"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)

venerdì 28 settembre 2007

Omen Soprannomen

The Happy Father dice che da quando e' successo tutto quello che e' successo sono diventata piu' essenziale. Ieri sera mi ha coniato un nuovo soprannome: Miss no bullshit. Ehm....

qualche tempo fa....
THF: Ah, here's our Abingdon's rock. (intendendo che sono una colonna del nostro sparuto gruppetto, ndr)
CIF: nel senso che sono testarda?
THF: Ah, in effetti anche per quello!

giovedì 27 settembre 2007

Urge pasta alla carbonara

Ieri sera abbiamo parlato. Non so come sia successo che gli ho detto qualcosa che per lui e' stato liberante, e a me mi ha svuotato, come un palloncino bucato. Urgono dosi massicce di cioccolato o, a scelta, di spaghetti alla carbonara.
Sostanzialmente, dietro forti sollecitazioni, gli ho detto che se ho sempre scelto il lavoro anziche' lui, non e' perche' io sia fanatica del lavoro, cosa che lui ha affermato e che ora pero' nega di pensare, ma perche' evidentemente lui non e' il lui giusto. Il che contraddice clamorosamente le altre teorie da me stessa propugnate sulla faccenda.

Allora, cosa avrei dovuto dirgli? Innanzitutto che io non ho mai pensato di fare scelte apertamente contro l'ipotesi di famiglia con lui. Quando il rapporto era all'inizio, non c'era niente di tutto cio' in discussione nelle scelte fatte. E poi? E poi ho continuato a scegliere secondo i miei desideri, e non in contraddizione con l'idea di famiglia. E solo verso la fine e' stato evidente che cio' contraddiceva l'idea di fare famiglia CON LUI, perche' lui non voleva fare famiglia cosi'.

Forse e' vero come dicono che andiamo laddove ci porta il cuore, anche quando non lo sappiamo.

lunedì 24 settembre 2007

Il piu' bel lago

L'arrivo del Cavalierenero

Alla fine sono andata a prenderlo alla stazione di Springfield, e l'ho anche accompagnato la sera al B&B. Io ero distaccata, quasi irritata e lui era nervoso. Gli ho rifiutato con una scusa il passaggio mattutino fino al Laboratorio, c'e' il pullman e c'e' anche un collega che abita molto vicino al B&B. Credo che non volesse dire niente al collega del fatto che ci siamo lasciati; io non dico di mettere i manifesti ma prima o poi tanti bisognera' dirlo in giro. Forse spera ancora che non sia vero.

Oggi ad un certo punto ha commentato tra se' e se' "chissa poi perche' ci siamo lasciati". Io per fortuna ero troppo stanca/raffreddata per essere nervosa oggi e l'ho ingnorato. In ogni caso se ne dovra' parlare. Spero che il giorno che parleremo sara' gentile e non sarcastico, che venga fuori il bene che ci vogliamo.

Faccio fatica a giudicare come mi devo comportare. Non vale "essere naturale", non mi sento naturale per niente, e ci sono cose a cui devo stare attenta, per non ferire lui o per non fare male a me. La mia collega d'ufficio mi ha detto di continuare con la "mia vita" in queste tre settimane. Mi sembra saggio e cerchero' di farlo, ma la mia vita e' stata anche lui. Sono preoccupata di come stara' queste tre settimane e vorrei fare qualcosa per lui. Che so, portargli dei DVD perche' non sia troppo solo la sera. E' una cosa stupida, vero?

Stasera mi ha chiamato per chiedermi un favore (ha ancora delle cose sue qui a casa mia) e siamo stati formali e rapidi. Quando ho messo giu' ho pensato che in realta' avrei avuto voglia di chiacchierare, e ho sentito la sua mancanza per la prima volta oggi. Ma forse e' ancora presto per chiacchierare serenamente di argomenti vari ed eventuali e devo solo aspettare e pregare affinche' questo rapporto non si perda, per potergli volere ancora bene come gliene voglio.

Finche' morte non ci separi

Alla fine il week-end e' andato bene: ho preso l'aereo alle 6:35, una fanciulla mi ha raccattato all'aeriocenter e mi ha portata dritta al matromonio. Gli sposi erano felici e consapevoli, nonostante le difficolta' passate e presenti (speriamo bene!). Ho avuto un sussulto al momento della formula matrimoniale, ho proprio pensato che sposarsi e' da pazzi o da incoscienti, sentire quelle due vocine umane troppo umane pronunciare parole come "prometto... di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita". E' una cosa cosi' sproporzionata, che mi chiedo come faccia certa gente a pronunciarle con leggerezza. Con quanto oblio di se stessi uno deve aver vissuto per sposarsi "tanto per..."? Eppure ero serena venerdi' in chiesa, non provavo invidia, anzi ero felice, pensavo solo che da qualche parte c'e' gia' uno che mi aspetta.

Sabato si e' fatto shopping che nemmeno i lanzichenecchi quando razziavano l'Italia, cena e domenica pomeriggio di chiacchiere con la mamma e la sua amica che non vedevo da un anno. L'amica della mia mamma e' una donna genio dell'umanita', e ogni volta mi stupisce proprio. Abbiamo parlato di film e di matrimoni. Mia mamma ha raccontato come il giorno del suo matrimonio, nonostante avesse preso una decisione consapevole, sia stata presa dal terrore, per cui per tutta la cerimonia e' stata assente col pensiero, al punto che mio padre dopo si e' lamentato del fatto che lei non lo aveva guardato in faccia neanche una volta. Mi ha fatto tanta tenerezza! La sua amica invece dice che anche lei ha avuto un attimo di panico, dopodiche' l'ha ricacciato via con un'alzata di spalle "Ormai sono qui!". Anche questo si puo' fare, se si e' certi di aver riflettuto prima, e' un modo per gestire quei momenti in cui l'emozione prevale sul giudizio, se li sappiamo riconoscere in noi stessi. Io sono certa che per la persona giusta si puo' fare anche una cosa cosi' assurda come sposarsi.

Al ritorno ho dovuto fare carte false per far stare tutto nella valigia e stare entro i 10 kg del bagaglio a mano (ho tolto cose dalla valigia al check-in per poi rimetterle subito dopo, elementare Watson).

giovedì 20 settembre 2007

Nubi si addensano a est

Volevo anche farvi sapere che lunedi' il Cavalierenero torna nello Shire, per ben tre settimane. La qual cosa mi manda nel panico gia' da qualche giorno. Del resto come dice saggiamente The Happy Mother, devo prendere quel che viene ed affrontarlo, altrimenti il rischio e' di nascondere tutti i sentimenti sotto un tappeto... e poi esplodere. Ad esempio ho paura di ammettere che ho voglia di vederlo e di parlarci, perche' temo di essere debole e di ritornare indietro sulla mia decisione. (Ecco, l'ho scritto). Ma so anche che se una decisione e' vera, deve tenere senza bisogno di puntelli. Ma... e se non fosse vera? E se fosse troppo presto? E se...????

Ho paura di vedere che sta soffrendo. Ho paura di scoprire che la mia vita e' miserable (come dicono gli inglesi) senza di lui. Ho paura che lui si accorga che sono triste senza di lui. Ho paura...

Perche' il blog?

Il blog e' come un diario, lo dicono tutti, con la differenza che e' sempre scritto in bella copia e che lo leggono anche gli altri. Gli altri sono chiunque navighi o l'amicitua, a tua scelta. Io ho scelto l'amicimia.

WHAT FOR?
Per scrivere quello che succede, affinche' la vita non ci passi sopra. Perche' credo che quello che succede, faccia parte di quel dialogo intimo e vitale tra noi e Colui che ci ama e ci crea giorno dopo giorno.

Per scrivere quello che imparo da quello che succede, "dalle vittorie e dalle sconfitte", per testimoniare a me stessa che una strada c'e'.

Per condividere tutto questo con le amiche, per lo piu' lontane dagli-occhi-ma-non-dal-cuore, perche' niente di quello che succede a una di noi e' estraneo all'altra, perche' posso dire, dopo tanto vagabondare, che l'amicizia con tanti nella lontananza e' cresciuta, e che non ci siamo perduti.

Pag.46

Volevo solo aggiungere a onor del Vero che ho scoperto che il pranzo di nozze di svolgera' in amena localita' lacustre a 60 km dalla casa della madre, pertanto la madre passera' a prendermi come da programma dopo la torta nuziale. Ora la cosa piu' difficile che mi rimane da fare questo week-end e' prendere l'aereo alle 6:35 del mattino e trovare una giacca invernale. Ce la posso fare.

A rischio di essere patetica

Ormai sto cedendo su tutti i fronti, alla mia facciata di orgoglio ("sono forte") oppongo la miseria della mia incapacita'. E confido nell'aiuto divino. Ovvero: mi sputtano completamente e trascrivo qui un post che avevo auto-censurato qualche giorno fa.

In questi giorni mi sono ricordata di un racconto incluso nei Dubliners di Joyce. Ve lo riassumo per come me lo ricordavo io, cosi' potete sguazzare nel freudiano. Lui e lei si amano, ma sono irlandesi poveri in canna muoiono di fame, lui vuole partire per l'America, lei acconsente ma all'ultimo minuto non si presenta all'appuntamento. Il racconto termina cosi', Joyce non ci spiega fino in fondo il perche', non ci schiude i loro pensieri.

Ecco, vedete, da giovane io pensavo che quello non fosse amore sincero. Invece ora credo che per quanto l'amore possa essere sincero, in mezzo ci puo' stare ancora tutta la liberta' di quell'essere misterioso che e' l'uomo. Contro cui non possiamo fare niente. E anche quando qualcosa possiamo fare, e' meglio di no, perche' cio' che ciascuno desidera e' di essere amato liberamente e non per costrizione. Dell'uno dell'altra o di entrambi.

Ora, ho sottoposto questo mio pensiero a due persone, The Happy Mother sembrava d'accordo, l'amico-fidanzato-da-poco ha suggerito che mi sto dando questa versione dei fatti perche' e' piu' comoda della cruda realta' (che secondo lui sarebbe: non era Ammore Vero). Io dico che l'amico non mi conosce, ma il dubbio che lui possa aver ragione e che io stia soltando diventando patetica (pur concedendomi le attenuanti generiche) mi attanaglia. Voi che dite? Anonima amica saggia (e freudiana) che dici?

mercoledì 19 settembre 2007

Permettetemi un attimo di cedimento 3/3

Ma allora perche' ci riduciamo sempre a questo livello? Perche' siamo una famiglia cosi' misera? Io sono certa che ci vogliamo bene. E allora perche'? Qualcuno me lo deve spiegare, perche' io ho una sola spiegazione. E' la stessa spiegazione che mi do' da una vita, anche se da qualche anno a questa parte pensavo che ce l'avessimo fatta, che questa famiglia l'avessimo ricostruita. Che anni di pianti lotte fatica e tentativi avessero portato a qualcosa. Ero orgogliosa di come l'avessimo ricostruita, seppur in modo anomalo. Mi dicevo: ecco una famiglia in cui ci si e' capaci di volersi bene pur lasciandosi liberi. Ma se lascio cadere il velo del mio sforzo, vedo solo la mia famiglia sempre sull'orlo dello sfascio. Non proprio sfasciata ma sempre cosi' tristemente fragile. La mia spiegazione per questo fatto la scrissi in una specie di poesia che ero alle elementari. Era una poesia sulla famiglia in cui ovviamente ne decantavo le lodi. Ma si concludeva cosi':
Pero' la morte me la sciupa.

Ora forse non serve scomodare la storia particolare della mia famiglia per spiegare la miseria umana di cui tutti fancciamo esperienza, innanzitutto su noi stessi. Pero' io posso ancora rintracciare su ciascuno di noi esattamente le conseguenze delle ferite che si sono aperte allora, 28 anni fa.

Conclusione: (in un giorno in cui per svariati altri motivi ho esaurito le risorse a cui ricorro di solito) oso porre questa domanda: ma allora e' vero che la morte vince? Se non e' cosi', Ti prego, mostramelo.

Permettetemi un attimo di cedimento 2/3

La verita' e' questa cosa mi sta facendo venire a galla tutta una serie di questioni che ho messo da parte nell'ultimo anno perche' tanto non ci potevo fare nulla. Ho cercato di essere concreta e di guardare i fatti, ma la verita' e' che io sono piena di sentimenti che non posso sopprimere.

Per cui ecco, apro il mio vaso di Pandora.

Voglio indietro la casa dove sono cresciuta , con una mamma dentro, voglio la mia camera, le voglio nel luogo in cui sono cresciuta, vicino alle montagne dove posso andare a piedi fino al Santuario, vicino alla casa del nonno e della mia zia preferita, vicino alla nonna, vicino al cimitero dove si trova mio padre.

Voglio un cuore nuovo per mio fratello, al posto di quel cuore di pietra che ha.

Non voglio vedere mia mamma e mio fratello litigare ogni volta su questa questione della casa (mia mamma: l'accordo era che sia io che lei potessimo andare nella casa di famiglia ogni volta che ce n'era bisogno, in cambio mio fratello ha avuto un prezzo di favore; mio fratello: mia mamma non lo lascia in pace, non gli lascia fare quello che vuole in casa).

E' stato tutto un grande errore? Continuo a credere di no, mia mamma non voleva piu' stare in quella casa cosi' grande anche se aveva fatto tanti sacrifici per comprarla. Mia mamma voleva ricominciare una vita che fosse un po' piu' sua, dopo averla tutta spesa per me e mio fratello o per altre persone. E il lago era il posto giusto per farlo. Mio fratello doveva cominciare a mettere dei soldi da parte altrimenti li avrebbe sperperati tutti in cazzate. Io stessa preferivo che la casa di famiglia rimanesse in qualche modo in famiglia, meglio che niente, anche se ovviamente adesso e' tutta diversa. E il modo in cui questo processo e' stato portato avanto da mio fratello ancor m'offende. E io??? Beh, io ho deciso che non potevo impedire a loro di andare avanti, di fare dei passi per la loro vita solo perche' la mia vita e' ancora li' che oscilla, e non si sa cosa ne voglio fare. E cosi' ho acconsentito volentieri a tutto questo, mio fratello mi ha dato dei soldi, che non sapevo nemmeno come investire, dato che non bastano per una casa ne qui ne' li. Ma mi sono detta, diamo fiducia a questa cosa, tanto io non saprei che fare comunque, lasciamo che almeno loro facciano. Tanto quei soldi non sono i miei comunque, mia mamma li ha sudati per me.

Permettetemi un attimo di cedimento 1/3

Premessa geografica: mia mamma un anno fa si e' trasferita sul lago e mio fratello ha rilevato la casa di famiglia nel paese in cui sono cresciuta sulle famose prealpi. I due luoghi distano un centinaio di km. Io non ho ne' una casa ne' tanto meno una macchina quando torno a casa.

Il fatto: Venerdi' partiro' con un aereo alle 6:35 del mattino per recarmi sulle famose prealpi al matrimonio di un amico. Dopodiche' ho prenotato un aereo la domenica sera, in modo da passare il week-end con qualcuno della famiglia a caso che si sarebbe dovuto definire successivamente alla prenotazione del volo. Abbiate pazienza e seguitemi.

Ora, stasera si e' generato il delirio. Ho chiesto a mia mamma il grande favore di venirmi a prendere, la mia idea era di passare il week end con lei (e sperabilmente farmi portare a fare shopping, che non ho una giacca invernale e qui il gelo avanza). Mia mamma voleva venire a prendermi alle 18, che significa che probabilmente saremo al secondo piatto. Aveva incastrato n giri suoi, tra cui un pomeriggio in citta' alta coi parenti francesi che volevano vedermi anche loro. Quando ho obiettato che non ero sicura di farcela mi ha detto che voglio fare troppe cose.

Ho raccolto le mie poche risorse di questo periodo e ho cercato di spiegarglielo. Anzi di piu', l'ho condotta per mano affinche' arrivasse lei stessa alla conclusione.

Ora ho le seguenti alternative:
1) Implorare mio fratello di venirmi a prendere e andare a dormire da lui, rovinandogli possibilmente i piani del venerdi' sera (chiarisco: eventuali ospiti notturni).
1a) Sabato senza macchina cercare di colmare la distanza che mi separa da mia mamma (autobus 1h - attesa - treno 1h - attesa - autobus 1h).
1b) Sabato e domenica stare da mio fratello rovinandogli cosi' anche i piani del sabato.
2) Farmi venire a prendere da mia mamma la sera dopo cena, saltando i parenti francesi (sorry about that) e passare il week end da mia mamma come preventivato.

Soluzione a pag.46.

lunedì 17 settembre 2007

Nihil alieno

Beh, dopo aver letto questo post ho pensato che e' perfetto per un cervello in fuga.

Cosa è più nostro della mentalità che abbiamo nella testa, nel cuore e nelle reni, e che ci viene per osmosi in parte anche dai secoli che ci hanno preceduti? Non avvertiamo neanche di averla, finchè non ci confrontiamo con chi l'ha diversa dalla nostra. A Maria e Giuseppe, a Suo Figlio, Dio ha chiesto di fare l'esperienza che anche di questo si può fare, magari dolorosamente, a meno. Perchè fossero liberi, e consapevoli.

domenica 16 settembre 2007

Futura programmatrice

Questa settimana c'era Roooouuuse da Roma, abbiamo preso il codice scritto da una, che si basa sul codice scritto dal Capodelcapo e li abbiamo squartati. Quel genere di cose che se lo fai da sola, dopo mezza giornata tiri le capocciate al muro. Ad esempio abbiamo perso un giorno dicesi uno perche' un programma non funzionava ed era solo una variabile Nomedelfile che era stata definita troppo corta (W il FORTRAN). Ora spero di continuare sulla scia di questo lavoro fatto insieme.

Serata orientale

Stasera avevo un invito a cena, piuttosto inaspettato, di una collega del mio amico Ben, che lavora anche lui al Lab. L'invito era per le 6, vista l'ora io l'ho preso un po' sportivamente (come sempre del resto), alle 6:05 lei mi chiama temendo mi fossi persa. Mi sono resa conto che e' difficile sapere cosa e' cortese per una cultura che non conosci quasi per niente. Ad esempio. Ho portato vino e biscotti (canestrelli) che sono stati accolti quasi con sorpresa e comunque non sono stati aperti. C'era solo un'altra persona oltre a me alla cena (e non era Ben). Alle 9:30 ci e' stato detto gentilmente che era tardi (fair enough). E a quanto pare baciare la padrona di casa all'arrivo e alla partenza e' cosa molto imbarazzante per una cinese. Il cibo ovviamente era buonissimo, anche se avro' sicuramente messo la salsa sbagliata sull'oggetto sbagliato. Ovviamente avro' fatto molte altre gaffe senza saperlo. Dal punto di vista umano pero' questa donna mi piace troppo. Lei e' cinese, mentre il marito e' della Malesia. Hanno un bambino bellissimo di circa 2 anni, che ha vissuto per un anno in Malesia con la nonna, finche' non hanno ottenuto un posto al nido ed ora e' da un mese qui. [Nota kitch: il nido del nostro lab. si chiama Little Stars: ain't that cute?] La nonna e' qui anche lei ovviamente, per aiutare il bambino nella fase di passaggio (il bambino parla solo un dialetto della Malesia e quindi lui e la mamma non si capiscono; e poi ovviamente il bimbo e' molto piu' affezionato alla nonna che ai genitori). Comunque Hon-bon (cosi' si dovrebbe chiamare il bambino, ma non citatemi su questo) e' eccezionale. Sa dire solo due parole in inglese "Hi" e "Bye" pero' le dice in continuazione salutando con la manina, ed e' tutto un sorriso a un'orecchio all'altro. E' estremamente comunicativo, ti conquista in 30 secondi. Non credo avra' problemi ad inserirsi!

Libri e giardino

Per oggi (a glorious sunny day) avevo grandi progetti, tanto per incominciare la palestra. Poi il libro della domenica mattina mi ha preso (adoro indugiare a letto la domenica mattina con un libro). Alla fine ho passato quasi tutto il giorno a leggere della guerra in Vietnam, a parte l'angolino giardinaggio e aspirapolvere.
Ho rimosso dal davanzale i cadaveri delle ultime quattro piante che mi sono morte di sete o di troppa acqua (non sono una persona costante, questo ormai l'avevo capito). Ho trapiantato il cactus che mi sono comprata da poco (e' importante porsi degli obiettivi realistici) e la stella di Natale che resiste fin dal Natale scorso e per questo la amo un casino. E' sopravvissuta finora in un tremendo vaso di plasticaccia, ora che l'ho trapiantata nella terracotta morira' di troppo benessere, ne sono quasi certa.

Mezza stagione: io l'ho vista

Ieri shopping di mezza stagione (perche', come dice la mia amica trapiantata a Milano, da 15 anni vivo la mezza stagione in coscienza e ho sempre lo stesso problema....). Jeans nuovi e due maglioni da Zara, che costa poco, che e' meglio.
Ho investito invece una parte del mio salario tra estetista e nuovo taglio di capelli, molto topas. Ho preso appuntamento per farmi gli occhiali nuovi e con grande efficienza ho perfino preso una cosa da bere con un'amica, the Happy Mother. A dire il vero mi ha chiamato lei altrimenti figurati in questo periodo sono un po' asociale. The Happy Family mi coccola in questo periodo, io sono felice che l'amicizia e la fiducia tra di noi stiano crescendo.

domenica 9 settembre 2007

Work out - Day 1

Progetto iniziale: una biciclettata. Fallito nel momento in cui ho realizzato che per estrarre la mia bici dalla vegetazione che gli era cresciuta attorno ci voleva un machete. Opto per la piscina. 30 min camminata - 30 min nuoto (discontinuo) - 10 min steam room di cui i primi 5 io e due grassoni, gli altri 5 io e uno bono, peccato che piu' di 10 min non resisto - 30 min camminata.

Ah, ho anche preso gli orari dei corsi in palestra.

Parking adventures

Nella maledetta cittadina nemica degli automobilisti non c'era un parcheggio manco a pagarlo. C'era non so quale evento in citta', forse l'apertura dei college alle matricole. E poi il solito scempio di parcheggi vuoti ma riservati ai "permit holders": oltre al danno la beffa. Alle 11:20 per disperazione ho lasciato l'auto in un posto a disco orario 30 minuti (leggasi trenta), tanto ormai mezza messa era andata. Morale: 20 minuti di ritardo sulla mia messa preferita, che tuttavia essendo in latino+cantata sono arrivata che erano ancora all'omelia. Evvai.

Alle 12:00 scappo come una ladra mentre il canto finale e' in corso (qui non lo fa nessuno), perche' l'ausiliario del parcheggio era in giro nella zona, l'avevo visto il maledetto. Accendo al volo una candela alla Madonna, quasi mi scontro con la processione dei preti che escono (oooooops) e raggiungo la sacra auto, fortunatamente ancora ignorata. E chi ti incontro? Quella svampitella della nostra amica rumena, studentessa di relazioni internazionali, che voleva il mio posto parcheggio, ma era confusa dal fatto di vedere un'auto muoversi senza autista (ho il volante dall'altro lato) e poi voleva salutarmi in francese. Vabbe', neanche io mi ero ancora svegliata del tutto!

sabato 8 settembre 2007

Happy Dinner

Stasera The Happy Father mi ha invitato a cena, e abbiamo fatto una bella chiacchierata, giacche' The Happy Mother & Children (Attila e Apocalisse) sono in vacanza. (In realta' e' lui quello che si riposa...) Abbiamo chiacchierato di varie cose, politica inglese (!), societa', e poi di me. Lui era l'unico con cui avessi voglia di parlare in realta'. Di come sto accusando il colpo, delle mie tristezze, del mio non sapere tanto bene che fare del mio essere qui.... Mi ha detto di offrire questo smarrimento alla Madonna, chiedendo che si faccia piu' chiaro il mio destino, cosi' com'e', in questa circostanza qui.

Gli ho raccontato di come l'altra sera io abbia mandato a casa a piedi due nostri amici. Di solito li portavo sempre a casa, perche' non avevano la macchina, anche se nel buco di cittadina in cui abitano la circolazione delle automobili e' tutto un giro di Peppe e di solito si fa prima a piedi. Stavolta pero' avevo mamma a carico e un'altra persona da riportare. Per cui mi sono detta (sentendomi comunque in colpa): mo' pero' la macchina ce l'hanno, perche' non sono venuti motorizzati in pizzeria? The Happy Father ha commentato che tutta questa storia mi fa diventare ancora piu' essenziale. Che mi stia passando la sindrome della crocerossina?

venerdì 7 settembre 2007

Non desidero cose grandi

Dagli scatoloni famosi ho estratto il biglietto che accompagnava il regalo di laurea degli amici della Bicocca (il mio primo cellulare). Una bella immagine di montagne che si specchiano in un lago accompagna il messaggio, quanto mai appropriato per l'occasione:

Non desidero cose grandi,
desidero quello che desidera
il Mistero che ha fatto il cielo,
la terra e il cuore di ogni uomo:
che ogni uomo cambi, cosi' che
tutto il mondo cambi
per la gloria di Cristo.
(L.Giussani)


Dedicato all'amica Oggi_non_c'ho_voglia, detta anche Da_oggi_mordo.

giovedì 6 settembre 2007

Aspettative

Cio' detto (vedi post precedente), mi sono accorta a mie spese questa settimana (quest'anno) di cosa significhi venire immobilizzati nell'azione dalle aspettative che ci si sente addosso. Sia che vengano dagli altri o, come nella maggior parte dei casi, da noi stessi. Un gatto che si morde la coda, come remare contro se stessi. Un panico che ti prende al cervello e ti impedisce di concentrarti sull'obiettivo che ti e' dato. E lascia spazio alla confusione.

Imparando l'inglese

Una mia amica affezionata e' in Irlanda per imparare l'inglese, che le servira' presto per lavoro. L'altro giorno e' andata un po' in panico di fronte ad un nuovo insegnante piu' esigente sulla grammatica e nuovi compagni di corso un po' piu' avanti di lei. E ha scritto che non riusciva piu' a parlare. Per la mia esperienza quassu' e' proprio evidente che l'unico scopo dell'imparare le lungue e' comunicare. Fatta salva la necessita' di imparare la grammatica, per comunicare in modo corretto (e quindi ultimamente piu' efficace), penso che questa non dovrebbe mai diventare un ostacolo all'uso della lingua straniera cosi' come la conosciamo in quel momento. Se la grammatica (scritta) viene insegnata in modo disgiunto dall'orale, uno si blocca a pensare alla s nella terza persona plurale e non dice piu' quello che vuole dire. Meglio un doppio passato (I didn't went) o un doppio plurale (teeths, feets, sheeps) che una scena muta. Uno comunica in molti modi, uno comunica con tutto se stesso, e uno comunica soprattutto se ha qualcosa da dire.

Donna avvisata

L'altro giorno il Capodelcapo mi aveva chiesto di aiutare una con delle simulazioni. E gli ho dovuto dire che con le simulazioni non avevo ancora (ri)familiarizzato. Di tutti i dati che ho avuto per le mani quest'anno nessuno era simulabile. (Al che il Capodelcapo mi ha trovato altro da fare, non e' mica che si sia perso d'animo). Ieri il Capo, senza fare nessun riferimento a tale episodio, mi ha consigliato di cominciare a familiarizzare con le simulazioni a partire da sistemi modello presi dalla letteratura: un liquido monoatomico, uno biatomico ecc. Io ho obiettato che e' piu' interessante farlo quando si ha un problema concreto da risolvere. Lui ha ribattuto che il problema concreto qui e' imparare il funzionamento del programma con l'obiettivo di doverlo insegnare. Potrei dover fare dei corsi sull'uso dello stesso e sarebbe utile avere dei sistemi modello da usare come esempio. Got the message.

Master mind

C'e' una cosa che mi piace molto del capo, ed e' che e' sempre molto positivo circa idee per esperimenti, anche quando io sono perplessa perche' non sappiamo ancora come analizzare i dati (non esistono ancora computer abbastanza potenti per le dimensioni delle simulazioni che dovremmo fare (o diversi metodi di simulazione), non abbiamo capito ancora la fisica che c'e' dietro). Questa positivita' nasce da due ragioni complementari:

1) non svilupperai mai il metodo che ti serve se non di fronte ai dati che ti interessano
2) non sai mai cosa puoi trovare nei dati finche' non ce li hai davanti.

Per cui si rispolverano vecchi metodi di analisi (come faceano li antichi) basati su considerazioni logiche (bellissimi: a la master mind).

Se non e' fiducia nella realta' questa!

E allora mi dico che forse vale la pena lavorare con uno (due) cosi'.

martedì 4 settembre 2007

La spesa dell'emigrante

Pesche, grissini, michetti, crackers, gorgonzola, taleggio, grana, bresaola, salame, prosciutto, pancetta, coppa, mozzarella di bufala, stracchino nonnonanni, scarpinocc di parre, ravioli giovannirana, pizzoccheri, farina gialla, caffe', olio, acetobianco, tonno riomare, limoncello, vino, macine delmulinobianco in offerta, baiocchi delmulinobianco, pasta voiello in offerta, cacao amaro, ammoniaca.

Pesto della zia, zucchine sotto(tipo)aceto della zia, marmellate della zia, formagella del nonno.

Dimenticato:
Grattuggia della nonna che tanto mio fratello non la usa, un'altra cosa che mi sono gia' ridimenticata.

A casa (che poi e' casa di mio fratello)

La storia e' complicata. Per farla breve, la casa di famiglia e' stata rilevata da mio fratello, che l'anno scorso ha scassato le palle a non finire perche' svuotassimo in pochi mesi la casa in cui abbiamo vissuto per ventanni e senza batter ciglio. Ha rifatto pavimenti impianto elettrico serramenti. Dopodiche' mi ha concesso di accumulare i miei scatoloni in una delle stanze, cosi' ho dovuto trasportarli dalla cantina al secondo piano prima di finire le vacanze la scorsa estate. Perche' anche il garage-cantina andava rifatto. Lui aveva un piede rotto, poverino. E poi liti a non finire per futili motivi, non so come siamo arrivati a dirci cose che nessuno di voi voleva ne' dire ne' sentire. Ma va be', siamo una famiglia cosi'. Alla fine nessuno voleva rimanere litigato e prima di Natale (sempre l'anno scorso) si e' fatto pace.

Quest'anno il brother mi ha accolto coccolato e pagato il meccanico e il carrozziere che hanno rifatto il trucco alla mia macchina. Come regalo di compleanno. In cambio gli ho comprato un bel salamone nostrano.

Ho aperto gli scatoloni, ne ho estratto decisa alcune cose, e poi li ho lasciati agonizzanti e sparsi sul pavimento per qualche giorno. Alla fine li ho richiusi e rimessi dov'erano. Non e' ancora ora di buttare, non e' ancora ora di scegliere. Dal trauma per la "distruzione" della casa in cui sono cresciuta non mi sono ancora troppo ripresa. Dove va la mia vita ancora non lo so. Come faccio a sapere cosa mi servira'? E poi tanto quel cazzone cosa se ne fa di tre camere da letto?

Al ritorno

Lunedi': Passo a salutare il capo e il capo del capo. "Ah ciao sei tornata come stai com'e' andato il viaggio hai avuto delle buone vacanze?" No, nessuna di queste domande. Ma si saranno accorti che sono stata via?

Il capo del capo: e' venuto a chiedermi aiuto per una cosa su cui pero' non mi sentivo oggettivamente in grado e gliel'ho detto. Gli ho anche detto che pero' sarei ben felice di aiutarlo su qualcos'altro. Tempo 5 sec mi ha trovato un esperimento che dovrebbe fare con un brasiliano la prima settimana del primo ciclo. Il brasiliano non ce la fa a venire e lui non ha tempo di preparare l'esperimento. Beh e' quello che aspettavo, no? E fa niente se viene in uno di quei giorni in cui non sai nemmeno se sei al mondo se non ti palpi (cruda espressione della terra d'origine).

Il capo: viene a trovarmi oggi con la lista degli esperimenti dei prossimi 3 cicli. Noto quando se n'e' andato che ha lasciato tre giorni liberi (ufficialmente per calibrazioni) proprio dopo i miei tre giorni di esperimento. Ne avevo chiesti sei e me ne hanno dati solo tre. Con i tre liberi subito dopo guarda caso fa sei... Inoltre ha messo l'altro esperimento, quello di biocose, vicino all'esperimento della mia amica americana, cosicche' puo' anche darsi che riesca a venire ad aiutarmi (ora non so, pero' almeno cosi' c'e' una possibilita').

La mamma: e' a casa mia questa settimana, monta le tendine che mi ha cucito, passa l'aspirapolvere dietro i mobili, mi aggiusta il rubinetto rotto, mi cucina pranzo e cena.....

Questo periodo c'e' sempre Qualcuno che mi aiuta a stare a galla.

Viaggio in Inghilterra - Seconda parte


Passa una vela, spingendo la notte piu' in la'


Ho lasciato il Cavalierenero. L'ho fatto. Sono contenta e infelice. Nella foto le bianche scogliere di Dover.