"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)

giovedì 13 marzo 2008

Tanto per alleggerire il blog con qualche stupidata...

Per la cronaca volevo dire che ho fatto colpo su uno dell'IT Servicedesk. No, non quello bbono della finestra di fronte (vedi post precedente), ma un ragazzino comunque caruccio. Che pensava (nota bene) che io fossi piu' giovane! Ora il dubbio e': sfruttarlo ignobilmente per ottenere il miglior IT service di tutto il dipartimento o cercare di ridimensionare l'effetto? Ovviamente vale anche l'opzione approfondire la conoscenza, in fondo ha solo 2 anni meno di me....

Risorse umane sottoutilizzate

Quando ho letto la frase del post precedente mi ha colpito particolarmente per via delle ricorrenze. Ogni tanto nella vita se ascolti bene certi concetti ritornano con particolare insistenza. Questo e' evidentemente il momento della quotidianita', come ho riportato in un paio di citazioni anche in questo blog. E per dirla tutta, un paio di settimane fa al ritiro di Quaresima della fraternita' e' accaduto di nuovo. Sono intervenuta per una domanda, il tema era "donarsi e' la legge della vita", per cui nell'offrire la propria vita l'uomo la ritrova. E molte persone parlavano di come sia difficile lasciare che sia un altro a decidere della propria vita. Ovviamente capisco benissimo questa fatica, tuttavia se guardo alla mia vita, a questo momento della mia esistenza, mi rendo conto che sto facendo l'esperienza opposta.

Insomma mi alzo e con le gambe che mi tremano, come sempre, dichiaro con una battuta che io mi sento "una risorsa umana sottoutilizzata" (sottinteso da Dio, non dalla CL come qualcuno ha insinuato). Insomma vorrei sentirmi piu' utile. La persona che ci guida mi prende molto seriamente e mi risponde che non sa quale sia la mia situazione, ma comunque ho una vita davanti tutti i giorni, a cui rispondere, ogni giorno che arriva e' Lui che me lo mette davanti.

E cosi' molto semplicemente sono ritornata alle mie giornate, un pochino piu' certa che anche se non sono in missione in Kenya, anche la mia e' una piccola missione. Sicuramente piu' cosciente che e' quando perdo questa coscienza che mi sento particolarmente inutile a questo mondo (e questo mi distrugge). Inoltre mi e' stato ricordato che per mantenere viva questa coscienza nel cuore, bisogna fare un lavoro... e ho ricominciato a leggere e meditare un po' piu' spesso sui nostri libri.

Il custode della casa

Quella quotidianità che, ora per ora, non sembra segnare nessuna traccia, ma che, vista nell’insieme di una vita, manifesta la poderosa statura di un uomo. È questo il messaggio di san Giuseppe: il «sì» di ogni istante, la carità di ogni istante, il suo essere «custode» e «responsabile». Egli è «custode» perché deve occuparsi di qualcosa di cui non è padrone, ma che gli è affidato.

venerdì 7 marzo 2008

Rondellize yourself!

E poi e' venuta la Rondelli, e con essa tante rivelazioni.

Premessa: tanti mesi fa, senza sapere bene cosa stavo facendo, ho proposto a della gente di Milano di fare un esperimento insieme. In modo non del tutto lineare, un esperimento e' venuto fuori, ed e' venuta anche l'ora di farlo.
E ovviamente ero in panico, non saro' mai in grado di preparare il campione e se anche avro' il campione questo verra' risucchiato (80sterline/10mg) dalla pompa da vuoto perche' le celle perdono, e se anche riusciro' a fare l'esperimento la concentrazione sara' troppo bassa e si vedra' solo l'acqua, e se anche si vedra' qualcosa non riusciro' mai a mettere in piedi la simulazione. Magari fa ridere pero' io ero davvero in panico per tutte queste cose contemporaneamente e anche per qualche altra.

Il gruppo di Milano decide di mandarmi in aiuto una ragazza neo-laureata. Cioe' non neo-laureata pero' con esperienza. Laureata letteralmente il giorno prima e su tutt'altro. Al che [doppio panico] temevo di dover perfino fare la babysitter, voi capite.

Ma non avevo fatto i conti con la Rondelli, mia conterranea, la donna piu' accessoriata dell'hinterland, nonche' accessoriata di un inguaribile ottimismo e spirito costruttivo. Anche perche' tanto la responsabilita' dell'esperimento mica era sua, ma anche questo aiuta, non lo dicevo per critica.

Morale: L'esperimento e' andato (a parte qualche piccolo dettaglio, un run che devo rifare questo fine settimana, se l'influenza e la depressione me lo permettono). Abbiamo messo in piedi la simulazione, inclusa una molecosa da 40 atomi cosa che non avevo mai fatto prima, in 5 giorni. Abbiamo spettegolato su tutti gli uomini aitanti che giravano per il laboratorio. Ops. Forse non mi fa onore dire che competo in stupidera con una 24enne.......

Insomma, mi sono detta che forse hanno ragione le mie amiche insegnanti.... insegnare e' faticoso perche' ti costringe a rendere conto di te, di quel che fai, e della speranza per cui vivi ogni giorno... ma ti fa sentire meno sola!

[Non che io abbia insegnato molto alla Rondelli, abbiamo semplicemente fatto le cose insieme... e chissa', forse questo le avra' lasciato qualcosa. In compenso la Rondelli mi ha insegnato una quantita' di trucchi su come indossare gli accessori che non avete idea!]

Non avere fretta, genio solitario...

Del resto, Mafalda me lo diceva, per telefono, che lei non sarebbe dove e' ora non fosse per la sua capacita' (e soprattutto volonta') di lavorare con altre persone, di far girare le idee.

Ed e' stato cosi' che le risposte sono arrivate. Tre settimane (week end inclusi) di sbattimento sullo strumento, e alcuni dei miei user preferiti in giro.

Prima la mia collega romana Rouse, quella che e' sempre depressa (per cui al confronto gia' ti senti ottimista). Abbiamo lavorato al solito programma che dobbiamo modificare, e finalmente abbiamo cominciato a modificare il codice, insieme, tre giorni di lavoro intenso ma fruttuoso. E mi sono divertita e mi sono sentita che potrei programmare se solo....

Poi il mio collega romano di Prato, che e' uno bravo, abbastanza un genio solitario, che quando gli ho raccontato i miei dubbi mi ha detto che la ricerca non ha tanto bisogno di geni solitari quando di gente che faccia coscienziosamente il proprio lavoro. E io mi sono detta... che lo posso fare, lo faccio gia'. E mi ha rassicurato che stando dove sono la conoscenza percolera' fino a me, non devo avere fretta, non devo avere fretta... e poi una cosa poetica sul trattare la conoscenza come un bene prezioso, da scoprire, da scovare....

E poi mi aveva anche richiamato sul fatto che e' inutile recriminare... ma eccomi qui dopo un paio di settimane che recrimino di nuovo e mi autocommisero, e ho l'influenza e nessuno mi vuole bene........

Minesweeper

Ad un certo punto ho proprio pensato che se quello che vogliono qui e' il genio solitario, questo non e' il lavoro per me. E ho cominciato a lavorare poco e male, e a sentirmi demotivata, che e' un circolo vizioso, lo vedete bene anche voi.
Oggi lo raccontavo al nostro vicino di corridoio Sean, detto anche Manolo(*), che comincia ad annuire marcatamente con un'espressione di "been there, done that" ed esclama "Minesweeper". A quanto pare questa e'ra la sua occupazione principale nei lunghi periodi di demotivazione. Gia', sembra che sia un problema comune dei jovani nel nostro lavoratorio. Sembra che il management dell'Upper third floor sia concerned. Sembra che pero' gli manchi il feed-back. Il problema e' che il feed back che vogliono loro si chiama fare la spia. How about having a coffee together?

(*) Alla domanda "Come passi le tue serate libere (che iniziano presto, secondo lo standard inglese)?" Sean ha risposto "2-3 hours of Pull-ups".

Va da se' che...

Va da se' che gennaio e' trascorso senza che potessi condividere con nessuno le mie frustrazioni lavorative, a parte la mia compagna di stanza che mi ascolta sempre pazientemente.

Potrei dire a discolpa del capo che era ovviamente impegnato in attivita' della massima importanza strategica per il futuro della nostra attivita' di ricerca... ma non lo diro', perche' non e' vero. Il capo era impegnato in un'attivita' di natura organizzativa della massima semplicita'. Si tratta di accomodare nello spazio di tre slots da 5 settimane un certo numero di esperimenti di durata variabile dai 3 agli 8 giorni, soggetti a pochi vincoli, quali disporre in modo contiguo gli esperimenti della stessa persona e pochi altri. Si impara a tre anni, grazie ai mattoncini Lego(R).
Ma poiche' gli user non rispondevano nel giro di tre minuti alle sue e-mail, e il mondo in genere non gira attorno allo scheduling del nostro strumento, il poverino era turbato nello spirito e nel corpo (altrimenti come si spiega un naso cosi' malamente butterato?).

Ero giusto passata per sapere come andava....

Gennaio e' andato cosi', che il capo del capo era Autistico, come al solito, e va beh. Ma il capo era Mestruato dibbrutto, pertanto non passava a trovarmi dopo aver visitato il bagno come fa di solito (meglio che niente, non e' che ci si possa attaccare a tutto). Se andavo a trovarlo, si girava per un quarto, e storceva lo sguardo fino a raggiungere il contatto visivo, storceva la bocca fino alla deformazione pressoche' completa del viso (e gia' di partenza non e' che sia messo bene) ed emetteva un flebile grugnito che stava a significare la sua disponibilita' ad ascoltarmi con pazienza fino al completo soddisfacimento di ogni mio problema tecnico o dubbio scientifico o intoppo burocratico. A quel punto provatevi a sorridere e uscirvene in modo rilassato con un "No niente ero giusto passata per sapere come andava e se avevi gia' preso il caffe'..."

Post Scriptum: C'e' anche chi sostiene che ad essere mestruato non sia il capo ma quel dolce esserino indifeso della sua fidanzata, ma questa teoria e' scientificamente insoddisfacente: come si spiega altrimenti la ritenzione idrica sul naso del capo?