"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)

mercoledì 30 maggio 2007

Gli inizi

Le prime volte, come salivo sul pendolino alla stazione centrale, mi sentivo soffocare. Letteralmente, mi mancava l'aria. Avevo deciso io di andare a Roma, eppure... Un'amica spesso mi accompagnava fino al treno, poi al mio arrivo nella citta' eterna, la chiamavo quasi subito, e mentre io piangevo al telefono, lei mi ridiceva le ragioni per cui avevo deciso di andarci. E lentamente ricominciavo e respirare, e il giorno dopo riaffrontavo il caos, la metropolitana, la folla, l'aridita' degli inizi. All'inizio uno e' sempre cosi' povero, che non puo' fare a meno di domandare. Gli inizi sono sempre un momento di grazia, porti con te poche cose di te stesso, diventi essenziale, e sei tutto attento a cio' che ti capita, ai segni.

(Penso valga anche per i re-inizi, capito?)

Roma e i mendicanti


Mi ricordo che passavo da Termini tutti i giorni. Termini e' un po' Calcutta. Ci sono mendicanti storpi. C'e' un via vai di persone, moltissimi immigrati, al mattino tutti chiusi nei propri assonnati pensieri. Mi ricordo come mi sentivo unita a quelle persone, nel bisogno, nel desiderio, nel destino. Forse puo' sembrare un po' ipocrita, in fondo io ero li' per un dottorato, per una vita diversa. Pero' in quel momento ero li' da sola, guadagnavo poco e mi sentivo sperduta e impaurita come molti di loro. Ho scoperto anche io la mendicanza. Non avevo parenti o amici di vecchia data a cui chiedere favori. Se avevo bisogno di un favore, dovevo chiederlo a degli estranei, o quasi. Ho dovuto vincere l'orgoglio, e ci sono riuscita quando ho realizzato che nessuno di noi basta a se stesso. Ma la cosa che mi pesava di piu', all'inizio, era che nessuno era interessato a sapere come si svolgeva la mia giornata. A nessuno dovevo dire la mattina dove andavo e cosa avrei fatto, nessuno me ne chiedeva conto la sera. Questa cosa mi distruggeva. Tutto affondava nel grigio, non c'era modo di discriminare, tutto era possibile e inutile allo stesso tempo. (La vivevo male, eh si'). Il primo giorno di lavoro ero andata da S.Paolo ad affidarmi. Il dipartimento e' vicino alla Basilica, dove c'e' una bella statuona dell'Apostolo di noi Pagani, con la spada e tutto. Quando mi sono dottorata ci sono tornata, per ringraziare: quanto sono cresciuta in quei tre anni!

Roma, Prima tappa: Corso Italia

In tema di ricordi, Piccolamacarina mi ha ricordato del mio arrivo a Roma, in qualita' di giovane dottoranda (838 euro al mese), delle gioie (Roma non fa' la stupida stasera, l'accoglienza di quelli del laboratorio) e dei dolori. Ecco vorrei soffermarmi un momento sui dolori, che a distanza di tempo fanno piu' ridere che altro. Vogliamo parlare di quando in tre giorni trovai la mia prima casa, risiedendo nel frattempo all'ostello della gioventu' Foro Italico, con la doccia fredda e le finestre aperte (febbraio e' un mese freddo anche a Roma)? Era il 2002 e sotto le finestre passava la manifestazione anti-Berlusconi della CGIL, quella da 1.000.000 di persone. La casa era praticamente a Porta Pia, corso Italia (ah Roma,...palme, pini marittimi, ruderi, traffico...). La padrona di casa era pazza, purtroppo. Voleva che ognuna di noi avesse le proprie cose, piatti bicchieri pentole ecc. All'inizio ognuna andava in bagno con il proprio rotolo di carta igienica. Poi con un moto di ribellione a quell'individualismo ideologico ("perche' cosi' non litigate"), le ragazze decisero di comprarsi la carta igienica in comune. Ora e sempre resistenza. Non voleva che si ricevessero visite, complice il portinaio delatore. 250 euro al mese per un letto in una doppia, bagno in comune con altre 7, in una casa vecchia e senza luce. Il primo week-end, andai a trovare le uniche persone che conoscevo a Roma. Le suorine e i seminaristi. Una suorina mi regalo' dei fiori presi dal giardino per la stanza. Faceva gia' tutto un altro effetto. Rimasi per 3 mesi.

Il truculentone multitasking

Ieri mammi mi ha involontariamente ricordato di un grande protagonista dell'Appa, l'appartamento in cui vivevo con altre 5 fanciulle in quel di via Pacini (si', quella di Gaber in Pressione Bassa, mamma mia come sono malato, c'ho tanti problemi, neanche al mare mi abbronzo, non divento dorato, tutt'al piu' grigio scuro).

Dicevasi truculentone multitasking un mobile-catafalco cubico di lato 2m, in legno scuro, accessibile da tutti e sei i lati, fornito di numerosi scaffali aperti e/o con antina. Impossibile sapere cosa nascondesse nei suoi recessi meandri. Idealmente andava collocato in mezzo alla stanza, per poter essere acceduto da tutti i lati appunto. Noi con totale mancanza di prospettiva l'avevamo piazzato dietro la porta del salotto. Impossibile liberarcene.

La padrona di casa disse che l'aveva fatto con le sue mani il suo poveromarito. Ovviamente a quel punto ci impietosimmo, beh, se e' un ricordo del poveromarito... Salvo poi scoprire che il poveromarito e' vivo e vegeto, e continua a produrre contenitori-orrori casalinghi aaaargh!

Una postilla olfattivo-gastronomica. Il truculentone multitasking nascondeva tra le altre cose le riserve alimentari di una precedente inquilina vietnamita, F (non e' il soprannome, e' proprio il nome suo). Anni dopo il suo passaggio, il truculentone preservava intatto l'odore del gamberetto secco.

martedì 29 maggio 2007

The wrecking of British science

If the world's future lies in scientists' hands, the answers are unlikely to come from the UK unless we reverse decades of political neglect, argues Nobel laureate Harry Kroto.

Tuesday May 22, 2007
The Guardian

Aho'!?? Che stamm'affa'???

The perfect Italian-French collaboration.

Saturday we had a party at Stakanov place: she (26 y.o.) has just obtained a well deserved job as a Maitre de Conference at L'Ecole Central in Paris, a prestigious University for engineers. (Don't even think of asking me about accents on French words.)
The menu included Veuve-Clicquot and Crepes Normandes with Nutella.
This post is to say Congratulations, although I am very sorry because she will leave us very soon. I had just started to learn how to flip the crepe into the pan. It's all a matter of wrist.

Go west (2)

We went to the West again this week-end as it was probably the only spot in England where it wasn't raining cats and dogs. We went for hiking in a beautiful place, it's called Pen-Y-Fan, and it is the highest mountain in South Wales (Fan means just Mountain in Welsh, I think). The wind was chill, but at least there was a sort of sun, even warm sometimes.
I tried to go up thinking of Ithaca. I realised I'd never reach the hill-top if I kept thinking of it, looking up. So I had to try and enjoy even the pain (I'm not very fit), enjoy the landscape, enjoy the nature around (grass&sheeps), appreciate that I was going up, anyway. Well, I need to explain this, for non-hikers: even making an effort is enjoyable, for many reasons, because you know it will do you good, because you know it leads somewhere, and maybe because it releases endorphins. So you travel because you want to get to a beautiful place, but you need to have a anticipation of the beauty along the journey. And you need to enjoy what you are doing, even if you wouldn't have chosen it purely, as I wouldn't go to the gym because it is too boring and ugly to sweat for the sake of sweating.
I forgot: I was following the Black Knight on the way up-hill, and I was trusting his passion for the mountain. (Also his passion for the sheep: he was running after them crying "Lamb chops walking".)
When we reached the top, the landscape was beautiful, much more than what I had expected. We could see at 360 degrees, there were various basins, probably dug by an ancient glacier, with small lakes at the bottom. I'll try and post more pictures tomorrow. So that's Ithaca, I hope. Even more than what I can desire!

domenica 27 maggio 2007

Itaca di Kostantin Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

(eng version)

mercoledì 23 maggio 2007

Una chat a sorpresa

Un amico mi scrive "perche' mi sono accorto nella vita che quando poni il problema sull'altro ti incasini e poi ti crei anche un alibi", mentre il punto e' "che cosa desidero io nella vita? Cosa mi rende felice?". Che cosa voglio, veramente? (Per riprendere il post di un'altra amica). E poi mi dice: "stai affrontando una situazione decisiva per la tua vita, bisogna capire: cosa porta di nuovo nella tua vita il fatto che sei cristiana in questa decisione? Altrimenti le cose che diciamo sono palle" e infatti, aggiungo io, mi sento come il rischio di un'amarezza rispetto alla vita in questo momento, quando guardo un bambino mi sento come se lo stessi tradendo, come se stessi rinunciando ad andare fino in fondo, a crederci fino in fondo, a verificare fino in fondo se e' vero che la vita e' bella, o se piuttosto non abbia ragione chi dice che e' una sfiga. Ecco this is the question. E andro' a farla a qualcuno, sperando che mi risponda. Il mio amico pero' mi ha avvisato, guarda che ti chiedera' di dire tu cosa pensi. E io dico, ma se mi devo rispondere da me lui che ci sta a fare?

martedì 22 maggio 2007

Go West

This week end great trip to the west for hiking in Wales. The weather was uncertain, so rather than rushing there for then maybe getting just rain, we just decided to take "B" roads and enjoy the landscape. Immediately outside the Abbey Town we pass through a tiny little bridge: surprisingly, it is a Toll bridge. Price: 5p. If you are Italian, this reminds a lot of an extraordinary immortal movie (audio ON!).
On the way there we listened to BBCymru, the original national radio broadcasting in Welsh. Welsh sounds like more like German than English, as History doesn't lie. I thought Italian pop was the worst pop I had ever heard. I changed my mind.
Finally we reached the bottom of the Sugar Loaf, a nice triangular shaped hill, which, we believe, has been the inspiration for The Windy Hill, in the Lord of the Rings. Here, believe it or not, it was crowded with sheeps.

Tennessee girls...

... best in the world!
(I was wearing the T-shirt...)

venerdì 18 maggio 2007

Contrappunto (10 years later!)

"What I like about experience is that it is such an honest thing. You may take any number of wrong turnings; but keep your eyes open and you will not be allowed to go very far before the warning signs appear. You may have decieved yourself, but experience is not trying to decieve you. The universe rings true wherever you fairly test it." (Surprised by Joy, C. S. Lewis)

giovedì 17 maggio 2007

Andare, tornare, riandare.

Oggi ho pensato (a sproposito, come al solito) che il Cavalierenero non vuole andare a Milano per cominciare una vita insieme la'. Lui vuole tornare a Milano. E pretende che sia la stessa cosa per me. Per me non e' cosi', per me non e' un tornare.

Job done!

In questi giorni sono incazzosa, svogliata, senza scopo, passiva. Odio la primavera. Specie se piove. Oggi avevo pure mal di testa, allora ho deciso di trasformare un bad-science day in un sorted-burocracy day. Cosi' ho tickato una lunga lista di odiosita'. Job done! Non che cio' mi renda orgogliosa di me stessa, ma tant'e'.

mercoledì 16 maggio 2007

Fit e lavatrici

Ho iniziato questo blog per parlare dei nudi fatti. Ma cosa dire di una giornata che ho passato a fittare dalla mattina alla sera? Che fittero' anche stasera per non dover fittare domani? Forse potrei cercare di speigare ai non-fisici che affollano (!?) questo blog cos'e' un fit. Ma anche no. Chi ci salva dal piattume di tante giornate? Oggi non un incontro, non una mail, non una telefonata. Ho navigato tra un fit e l'altro, quella frazione di tempo troppo lunga per stare ad aspettare ma troppo breve per mettersi a fare alcunche' di serio. Come quando fermi la lavatrice e c'e' un lasso di tempo che deve passare (mentre l'elettromagnete dello sportello si smagnetizza) prima di poterla aprire. Ma cio' ha solo contributo ancora di piu' ad alienarmi. Chi mi salvera' da me stessa?

Il bello della Middleclass

Il Cavalierenero stasera in macchina mi ha raccontato di come la sua nonna prediletta raccontasse a lui bambino delle storie di sua invenzione, protagonisti due folletti. Il padre anche racconatava a lui e alla sorella delle storie di sua invenzione, con tanto di rime, avventure di pirateria e umorismo. E io anziche' ammirare una cosa che ritengo bella, ero sopraffatta dall'invidia perche' questa cosa bella non mi appartiene, non appartiene ai miei ricordi proletari.

Rose di maggio

E' maggio. Cioe' e' gia' meta' maggio, ma vi diro' che non e' molto che me ne sono accorta. Maggio in Italia e' un mese molto bello. E' il mese in cui la gente comincia a uscire di casa. Ogni anno a maggio, ovunque mi trovi, non so perche', mi viene in mente questa cosa: Maggio in Italia e' il mese della Madonna, il mese del Rosario. Al mio paese le donne si trovano tutte le sere, subito dopo cena, quando fa ancora un po' chiaro, presso un piccolo santuarietto poco fuori dal paese, un posto artisticamente insignificante, praticamente ignorato durante il resto dell'anno. E nella serata allungata recitano un Rosario.

martedì 15 maggio 2007

Happy birthday brother!

Oggi e' il compleanno del fratellino. Beh, visto che mi conoscete tutti di persona, gia' vi ho parlato del mio amato/odiato fratello minore. Lo sciupafemmine. Quello che lavora per una ditta di demolizioni. Il motociclista. Quello che ama la velocita', su strada e nella vita. Quello che e' cresciuto in fretta. Quello che cercava disperatamente un modello maschile (e purtroppo quando te ne serve uno non c'e' mai). Lo scassacazzi. Quello che mi picchia(va). Quello che tanto la nonna che ci accudiva gliele dava sempre vinte. Quello che non amava la scuola, non ha finito le superiori e adesso guadagna piu' di me, stipendio base, incentivi trasferta e straordinari esclusi. Quello che ormai si e' perso dietro a una storia seria, e da quando e' finita non si rassegna. E ora mi vorrebbe dire di portare pazienza. A me lo dici? Caro Fratello, Running is life. Anything before or after is just waiting. (Steve McQuinn)

Per la cronaca

Oggi mi scrive un'amica. Alla domanda "Come va la dura vita della mamma lavoratrice, con tutta la citta' in mezzo tra mamma e lavoratrice?", tra le altre cose ha risposto: "... dimenticavo, tra le lamentele riguardo l'inciviltà del nostro belpaese, di citare il prezzo dei pannolini, degli omogeneizzati, del latte artificiale, delle cure mediche .. dell'asilo ... Trattasi di tutte cose cui non puoi rinunciare, per questo in Italia sono carissime ed in *** la maggior parte di loro sono gratuite". Insomma sta pensando di emigrare in ***.

Secondo voi lo devo dire al Cavalierenero, che tra i vari argomenti pro-Italia ha tra i suoi cavalli di battaglia "vicino ai genitori e' meglio"?

Watercolours

Domenica io e il Cavalierenero siamo andati in citta' a farci un giro degli open studio nell'ambito della manifestazione "Art weeks". In pratica abbiamo passeggiato per questo quartiere posh e visitato alcune case-studio aperte al pubblico. Gli acquerelli non erano male. Ma la cosa piu' bella erano le case. Mai visto case cosi' belle in Inghilterra. Wooden floor rigorosamente. Cucine moderne (all'italiana, insomma). A quanto pare vanno di moda le porte di legno sverniciate, nature, con solo una mano di impregnante trasparente. Giardinetto sul retro pur in centro.

La scoperta del nesso

L'esito dell'ultima discussione con il Cavalierenero e' stato all'incirca: voglio davvero rischiare questo rapporto per via di questo lavoro (e relativa emigrazione)? Anche se quetso non e' il modo esatto di porre la questione. Mi sono accorta che devo rispondere comunque a questa domanda per me stessa: voglio davvero emigrare per questo lavoro? Sono disposta a pagare questo prezzo? Non mi basta che la mamma sia contenta del mio posto fisso. Non mi basta che il lavoro sia bello. Non mi basta che mi dia uno status sociale che in Italia non avrei. Sto cercando di focalizzare, finora ho un po' rimandato questa domanda. La menata e' che mi accorgo spesso di non impegnarmi a fondo, di fare la segretaria piu' che la ricercatrice. La domanda e': cosa vuol dire fare ricerca? Farla al punto di dire, come un certo professore di Milano in un'intervista da parte della Tana del re: "Quando capisco qualcosa (un nesso logico nell'apparente casualita' delle osservazioni) mi sento meno solo"(citazione a braccio, cerchero' l'originale). E ancora, a parte un innato e inguaribile senso di superiorita', perche' fare il ricercatore dovrebbe essere diverso dal fare un altro lavoro? Perche' non posso fare semplicemente un altro lavoro? Esistono lavori piu' nobili di altri? Mi fermo perche' non vorrei deviare troppo dalla domanda iniziale, anche se penso che per rispondere all'una bisognera' tirare in ballo anche il resto. Accettansi contributi.

venerdì 11 maggio 2007

Il timor di Dio

(...) Il timor di Dio viene addirittura deriso e bandito nel nostro contesto storico-culturale, che vorrebbe tutto facile e senza dramma. Filosoficamente esso si fonda su due fattori: a) l'impossibilità per l'uomo di conoscere fino in fondo il Mistero ("le Mie vie non sono le vostre vie", "nubi e tenebre Lo avvolgono"), per cui è bene "temere", come un escursionista che non conosce una certa montagna fa bene ad essere attento e docile alle indicazioni della guida; b) sulla inadeguatezza dell'uomo ad essere sé stesso, come pure dovrebbe.

Per S.Bonaventura è importante che il cristiano coltivi questo dono, perché il cammino della vita non è facile o automatico, ma un reale dramma. Esiste infatti la possibilità reale che l'uomo non consegua il suo compimento. (...) La descrizione del Santo è lontana dalla sensibilità attuale, ma importante è il suo netto giudizio sul carattere drammatico della vita, che deve tener desta una continua vigilanza (come disse Giussani a Rimini nell'85: "vi auguro di non essere mai tranquilli").

L'esito ultimo del dono del timor di Dio sono, paradossalmente, la sicurezza e la fiducia: "chi non teme Dio, ha da temere da parte di tutto e di tutti; ma chi teme Dio, possiede qualcosa che nessuno gli può togliere" cioè Dio stesso.

giovedì 10 maggio 2007

L'America agli Americani

The previous post is dedicated to my American friend, who was afraid that ONLY American President were a megalomaniac type. And who was chased by many English for being an American, because of American foreign politics.

UK politics

"The British are special - the world knows it, in our innermost thoughts we know it. This is the greatest nation on earth." (dal discorso di addio di Blair) http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/6639945.stm
Scusate ma questa e' davvero troppo forte... sui giornali italiani non c'era. Cioe', ma ve l'immaginate un politico italiano che pronuncia queste parole?

mercoledì 9 maggio 2007

Scrivendo a un'amica (recycled post)

(...) Hai visto bene, sono un po' affaticata, anche questo fa un po' parte del diventare grandi, purtroppo le cose non sono piu' bianche o nere, come piacerebbe che fossero a me. Tuttavia sto scoprendo che c'e' molto di piu' in questo apparente grigiore (Aridaglie con le metafore... Chissa' che m'e' preso oggi). Cioe' a volte sono tentata di dire che crescere e' troppo faticoso ed e' una palla. Ma piu' spesso scopro che la vita e' piu' interessante e che c'e' molto da imparare su me stessa e sugli altri. Quindi faticosamente sto cercando di prendere con pazienza questa fatica con il Cavalierenero e di imparare di piu' su di me, su di lui e su cosa vuol dire sposarsi e/o voler bene.

Io avrei voluto essere una di quelle con le idee chiare, come certe mie amiche. Quelle coraggiose che si sposano presto e fanno figli, e com'e' la vita lo scoprono poi sul campo. Pero' se devo essere onesta non posso farlo, non e' questo che mi sento di dover fare ora con il Cavalierenero. Mi sento che mi e' chiesto di andare fino in fondo a questa storia cosi' come e'. Cioe' so che non sono pronta per sposarlo. Ma nemmeno per lasciarlo. E quindi passin passetto cerco di starci dentro, con l'aiuto di tanti amici che mi aiutano a rifletterci su.

La tentazione mia e' di farmi seppellire dai sensi di colpa, o dalla fatica e fare dei colpi di mano per risolvere la situazione. Ma poi c'e' sempre qualcuno che mi invita a non avere fretta, non mi corre dietro nessuno (tranne l'eta': mi sento vecchia!).

Qualcuno che mi dice che io sono importante e che quello che desidero e' importante.

In partenza di un'amica

Cuando un amigo se va, algo se muere en el alma. Cuando un amigo se va y va dejando una huella que no se puede borrar. No te vayas todavía no te vayas por favor no te vayas todavía, que hasta la guitarra mía llora cuando dice adiós. A la hora de partir, un pañuelo de silencio. A la hora de partir porque hay palabras que hieren y no se deben decir. Cuando se aleja en el mar, el barco se hace pequeño. Cuando se aleja en el mar y cuando se va perdiendo que grande es la soledad. El amigo que se va, ese vacío que deja. El amigo que se va, es como un pozo sin fondo que no se vuelve a llenar.

La mia amica americana e' tornata in America.

Henley-on-Thames "retirement"

Niente di nuovo sul Tamigi, il Cavalierenero e' venuto ed e' andato via ancora come prima, almeno a suo dire. Del resto, nemmeno io posso dire di aver visto la luce di Damasco. Non credo che funzioni cosi'. Credo che funzioni se uno ci lavora sopra. E io sono stata un po' pigra durante i tre giorni di pre-pensionamento. Non ci ho lavorato troppo. Ma come dice la mia amica Trapiantata, don't beat on yourself. Cosa che mi ha ripetuto anche la mia amica americana. Quindi ora con calma riprendero'. Del resto ho anche capito (cominciato a capire) cosa uno dovrebbe fare durante quei tre giorni, a parte ascoltare. Pero' non l'ho fatto, perche' l'ho capito tardi, e ho perso l'occasione di riflettere con il Cavalierenero sulle cose che ci hanno detto. Don't beat, appunto.

domenica 6 maggio 2007

Hit Parade

Poi il Bo', siccome e' pur sempre il Bo', vuole sapere quali sono le 5 cose piu' importanti che vorremmo insegnare a nostro figlio (alla High Fidelity). Prese alla sprovvista, la vecchia amichetta romana va in bagno (stronza!). E io comincio a balbettare... lo guardo in faccia e dico: che la vita e' un dono, che sei voluto e amato proprio cosi' come sei. Allora attacca il Bo' e dice che lui a suo figlio vuole insegnare la liberta'. E io obietto che la liberta' non si insegna o ce l'hai o non ce l'hai. (Per fortuna ce l'abbiamo). Gli faccio un interrogatorio serrato e capisco che per liberta' intende la capacita' pensare con la propria testa, di essere libero dal giudizio degli altri. E poi dice di volergli insegnare la Compassione. Perche' il Bo' sembra peloso, ma ha un gran cuore. E infine dice di volergli insegnare la Bellezza. E a quel punto sgrano gli occhi. Con meta' del processore, mentre con l'altra meta' penso che se c'e' una cosa che ho imparato dal Cavalierenero e' proprio la Bellezza, e a guardare.

Ma la vera notizia della settimana e'...

Insomma siamo a cena io e il Bo' da una vecchia amichetta romana, Piccolamacarina, che non vedo da quando ha iniziato questo suo dottorato in terra straniera. Ha giustappunto consegnato la tesi. Tra una portata e l'altra ci aggiorniamo su tre anni di vita. Tra parentesi il miglior pollo con i peperoni che il mio palato martoriato ricordi. Alla fine il Bo' confabula con Piccolamacarina e dichiarano che e' giunta l'ora che io sia informata delle ultime notizie. C'e' un bebe' in arrivo. ...10 secondi di disorientamento, in cui penso perfino ma dai quanto e' svampita la mia amica, che e' pure di AC, che mi ha appena detto che esce DA POCO con uno.... finche' non li guardo in faccia e capisco. E' il collega Bo' che aspetta un bambino!! Proprio lui che ha sempre dichiarato di non volerne. L'ha sempre dichiarato con tanta sicurezza che, voi capirete, le ho pensate tutte prima di pensare quella giusta. (Sto cercando di rimediare alla mia malafede, si'.) Ho ancora in mente un'immagine di quella bella serata: il Bo' con quello sguardo felice, di una felicita' molto bella e oserei dire nuda...

Tango della gelosia

Missione diplomatica impossibile parte II. Immaginatevi la scena: esperimento da 1.000.000 di tranvate nel *** se non riesce. Capirete la nostra trepidazione. Passiamo i primi 4 giorni a farci il *** a cercare di rimediare alle impreviste avversita' poste sul nostro cammino da Numi capricciosi, infastiditi dalla nostra audacia prometeica. Tra le avverse vicende spiccano: 1) i chimici del Nemico non ci hanno preparato i campioni come avrebbero dovuto 2) il local contact, cioe' colui che doveva aiutarci a fare l'esperimento, per eccesso di zelo ci ha sabotato la prima notte di misure. Lunedi' Bo' chiama La Capo per aggiornarla e..... si becca una scenata di gelosia con tanto di commenti scientificamente pregnanti come te l'avevo detto di non lavorare con quelli e degli incoraggianti ma tanto non ne caverete niente da questi dati, per concludere con il trionfo della Maestrina: se non ci sono io voi gli esperimenti non li sapete fare, ve lo dico sempre di andare a dare la buonanotte al campione. Ma che e' colpa nostra se quello ci ha sabotato? Ce lo dovevamo sognare? Ma poi che lei non ne avra' fatte mai di cazzate? E quando dovremmo imparare noi a fare esperimenti senza la balia? Ma pensa te. Insomma, morale le notti successive siamo tornare a vegliare il cambio di temperatura per ammazzare preventivamente i nostri sensi di colpa. Inoltre la Provvidenza ci ha regalato un giorno e mezzo in piu' di misure, cosicche' abbiamo potuto rimediare alle malefatte altrui. Piu' di cosi' non potevamo fare. Ora viene la parte difficile, quella che gia' sapevamo sarebbe stata una bella grana. L'analisi dati. Sara' meglio che salti fuori qualcosa....

La guerra dei poveri

Settimana scorsa sono andata a fare un esperimento Al Reattore. Mi ha invitato l'ex-collega Bo', un uomo con piu' peli che capelli, ma, scopro sempre di piu', con un grande cuore. Il collega Bo' ha organizzato una missione diplomatica impossibile: una collaborazione con i nemici storici del gruppo. Dovete sapere, cari amici ascoltatori, che in Italia nel mio ramo siamo 7 gatti divisi in 2 partiti con il resto di 3 astenuti. La lotta acerrima per quelle 4 lire svalutate si svolge da anni a suon di commissioni e ormai si e' incancrenita su posizioni personali che poco hanno a che vedere con la vera posta in gioco. E noi dei piani bassi vi veniamo coinvolti nostro malgrado, ovvero veniamo cammellati nelle rispettive iniziative senza fini di lucro, dove la parola d'ordine e' nessuna commistione col Nemico. Insomma il Bo' che ti combina? Decide di spezzare il circolo vizioso. Attraverso una semplice collaborazione scientifica (e che stamo a ffa' senno'?), il cui scopo secondario e' conoscere da vicino il Nemico. E indovinate un po'? Era simpatico sto nemico! (Cioe' a dirla tutta ho ancora sotto sotto il dubbio che un po' ci faceva, anni e anni di rieducazione sono duri a cancellarsi solo per un bel paio di occhi azzurro limpido.)

Pro memoria

Un'amica mi ha fatto notare che sto trascurando il mio blog. Mi dichiaro colpevole del fatto e invoco le attenuanti generiche. La vera verita' e' che e' difficile scrivere nelle fasi della vita che uno non capisce. Vorrei sempre avere un giudizio chiaro, non tanto di fronte agli altri, ma perfino per me stessa. Pero' ho cominciato questo mio per registrare i fatti, prima ancora che i giudizi, affinche' la vita non mi passi sopra.