Camminando per le stesse strade ho potuto esaminarmi in controluce: non sono la stessa persona di due anni fa. Cio' che sono diventata e' per me piu' interessante, e altrettanto lo e' la strada che qui mi ha portato.
Inutile fermarsi troppo a lungo a guardare il percorso fatto, lo porto nelle gambe e negli occhi, uno sguardo rapido, d'insieme, come dall'alto di una collina, e' sufficiente ad acquisirne consapevolezza e ripartire con maggior confidenza.
Poi a sorpresa, uno due tanti incontri. Quando pensavi di aver salutato dei compagni di viaggio, improvvisamente li ritrovi, e ti prende una stretta al cuore, ti accorgi che avevi appiccicato una fotografia al tuo diario per poterla guardare con affetto rimpianto e sentimentalismo, ed esorcizzare cosi' il distacco. Invece loro sono di nuovo li' davanti a te, e hanno fatto un'altra strada, ma sono li', ti sono ri-dati, e non puoi misurare ne' la strada che non hai fatto con loro, ne' quella che non farai, perche' ti sono dati in modo cosi' improvviso e potente che ammutolisci e li guardi. Non ci ardeva forse il cuore? Ed ecco gia' non sono piu', eppure ormai il mistero e' svelato.
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