Le prime volte, come salivo sul pendolino alla stazione centrale, mi sentivo soffocare. Letteralmente, mi mancava l'aria. Avevo deciso io di andare a Roma, eppure... Un'amica spesso mi accompagnava fino al treno, poi al mio arrivo nella citta' eterna, la chiamavo quasi subito, e mentre io piangevo al telefono, lei mi ridiceva le ragioni per cui avevo deciso di andarci. E lentamente ricominciavo e respirare, e il giorno dopo riaffrontavo il caos, la metropolitana, la folla, l'aridita' degli inizi. All'inizio uno e' sempre cosi' povero, che non puo' fare a meno di domandare. Gli inizi sono sempre un momento di grazia, porti con te poche cose di te stesso, diventi essenziale, e sei tutto attento a cio' che ti capita, ai segni.
(Penso valga anche per i re-inizi, capito?)
1 commento:
capito. A
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