facevo. So che e' patetico, ma e' cosi'. Cosa e' cambiato? E' cambiato che questo fine settimana mi sono sentita molto amata e in buona compagnia. Una compagnia che e' una promessa, che rimane anche quando non e' fisicamente li'. La ritrovo nei brani che leggo ogni mattina. Ma piu' importante ancora, mi e' stato promesso che la ritrovero' in quello che devo fare ogni giorno. Allora mi fido, mi metto li' a testa bassa e con umilta' ci provo. Ed e' vero! E quando vedi che i tuoi dati cominciano a prendere forma...

Devo spiegare bene questa cosa della scienza sperimentale. Fare un esperimento non e' come vedere, perche' nella maggior parte dei casi la vita e' piu' difficile di cosi'. E' come se ti avessero bendato e sei disorientato e puoi solo andare a tentoni e non sai bene cos'e' che stai toccando e improvvisamente ricevi un suggerimento o hai un'intuizione e con questo in mente ritrovi l'orientamento. La scienza e' cosi', hai dei dati, ma i dati sono ciechi, ci vuole un'ipotesi per interpretarli. Ma quando hai l'ipotesi, cio' che sembrava arido e pieno di difetti assume un significato, e a un tratto e' pieno di significato, e sembra addirittura un miracolo che tu possa accedere a questo significato, essendo cieco. E, come gia' ebbe a dire un professore di fisica della mia Universita'... ti senti "meno solo", in questo miracolo.

Before Dublin

Ok gente, ho una serie di post arretrati accumulatisi nella mente e in sparsi appunti. Incontri principalmente, scambi di battute.

Come un giorno in cui sei molto stressata (prima di Dublino!), incontri il collega cattolico alla stampante che ti chiede come va. Normalmente risponderei "Fine", ma dato che e' lui, ammetto "Stressed". Perche'? Perche' devo andare a una conferenza e non ho niente di nuovo pronto e sono una scienziata inutile. Al che lui ribatte " C'e' gente che costruisce un'intera carriera su questo!" mi sorride, prende la sua stampa e va.

Al che tu capisci che e' vero, e' presto, sono giovane (ehm, scientificamente parlando) e CE LA POSSO FARE. Soprattutto se evito di sprecare le mie energie a ripetermi quanto sono inutile forse posso essere utile.

Weekend a Dublino

Il periodo e' fiacco, stanco, ci si trascina da casa al lavoro, si tira avanti la giornata lottando contro la letargia. Poi di nuovo a casa, in una casa vuota, e si rimane li' a fissare il vuoto per ore mentre i piatti si accumulano nel lavandino. Sindrome tipicamente estiva, pre-vacanza, inutile dare la colpa al caldo (ha-ha), al freddo, alla pioggia, alla depressione.

Poi arriva un weekend a Dublino, e tutto cambia. JC e' a Dublino a imparare l'inglese e gli irlandesi approfittano per organizzare un incontro, che in modo molto beneaugurante viene chiamato ANNUAL Meeting of CL (Ireland, United Kingdom, Finland, Belgium and The Netherlands).

JC ci prende e ci rivolta come un calzino. La sfida e': "Provate a pensare a come vi alzate la mattina, a qual e' il vostro sguardo sulla giornata". Nella mia mente si forma subitaneamente una scritta tridimensionale che man mano si ingigantisce e mi schiaccia: ANSIA!

"Nessuno mai verifica l'ipotesi cristiana, diamo piu' importanza a qualunque idea che ci viene in mente che all'incontro fatto con Cristo, per cui abbiamo paura della realta'."

"Fate un test, provate a pensare a come affrontate il lavoro, la solitudine, la stanchezza." (E lui come lo sa, che e' questo che mi assilla?)

"E' un sogno pensare che ci sia una circostanza priva di limiti, di problemi. O quello che abbiamo incontrato e' utile a te per affrontare la realta' oppure non e' interessante, i tuoi amici non sono interessanti, sono solo un gruppo di gente con cui hai un rapporto sentimentale. Cristo rivela la sua natura nel modo in cui affrontiamo la realta', altrimenti perdiamo il meglio, perche' il meglio e' vedere la vittoria di Cristo in ogni circostanza."

"La realta' e' continuamente creata da Dio, che la usa per guidarci al nostro destino."

Ok, amici. Sto facendo il test. Nella fattispecie, siccome "non si puo' vivere di rendita", leggo ogni mattina gli appunti e/o il libretto dell'Assemblea Internazionale Responsabili.

Battuta

Questa primavera British Airways ha aperto un fantastico nuovo terminal a Heathrow. Purtroppo il sistema smistamento bagagli non ha funzionato e i bagagli hanno cominciato ad accumularsi. Ad un certo punto e' trapelato che per risolvere l'ingorgo, BA ha cominciato mandare i bagagli a Milano (!) via terra dove una ditta specializzata (???) li smista e li rispedisce via corriere.

Stamattina alla radio: "You know when you are really bad when you have to ask to the Italians in order to sort your organisation out!"

("Sai di avere un problema quando devi chiedere agli italiani di risolverti un problema organizzativo!")

Sto ridendo da ore......

martedì 17 giugno 2008

Forse non tutti sanno che...

Recent hot weather, in addition to hopefully proclaiming the arrival of a great British summer and holidays, is also a reminder that hot summers and associated activities can present new hazards.

A significant fraction of the injuries that STFC staff sustain are symptomatic of a lack of care and attention to work and surroundings. As summer commences, and concentration is potentially weakened by the hot weather, the opportunity for further such incidents also increases. There is a marked increase in injury numbers in particular areas during July compared to other months.
Ho sempre sostenuto che agli inglesi il caldo gli da' alla testa.... (caldo? quale caldo? allora i siciliani cosa devono dire?)

Questo delirante numero delle sempre illuminanti STFC Notice Board e-mails, si conclude con una serie di link, including Barbecue Safety. (A furor di popolo postate nei commenti perche' meritano).

giovedì 12 giugno 2008

Gita a Tindari

Sono di ritorno dalla mia gita a Tindari, l'assassino e' il postino (di Neruda, girato la' vicino, nelle Eolie). Ho testimoniato al matrimonio dei miei amici, festeggiato questo evento comunitario, a cui tutti la famiglia (cuggini fino al quarto grado) e il paese hanno partecipato (commossi, tutti tranne me ovviamente).

Ho avuto ampie occasioni di esercitare il mio nordico cinismo:
"eccerto e' un peccato quella raffineria rovina il paesaggio"
"ma che paesaggio e paesaggio, lascia stare la raffineria che porta lavoro!"
Con la deformazione professionale del muratore bergamasco ho osservato con un misto di stupore e cipiglio lo stile originale delle costruzioni locali, che potremmo definire un misto di cemento e forato a vista.

Mi sono sbafata innumerevoli granite al caffe' con brioche. Ho nuotato (non abbastanza) in un mare bellissimo e mi sono scottata in un giorno nuvoloso:
"peccato che c'e' brutto tempo"
"ma che brutto tempo, voi non avete proprio l'idea"

Alla fine non ho potuto fare a meno di lasciarmi coinvolgere e scoprire che si puo' essere liberi (con un po' di fatica) anche in mezzo a una rete di rapporti. Una bella cura per il mio individualismo.

Risposta

Si io sono felice.
Ma non e' tolta la lotta che e' combattere come te con questa mentalita' che tende a pervaderci fino alla percezione che noi abbiamo di noi stessi.

Per me e' davvero seguire Carron cioe' capire che a noi ci hanno distrutto la ragione ma il Mistero ci ha regalato il Giuss che, per la sua intelligenza e santita' ha affrontato tutte le ambiguita' della nostra cultura ribaltandole come un calzino. Allora io lo leggo cercando di buttarci dentro tutta la fragilita' che sento.

Per esempio anche io l'altro giorno mentre leggevo l'articolo su Tracce del Giuss a riguardo della energia della fede mi chiedevo: ma come faceva la Madonna a vivere continuamente le memoria dell'annuncio? Anche dopo 1, 2,3 anni... aveva solo un bambino e una vita apparentemente normale. Invece proprio il Giuss si chiede la stessa cosa (perche' non e' che noi la memoria ce la possimo imporre con uno sforzo).

Per lei era proprio quella carne. E per noi? E' uguale. L'unica cosa e' educarsi ad accorgersi. Ma il nostro cuore ce lo dice subito... (...)

E ricordati che tu non sei questa incapacita'. Perche' per me tu sei la Silvia! E se io sento cosi', immagina Gesu' che ti vede alzarti tutte le mattine, lavorare, combattere con te stessa... non abbiamo bisogno di altro per essere protagonisti davanti a Dio.

sabato 31 maggio 2008

L'alunna gia' non e' granche' ma oltretutto non si applica

Scusate il lungo copia e incolla, ma non mi sentivo di privarvi del contenuto della mail di cui al post precendente. Volevo anche rendervi partecipe della mia reazione, non perche' sia particolarmente intelligente, ma perche' penso che condividere le domande sia sempre utile.

"Cara amica mia,
grazie come sempre di queste e-mail, perche' solo tu mi ricordi sempre che "si puo' veramente vivere cosi' " e che per questo sono diventata cristiana. Per il resto continuo a razzolare e alzo ben raramente lo sguardo. Pochi secondi di coscienza, e poi giu' di nuovo a testa bassa. Del resto il Signore mi ha preso cosi' tanti anni fa, io avevo fatto un patto con Lui (senza sapere che fosse Lui). Che avrei vissuto la vita mani e piedi a terra, attaccata il piu' possibile alla realta' (cosa che gia' faccio fatica a fare, perche' navigo piu' spesso nella mia testa). E che se un senso c'era, o era incontrabile qui e ora, oppure non era interessante, perche' sarebbe stata una logica a me inaccessibile, visto che io sono insolubilmente legata alla logica con cui mi hanno fatto. La filosofia mi insegnava che se porti gli occhiali blu e non lo sai, che il cielo sia azzurro o bianco per te non fa nessuna differenza (oddio spero di non aver sbagliato la fisica in questo esempio).

Insomma tutto per dirti: vorrei guardare il mondo e la mia vita e me stessa come tu li guardi e ti guardi. Vorrei incidere nella vita mia e di quelli che mi stanno attorno, anziche' continuare a navigare nel mare della mentalita' di tutti, con una vaga nostalgia di qualcosa di piu' grande, intravisto e mai veramente toccato.
Ho una vaga sensazione che sia anche colpa mia se giro brownianamente a vuoto anziche' camminare. Non te lo dico nemmeno con dramma, te lo dico sconsolata con me stessa come con un'alunna poco dotata e anche un po' svogliata.

Come fai????
Davvero leggendo questa tua mail ho pensato che la scelta che hai fatto per la tua vita e' desiderabile perche' tu sei felice.

Un abbraccio, S."

Rift Valley

"La prima cosa che volevo raccontare e' stato un viaggio che ho fatto con alcuni amici tre settimane fa'. La scuola qui ha chiuso agli inizi di Aprile per le vacanze. (...)


Be', gia' l'idea di essere nella Rift Valley, la culla dell'umanita' mi aveva resa piena di aspettative. E poi mi avevano detto che avrei visto... gli elefanti.

E' stata una cosa fantastica!

Il primo giorno che sono arrivata ero strabiliata: stai viaggiando sulla strada battuta con un Prado e ti accorgi che il tipo di suolo cambia continaumente: prima terra rossa , color cotto, e poi improvvisamente diventa grigia con polveri di metallo grigio-verde. E poi biachissima, come sabbia del mare.. ma mai visto quel colore. E poi rosata e ..ogni 30-40 metri tutto cambia. E come natura palme, arbusti bassi..e ovviamente gruppi di elefanti, giraffe, gazelle. E ai bordi della strada granite di vari colori, rocce ignee nere o rosse..

Mentre guardavo entusiasta questa terra pensavo che se ci fosse stato con me A. si sarebbe messo a piangere per la commozione e chissa' quante cose avrebbe saputo dire e scoprire..

Ed ad un certo punto mi sono accorta che rischiavo di perdermi qualcosa.
Perche', e' vero, io non sono A., non ho la cultura e l'esperienza che ha lui, ma ho lavorato con lui e questo mi ha insegnato tante cose, soprattutto il suo modo di osservaree di capire da piccolo dettagli la storia di una terra.

Cosi' ho cominciato a chiedere ai miei amici di fermarsi perche' volevo raccogliere quel sasso o quella pietra o un po' di terra di una particolare area. E ogni volta tutto parlava: parlava di una terra in cui solo il continuo smottamento del suolo aveva potuto portare in superficie rocce di ere cosi' diverse (in particolare le sedimentarie erano fantastiche, con strati dorati, rosa, violetti, bianchi., uno sull'altro). E sembrava il racconto davvero dell'origine del mondo. E mi dicevo: davvero qui, con tutti questi cambiamenti climatici e ambientali, probabilmente ha avuto origine quell salto evolutivo tra i primati e la specie homo che ha dato origine alla vita cosciente.

E io stessa mi sono trovata commossa di questo. Se penso poi che la prima volta che ho sentito parlare della Rift Valley ero in terza media, proprio tramite la mia prof. di Mate e Scienze, per la quale poi mi ho cominciato a pensare all'insegnamento... chi se lo poteva immaginare quella mattina di Marzo in una classe della bergamasca che un giorno io le avrei viste dal vivo quelle cose?

Davvero la vita non e' una cosa nostra, o meglio, come sara' lo svolgimewnto del nostro cammino non lo sappiamo. Ma soprattutto come e' importante prendere sul serio i desideri che sentiamo emergere dalla nostra sensibilita' perche' senno' rischiamo di perderci un pezzo di quella verita' che continuamente cerchiamo, anche inconsciamente.

Ma l'altra cosa che mi ha assolutamente colpito e' stato che ho capito di piu' cosa vuol dire educare: e' davvero una comunicazione di se' stessi.

Perche' A., senza neanche pensarci, mi ha comunicato qualcosa mentre lavoravamo insieme, qualcosa che era piu' della somma delle conoscenze, uno sguardo sulle cose. E oggi, pensa, quello sguardo e' giunto fino in Africa, senza che lui muovesse un passo.

E cosi' per l'inaugurazione della scuola abbiamo cercato di realizzare qui qualcosa di simile a quella fantastica esposizione di rocce che lui ha preparato in laboratorio, perche' chiunque entrasse potesse godere della stessa bellezza( o almeno di un'ombra di questa)."

martedì 27 maggio 2008

Siate lieti nella speranza

«Seminate nella giustizia, dice il Signore, e raccoglierete la speranza della vita». Non vi rimanda nell'ultimo giorno, quando tutto vi sarà dato realmente e non più nella speranza; egli parla del presente. Certo, grande sarà la nostra gioia, infinita la nostra esultanza, quando comincerà la vita vera. Ma già la speranza di una tale gioia non può essere senza gioia. «Siate lieti nella speranza», dice l'apostolo Paolo (Rm 12,12). (...)

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorsi 37 sul Cantico dei Cantici
da "Il Vangelo del giorno"

Papi-teologi

Maestro, i compiti a casa li ho fatti, e' che ho dimenticato il quaderno....

Scherzo, la Spe Salvi l'ho letta tutta, grazie proprio al tuo incoraggiamento ad arrivare fino alla fine, mi sono detta che era meglio una lettura veloce che nessuna lettura (quindi: grazie!). Mi ha colpito molto, soprattutto nella seconda parte, perche' certe questioni dette cosi' chiaramente io non credo di averle mai sentite prima. O almeno in epoca recente... Ho anche sottolineato le parti che mi colpivano di piu', ma per essere in grado di discuterne dovrei almeno rivederla!

Ciao, Silvia

Cara Silvia,
scherzi a parte, penso che sia la Spe Salvi che la Deus Caritas Est siano due piccoli capolavori di teologia alla portata di noi tutti digiuni della materia... E quindi credo che sia giusto sfruttarle a dovere: di papa-teologo ne nasce uno ogni due secoli, non prendiamoci troppo l'abitudine!
Poi ci sarebbe l'eccellente monografia su Gesu', ma certo li' il numero di pagine lievita.

Ciao

D.

mercoledì 21 maggio 2008

Greater, Greatest!

Dopo aver visionato i film finalisti, Spike Lee in persona ha scelto "Greater-defeating AIDS" come miglior documentario del Babelgum Online Film Festival! La premiazione si è svolta ieri sera in un locale di Cannes, situato sul celebre Boulevard de la Croisette, in concomitanza con il Festival del Cinema di Cannes. Qui potete vedere il video della premiazione ( http://www.youtube.com/watch?v=rzECytxYqCY ).

Ecco invece la recensione scritta dallo staff di Babelgum a proposito di "Greater":

This is billed as a non-documentary and watching the way it pulls together various stories about a group of Ugandan women who are HIV positive, we soon realise that we're seeing life there in a way we might not in the mainstream. Inspiring characters who are full of a zest for life tell us their stories, show us their dances and it feels by the end as though the filmmaker has been the vehicle by which we enter this particular world, rather than the person telling us how to perceive it.

Pigna Nature

(...)Tra parentesi e' un bellissimo quadernone Pigna Nature portato dall'Italia, quelli di carta riciclata ma di buona qualita', di color leggermente giallino, che rilassa la vista, con tanti fiori sulla copertina."

I Pigna Nature sono una delle cose belle della vita, non trovate?

Mal di testa

"Il mal di testa non so perche' mi e' venuto, suppongo ho tirato troppo la corda sto periodo con i viaggi, il poco sonno, un po' sono agitata.

E poi ieri ho bevuto poco, anche questo mi fa sempre venire il mal di testa.

Ah poi ieri la fidanzata spagnola del capo piccolo (l'arpia) e' partita per un viaggio di lavoro, quindi il capo e' di buonumore, oppure si sente rilassato sui tempi, oppure si sente solo non so, fatto sta che e' venuto nel mio ufficio alle 14, abbiamo intavolato una discussione sul sistema educativo inglese (le sue teorie sul ---) e se ne e' andato verso le 16. Anche questo forse non mi ha aiutato."

Insicurezza

In ogni momento della vita siamo chiamati ad uscire dal nostro disegno per entrare in quello di Dio. Dio in realtà non vuole destabilizzarci: non ci priva delle nostre certezze per lasciarci nell’insicurezza. Al contrario, sa che le nostre misure, le nostre sicurezze, sono insufficienti, che solo lui è la roccia.

Grazie Mafalda perche' mi permetti di fare questo tratto di strada in salita con te. Perche' i miei occhi possano vedere, le mie mani toccare, la speranza in me crescere.

giovedì 15 maggio 2008

The only man who behaved sensibly was my tailor

Oggi e' il compleanno del Brother. Gli ho mandato una card (Very English) con questa citazione:

"The only man who behaved sensibly was my tailor; he took my measurement anew every time he saw me, while all the rest went on with their old measurements and expected them to fit me." George Bernard Shaw

Pare che mio fratello settimana scorsa abbia chiacchierato a lungo con degli ingegneri che gli spiegavano il funzionamento di non so quale impianto, e alla fine della conversazione i due ingegneri si siano meravigliati scoprendo che mio fratello NON abbia una laurea in ingegneria. Al che mio fratello si e' detto per la prima volta pentito di non aver voluto studiare....

Volevo fargli sapere che va bene cosi' e che puo' fare quello che vuole nella vita e che nella vita si cambia e va bene cosi'.

The drawback of being Christian

"There's only one drawback to being Christian. The drawback is that you are obliged to make yourself aware of all you do. In other words, the drawback is having to be intelligent. Not intelligent in the sense of studies, but intelligent as in the use of intelligence that, depp down, is in the sentence Christ always repeated: "Be vigilant, stay on the alert".

giovedì 8 maggio 2008

Part of the history now

Sabato grande festa, si sono sposati Stan&Giseu. Stan, che come tutti gli inglesi ha la lingua legata al palato, ha sbagliato a pronunciare il cognome portoghese di Giseu. Dopo la cerimonia si scherzava e Giseu ha affermato di getto: "That's it, part of the history now!".

Questa frase apparentemente banale mi ha colpito come un fulmine. Che coscienza ci vuole, coscienza incarnata, non teorica, per dare un giudizio cosi', su una cosa abbastanza banale, di getto? Cio' che mi ha colpito e' stata l'associazione istantanea tra l'errore e la storia. L'errore e' ora parte della storia di Stan e Giseu.

E ho pensato: quanta history si e' lasciata alle spalle lei per arrivare a questa coscienza?

Sciaboletta spuntata?

Siccome la vita e' piena di incontri, ieri sono riuscita a farmi la tradizionale chiacchierata bisestile (una volta ogni 4 anni) con la mia amica Sciaboletta. Lei e' la donna perfetta, col giudizio lucido sulle cose, che sa sempre cosa fare, cosa dire, col sorriso pronto etc. Almeno nella mia testa, infatti credo sempre a quel che mi racconta. Ieri ho scoperto che ci crede anche lei, nel momento in cui lo racconta.

Insomma anche lei passa dei momenti di confusione come tutti, non che questo ci renda piu' contenti della nostra confusione, solo ci rende lei piu' umana. E oltretutto permette all'amicizia tra noi di crescere. A volte ci fa comodo credere che i nostri amici siano piu' bravi di noi, solo per poterli usare quando vogliamo lagnarci delle nostre debolezze. E invece che bello potersi sedere sul ciglio del muretto al sole, ad osservare un ideale orizzonte (escludendo il capannone del laboratorio dal campo visivo) e guardare la strada fatta, quella da fare, gli errori compiuti, la nostra storia insomma. E trovarsi insieme a riconoscere che c'e' un TU nella nostra vita che ci ricopre di attenzioni, e dirselo cosi', dopo che ognuno l'ha scoperto per un percorso diverso, che stupore! E ricordarsi vicendevolmente che vale la pena stare a osservare questo TU in azione nella nostra vita, osservare tutte queste cose e serbarle nel nostro cuore, affinche' un giudizio nuovo su di esse si formi a tempo debito.

Vai Sciaboletta, che sei piu' in forma che mai!!!

Bad Boyz

Dato che la vita e' piena di incontri, l'altra sera per chat ho incontrato Metiu di Ork, che avevo distrattamente incrociato agli esercizi e con cui avevo a malapena fatto in tempo a scambiare il contatto per skype. Quando si dice il caso....

Io ho fatto una battuta e lui ha attaccato un discorso (mascherato ma non troppo) sul fatto che si sente escluso da un certo modo di stare insieme della comunita' dei londinesi. Per non entrare nei dettagli della sua storia, vi racconto la mia. Avete presente certe dinamiche da classe scolastica? Nella mia classe, c'erano i Belli, cosi' soprannominati dalla controparte, (guess what) i Brutti. Io ovviamente facevo parte dei Brutti A DISPETTO del mio aspetto esteriore. In sintesi i Belli sono quelli inseriti nella societa', e i Brutti quelli che non, il tutto nella percezione dei Brutti. Ovviamente i Belli del mio liceo erano una manica di Stronzi. E ovviamente i Brutti una manica di Frustrati.

Anche io come Metiu mi sono trovata di fronte alla stessa situazione con i londinesi, mi ricordo un post verso novembre o dicembre in cui parlavo di una giornata fredda in cui ero andata a Londra da sola (sic). Un gruppo di persone da cui tu ti aspetti amicizia e che invece non ti si fila manco di striscio. Un gruppo di persone che manca della coscienza di cosa porta, di cosa e' messa insieme a fare, e tende a confondere la Compagnia con la compagnoneria (quante volte ce lo diciamo?). La tentazione di fondare il gruppo dei Bad Boyz, la Diaconia Ombra, i Brutti, come cavolo lo volete chiamare c'e' sempre.

Ma se ti auto-escludi, non puoi prendertela con nessuno, e dimostri, oltre a poca compassione per i limiti altrui, ovvero superbia, anche poca intelligenza. Vuol dire che in fondo vedi il mondo come lo vedono loro (se poi e' vero loro lo vedono cosi', perche' poi a volte uno ingigantisce questo senso di esclusione per insicurezza).

Ho cercato di ricordare cos'e' che mi ha impedito questa volta di chiudermi nella tentazione dell'auto-esclusione. Un abbraccio di alcune persone. Col tempo la tranquillita' di sapermi sostenuta da alcuni, e degli altri non e' che non me ne frega, ma posso avere pazienza. Tant'e' che all'ultima serata di canti ero li' che me la ridevo e cantavo accanto a una tizia che mi piace assai, per cui ho cercato di starle vicino e imparare da lei.

Ma tutto e' partito da quel primo abbraccio, che mi ha fatto ripartire con la coscienza del perche' io cercavo la compagnia di quelli li'. La cercavo e la cerco perche' non io l'ho scelta, ma un Altro per me, e io mi fido. E attraverso l'abbraccio dei rapporti che gia' ci sono, puoi guardare con serenita' e pazienza a quelli che forse nasceranno.

E poi... la vita e piena di sorprese! Chi l'avrebbe detto caro Metiu che avresti incontrato la Maga di Ozford sulla tua strada? Io ci sono!

L'uomo del cioccolato

Vi ricordate l'amico del cioccolato?
Non vi ho raccontato l'ultima (del 17 Aprile)
Hi

How’s about just going down the road to the Packhorse about 6:00 ?

If you can cram your life philosophy into an hour then bring it on ; )

M.

Insomma le ore sono poi diventate 2:30 di ininterrotta chiacchiera, iniziate molto seriamente e proseguite in un crescendo di sputtanamento man mano che il livello alcoolico cresceva.

Gli ho raccontato della mia filosofia di vita (life is full of surprises e altre amenita' simili) e della mia filosofia in termini di uomini (??!!!) passando per la storia della mia conversione. Non chiedetemi come abbiamo fatto a far passare una retta tra questi tre punti. Lui mi ha raccontato di aver appena rotto con la donna con cui stava da svariati anni e io ho cercato di riorganizzargli la vita (strano, no?).

Insomma posso dire che che c'e' stato un contatto profondo tra due esseri umani, di cui uno dei due inglese, e gia' questo e' straordinario. ;-)

Sono tornata a casa con un senso di svuotamento, come per un calo di adrenalina, e il timore di essermi esposta troppo. Di essermi esposta. Del resto io non conosco un altro modo, se non credi all'amicizia non troverai mai amici no?

Per me???

Al ritorno dagli esercizi ho fatto il viaggio con un caro amico, quello che mi ammorba sempre perche' mi vuole organizzare la vita. So che mi vuole bene, ma a volte sono sopraffatta dal timore che mi organizzi la vita e mi scordo quanto bene mi vuole.
Stavolta gliel'ho proprio chiesto: ma a te perche' ti interessa cosi' tanto di noi 4 gatti inglesi quassu'? E lui ha risposto: per te.

!!!

Non mi fraintendere, ha aggiunto. Ci mancherebbe, moglie e quattro figli, non fraintendo, anche se a volte aiuta dirla questa cosa. Forse perche' e' una cosa talmente fuori dall'ordinario che che uno e' sempre tentato di sospettare.

Per un'amicizia speciale che uno non puo' che constatare, senza aver fatto nulla per renderla speciale. E che anche io non posso che riconoscere, a parte la mia tendenza a fare la stronza e quella che deve stare sulle sue. E perche' questo amico invece non puo' fare a meno di darsi tutto e con entusiasmo alla realta' che lo attira. Con la coscienza che "colui che ha inizato in noi quest'opera buona la portera' a compimento". E con il fisico di uno che dorme 4 ore per notte e corre le maratone.... ma chi ce la fa stargli dietro?????? Che smacco!!!

Carta Coniglio, Carta Struzzo, Carta Bradipo....

Le sto giocando tutte....

Non ho ancora mandato l'abstract per una conferenza a cui dovrei presentare dei risultati che non ho ancora. E' scaduta anche la deadline posticipata. Oggi con uno sforzo immenso ho riletto l'abstract che avevo gia' scritto e l'ho mandato al capo da correggere (visto che c''e il suo nome sopra). Tutto perche' ho una paura fottuta di non riuscire a completare l'analisi e soprattutto capire i risultati entro la data della conferenza.

Non sapendo che decisione prendere tra la cresima della carissima cuginetta e il matrimonio della carissima amica lontana, non ho deciso, e gli eventi hanno deciso per me.

La carta struzzo in realta' non l'ho ancora giocata.... ma visto l'andazzo in questo periodo potrei estrarla a breve dalla manica.

Sara' la primavera?

venerdì 11 aprile 2008

La numero 3

Ricevo dal mio compagno di studi di Fisica II:
"La numero 3 (che è una lei e si chiama C., e come dice il F., è già arrivata ma è nella pancia della mamma), sta benone."

Giuseppe è il custode della casa. Questo è il segno grande che quest’uomo porta nella storia del mondo: Dio ha voluto abitare in una casa, con un padre ed una madre. Ha voluto abitare nel mondo, accettando di essere in una casa: un luogo umano, fatto da mani umane, dove Dio abita. È questa casa che Giuseppe ha custodito e che noi, seguendo il suo esempio, dobbiamo avere a cuore. Imitare san Giuseppe significa domandare di poter essere custodi, cioè di adorare la grazia che si è ricevuta, difenderla, amarla, servirla.

mercoledì 9 aprile 2008

Limiti della ricerca scientifica

Tra l'altro nella stessa sera mi sono stupita di varie altre persone, a partire dalla padrona di casa che era interessata a fare una discussione seria sull'argomento. Poi del mio collega italiano non credente che ha affermato che non e' una questione di Chiesa o non Chiesa, e' una questione sostanzialmente umana.

Dovrei tacere invece dell'altro collega italiano, quello che vive in un camper perche' ama la natura e poi ti chiede "che cosa e' naturale?". Ad un certo punto abbiamo parlato di bomba atomica, quale classico esempio di uso deleterio che l'uomo puo' fare delle scoperte scientifiche. Al che lo sciagurato ha affermato che la bomba atomica e' stata un bene (altrimenti la guerra sarebbe andata avanti chissa' per quanto). A quel punto ho abbandonato la discussione....

Embrioni-chimera

Un altro collega ieri tra le altre cose tecniche mi scrive....
I hope you had a good weekend too, did you do anything fun?
J.

I had a dancing friday for DC's birthday and a Polish dinner on saturday at AP's place, with big discussion about the embryo bill, and finally sunday lunch with Italian friends in Oxford.....
Silvia

Not sure I would want to discuss the half man - half cow chimera thing over dinner, at least not while eating steak anyway! ;) It’s a fascinating subject, amazing that they can do it, but you have to ask should they be doing it? Anyway…
J.

Non so voi cosa ne pensate, ma secondo me il ragazzo ha azzeccato il punto. Meno male che ci sono ancora delle persone sane a questo mondo....

martedì 8 aprile 2008

Life is full of surprises

Morning

Was thinking about our Nottingham chat-ette last night and wondered how things are with you – remembered you were feeling a bit on the outside and dismissed when around A. and D.

Things improving?

Mark

Well I think I can learn how to manage it when I am in a good mood....

A. has been very friendly and funny last time I saw him, we seem to have still some communication problem, maybe I shouldn't insist making jokes with my bad Italian accent... he seems to keep thinking I'm serious when I'm joking! But I can't help it,I used to say stupid things all the time when I was in Italy....

With D. I don't know really yesterday he was obviously in a bad mood and I'm never sure what he wants from me.... he wants me to do "something" when he cycle begins, such as setting up the calibrations, but he doesn't really tells me. So yesterday I went down in the hall for doing it and he was already there. Ok I was late, but there weren't neutrons anyway. And he's not coming in early either usually. So I try to arrange things beforehand, for example I went to see him last week in order to have an idea of what was happening on this cycle, etc. (if I don't go he thinks I can read it from him mind). So this is the difficult thing, I have to guess and he doesn't tell me and you never know if he's upset because of me or what (and i'll leave this what unexpressed).

Finally yesterday I ended up upsetting him completely because I needed help with writing a proposal and basically I didn't leave his office until he took a piece of paper and sat down with me to do the calculation. I normally try to think over things on my own but sometimes I just need help and after all what are they going to do with all their knowledge if they don't transfer it?

So I'm fighting and in a good mood but after all this "begging" yesterday i really needed an injection of self-esteem or some chocolate.

Sorry Mark, way too many unrequired details?

Thanks for asking anyway!

Silvia
Hi

Thanks for sharing

Not sure I can help with self-esteem expect to say believe in yourself – you seem to be doing all the right things to try and develop a working relationship. I’ll tell you a story one day (will have to be after a few beers though!). I make jokes all the time – nobody seems to understand me either and I don’t have an Italian accent

As for chocolate – your wish is my command ; )

Mark

E mi ha fatto trovare una barretta di cioccolato sulla tastiera del computer...

giovedì 3 aprile 2008

Il mondo e' una grande ambiguita' per lo spirito non chiaro

Lo spirito dell'uomo ha la tentazione dell'ambiguita' sopra ogni altra cosa. Non per nulla Cristo parlava in parabole, "affinche' vedendo possano non vedere e udendo possano non udire". E tutto il mondo e' come una grande parabola: dimostra Dio, come una parabola dimostra il valore cui vuole richiamare, e "chi ha orecchi per intendere, inteda!".

Di fronte alla parabola viene a galla il pensiero segreto del nostro cuore. Cio' che l'uomo ama viene a galla di fronte all'interrogativo, al problema, alla domanda, alla difficolta'.

Closer to death

Ricevo e trasmetto per vostro diletto....

On Friday 4th April, yes this friday, i become another year closer to my impending death, which according to the national audit office will be 86 years if i continue to live on the ladygrove estate in D.

come and commiserate with me in O. on friday evening, no particular plans at the moment, but i will almost certainly end up in gratuitous dancing exploits at bar R. or some other equally nasty establishment.

giovedì 13 marzo 2008

Tanto per alleggerire il blog con qualche stupidata...

Per la cronaca volevo dire che ho fatto colpo su uno dell'IT Servicedesk. No, non quello bbono della finestra di fronte (vedi post precedente), ma un ragazzino comunque caruccio. Che pensava (nota bene) che io fossi piu' giovane! Ora il dubbio e': sfruttarlo ignobilmente per ottenere il miglior IT service di tutto il dipartimento o cercare di ridimensionare l'effetto? Ovviamente vale anche l'opzione approfondire la conoscenza, in fondo ha solo 2 anni meno di me....

Risorse umane sottoutilizzate

Quando ho letto la frase del post precedente mi ha colpito particolarmente per via delle ricorrenze. Ogni tanto nella vita se ascolti bene certi concetti ritornano con particolare insistenza. Questo e' evidentemente il momento della quotidianita', come ho riportato in un paio di citazioni anche in questo blog. E per dirla tutta, un paio di settimane fa al ritiro di Quaresima della fraternita' e' accaduto di nuovo. Sono intervenuta per una domanda, il tema era "donarsi e' la legge della vita", per cui nell'offrire la propria vita l'uomo la ritrova. E molte persone parlavano di come sia difficile lasciare che sia un altro a decidere della propria vita. Ovviamente capisco benissimo questa fatica, tuttavia se guardo alla mia vita, a questo momento della mia esistenza, mi rendo conto che sto facendo l'esperienza opposta.

Insomma mi alzo e con le gambe che mi tremano, come sempre, dichiaro con una battuta che io mi sento "una risorsa umana sottoutilizzata" (sottinteso da Dio, non dalla CL come qualcuno ha insinuato). Insomma vorrei sentirmi piu' utile. La persona che ci guida mi prende molto seriamente e mi risponde che non sa quale sia la mia situazione, ma comunque ho una vita davanti tutti i giorni, a cui rispondere, ogni giorno che arriva e' Lui che me lo mette davanti.

E cosi' molto semplicemente sono ritornata alle mie giornate, un pochino piu' certa che anche se non sono in missione in Kenya, anche la mia e' una piccola missione. Sicuramente piu' cosciente che e' quando perdo questa coscienza che mi sento particolarmente inutile a questo mondo (e questo mi distrugge). Inoltre mi e' stato ricordato che per mantenere viva questa coscienza nel cuore, bisogna fare un lavoro... e ho ricominciato a leggere e meditare un po' piu' spesso sui nostri libri.

Il custode della casa

Quella quotidianità che, ora per ora, non sembra segnare nessuna traccia, ma che, vista nell’insieme di una vita, manifesta la poderosa statura di un uomo. È questo il messaggio di san Giuseppe: il «sì» di ogni istante, la carità di ogni istante, il suo essere «custode» e «responsabile». Egli è «custode» perché deve occuparsi di qualcosa di cui non è padrone, ma che gli è affidato.

venerdì 7 marzo 2008

Rondellize yourself!

E poi e' venuta la Rondelli, e con essa tante rivelazioni.

Premessa: tanti mesi fa, senza sapere bene cosa stavo facendo, ho proposto a della gente di Milano di fare un esperimento insieme. In modo non del tutto lineare, un esperimento e' venuto fuori, ed e' venuta anche l'ora di farlo.
E ovviamente ero in panico, non saro' mai in grado di preparare il campione e se anche avro' il campione questo verra' risucchiato (80sterline/10mg) dalla pompa da vuoto perche' le celle perdono, e se anche riusciro' a fare l'esperimento la concentrazione sara' troppo bassa e si vedra' solo l'acqua, e se anche si vedra' qualcosa non riusciro' mai a mettere in piedi la simulazione. Magari fa ridere pero' io ero davvero in panico per tutte queste cose contemporaneamente e anche per qualche altra.

Il gruppo di Milano decide di mandarmi in aiuto una ragazza neo-laureata. Cioe' non neo-laureata pero' con esperienza. Laureata letteralmente il giorno prima e su tutt'altro. Al che [doppio panico] temevo di dover perfino fare la babysitter, voi capite.

Ma non avevo fatto i conti con la Rondelli, mia conterranea, la donna piu' accessoriata dell'hinterland, nonche' accessoriata di un inguaribile ottimismo e spirito costruttivo. Anche perche' tanto la responsabilita' dell'esperimento mica era sua, ma anche questo aiuta, non lo dicevo per critica.

Morale: L'esperimento e' andato (a parte qualche piccolo dettaglio, un run che devo rifare questo fine settimana, se l'influenza e la depressione me lo permettono). Abbiamo messo in piedi la simulazione, inclusa una molecosa da 40 atomi cosa che non avevo mai fatto prima, in 5 giorni. Abbiamo spettegolato su tutti gli uomini aitanti che giravano per il laboratorio. Ops. Forse non mi fa onore dire che competo in stupidera con una 24enne.......

Insomma, mi sono detta che forse hanno ragione le mie amiche insegnanti.... insegnare e' faticoso perche' ti costringe a rendere conto di te, di quel che fai, e della speranza per cui vivi ogni giorno... ma ti fa sentire meno sola!

[Non che io abbia insegnato molto alla Rondelli, abbiamo semplicemente fatto le cose insieme... e chissa', forse questo le avra' lasciato qualcosa. In compenso la Rondelli mi ha insegnato una quantita' di trucchi su come indossare gli accessori che non avete idea!]

Non avere fretta, genio solitario...

Del resto, Mafalda me lo diceva, per telefono, che lei non sarebbe dove e' ora non fosse per la sua capacita' (e soprattutto volonta') di lavorare con altre persone, di far girare le idee.

Ed e' stato cosi' che le risposte sono arrivate. Tre settimane (week end inclusi) di sbattimento sullo strumento, e alcuni dei miei user preferiti in giro.

Prima la mia collega romana Rouse, quella che e' sempre depressa (per cui al confronto gia' ti senti ottimista). Abbiamo lavorato al solito programma che dobbiamo modificare, e finalmente abbiamo cominciato a modificare il codice, insieme, tre giorni di lavoro intenso ma fruttuoso. E mi sono divertita e mi sono sentita che potrei programmare se solo....

Poi il mio collega romano di Prato, che e' uno bravo, abbastanza un genio solitario, che quando gli ho raccontato i miei dubbi mi ha detto che la ricerca non ha tanto bisogno di geni solitari quando di gente che faccia coscienziosamente il proprio lavoro. E io mi sono detta... che lo posso fare, lo faccio gia'. E mi ha rassicurato che stando dove sono la conoscenza percolera' fino a me, non devo avere fretta, non devo avere fretta... e poi una cosa poetica sul trattare la conoscenza come un bene prezioso, da scoprire, da scovare....

E poi mi aveva anche richiamato sul fatto che e' inutile recriminare... ma eccomi qui dopo un paio di settimane che recrimino di nuovo e mi autocommisero, e ho l'influenza e nessuno mi vuole bene........

Minesweeper

Ad un certo punto ho proprio pensato che se quello che vogliono qui e' il genio solitario, questo non e' il lavoro per me. E ho cominciato a lavorare poco e male, e a sentirmi demotivata, che e' un circolo vizioso, lo vedete bene anche voi.
Oggi lo raccontavo al nostro vicino di corridoio Sean, detto anche Manolo(*), che comincia ad annuire marcatamente con un'espressione di "been there, done that" ed esclama "Minesweeper". A quanto pare questa e'ra la sua occupazione principale nei lunghi periodi di demotivazione. Gia', sembra che sia un problema comune dei jovani nel nostro lavoratorio. Sembra che il management dell'Upper third floor sia concerned. Sembra che pero' gli manchi il feed-back. Il problema e' che il feed back che vogliono loro si chiama fare la spia. How about having a coffee together?

(*) Alla domanda "Come passi le tue serate libere (che iniziano presto, secondo lo standard inglese)?" Sean ha risposto "2-3 hours of Pull-ups".

Va da se' che...

Va da se' che gennaio e' trascorso senza che potessi condividere con nessuno le mie frustrazioni lavorative, a parte la mia compagna di stanza che mi ascolta sempre pazientemente.

Potrei dire a discolpa del capo che era ovviamente impegnato in attivita' della massima importanza strategica per il futuro della nostra attivita' di ricerca... ma non lo diro', perche' non e' vero. Il capo era impegnato in un'attivita' di natura organizzativa della massima semplicita'. Si tratta di accomodare nello spazio di tre slots da 5 settimane un certo numero di esperimenti di durata variabile dai 3 agli 8 giorni, soggetti a pochi vincoli, quali disporre in modo contiguo gli esperimenti della stessa persona e pochi altri. Si impara a tre anni, grazie ai mattoncini Lego(R).
Ma poiche' gli user non rispondevano nel giro di tre minuti alle sue e-mail, e il mondo in genere non gira attorno allo scheduling del nostro strumento, il poverino era turbato nello spirito e nel corpo (altrimenti come si spiega un naso cosi' malamente butterato?).

Ero giusto passata per sapere come andava....

Gennaio e' andato cosi', che il capo del capo era Autistico, come al solito, e va beh. Ma il capo era Mestruato dibbrutto, pertanto non passava a trovarmi dopo aver visitato il bagno come fa di solito (meglio che niente, non e' che ci si possa attaccare a tutto). Se andavo a trovarlo, si girava per un quarto, e storceva lo sguardo fino a raggiungere il contatto visivo, storceva la bocca fino alla deformazione pressoche' completa del viso (e gia' di partenza non e' che sia messo bene) ed emetteva un flebile grugnito che stava a significare la sua disponibilita' ad ascoltarmi con pazienza fino al completo soddisfacimento di ogni mio problema tecnico o dubbio scientifico o intoppo burocratico. A quel punto provatevi a sorridere e uscirvene in modo rilassato con un "No niente ero giusto passata per sapere come andava e se avevi gia' preso il caffe'..."

Post Scriptum: C'e' anche chi sostiene che ad essere mestruato non sia il capo ma quel dolce esserino indifeso della sua fidanzata, ma questa teoria e' scientificamente insoddisfacente: come si spiega altrimenti la ritenzione idrica sul naso del capo?

domenica 3 febbraio 2008

Into the Wild

Mi ha intrippato di brutto. La storia vera.

Il dibattito e': era un asceta solitario che ha avuto il coraggio di andare a fondo del proprio desiderio, rifiutando le convenzioni fino all'estremo, portando al limite il concetto di liberta', per poi riscoprire (quando e' troppo tardi, ops) che "felicita' e' condividere" oppure solo un egoista, per di piu' incosciente, incapace di vedere il bene attorno a se'?

domenica 20 gennaio 2008

Certe cose le devo rivedere

http://it.youtube.com/watch?v=FL-rNnhY78Y&feature=related

giovedì 10 gennaio 2008

La sfida della quotidianita'

Alla nostra attesa piace ricercare l'interessante e il grandioso; ma finche' noi conserviamo questo desiderio, quant'e' veramente significativo si circonda del carattere della quotidianita' e scompare cosi' dalla nostra vista. Chi pensa davvero deve imparare ad andar oltre l'apparenza dell'ovvio e a immergersi nelle profondita' abissali. (Romano Guardini, Accettare se stessi)

Ove si narra di Roma e delle molte scoperte ivi effettuate.

Camminando per le stesse strade ho potuto esaminarmi in controluce: non sono la stessa persona di due anni fa. Cio' che sono diventata e' per me piu' interessante, e altrettanto lo e' la strada che qui mi ha portato.
Inutile fermarsi troppo a lungo a guardare il percorso fatto, lo porto nelle gambe e negli occhi, uno sguardo rapido, d'insieme, come dall'alto di una collina, e' sufficiente ad acquisirne consapevolezza e ripartire con maggior confidenza.

Poi a sorpresa, uno due tanti incontri. Quando pensavi di aver salutato dei compagni di viaggio, improvvisamente li ritrovi, e ti prende una stretta al cuore, ti accorgi che avevi appiccicato una fotografia al tuo diario per poterla guardare con affetto rimpianto e sentimentalismo, ed esorcizzare cosi' il distacco. Invece loro sono di nuovo li' davanti a te, e hanno fatto un'altra strada, ma sono li', ti sono ri-dati, e non puoi misurare ne' la strada che non hai fatto con loro, ne' quella che non farai, perche' ti sono dati in modo cosi' improvviso e potente che ammutolisci e li guardi. Non ci ardeva forse il cuore? Ed ecco gia' non sono piu', eppure ormai il mistero e' svelato.