"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)
"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)
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domenica 29 marzo 2009
Speranza, desiderio.
Insomma Marco lascia tutto, including svariati posti di lavoro fissi, sai com'e', qui esistono, prende la bici e va in Australia. Sono 28000km attraverso paesi impervi, e il terreno e' cio' che mi preoccupa di meno. E' rimasto deluso dalla scienza, o dalla tecnologia che dir si voglia, e' deluso da un'idea che aveva di progresso, che l'uomo possa costruire un futuro migliore per se' e per gli altri usando la propria intelligenza. Illuso, direte voi. Adolescenziale. E' quello che molti dicono anche di Leopardi, vi sfido io. E' quello che io pensavo di Leopardi quando ero davvero adolescente. Marco ci sfida. Marco dice, e le sue parole suonano terribilmente simili a quelle di un'adolescente che un tempo conoscevo, che siamo schiavi di un'idea di progresso che non fa altro che risolvere problemi che esso stesso ha creato. Marco dice che corriamo da un'obbiettivo a un altro, a nostra scelta, ma in realta' siamo schiavi di un desiderio che non ci da requie, come Tantalo o Sisifo. Marco, come il protagonista di Into the Wild (di cui vi consiglio di leggere la storia vera qui) ritiene di poter raggiungere la mela della vita mettendosi alla prova, fisicamente e psicologicamente, a contatto con una vita piu' essenziale e persone piu' semplici. Io invidio Marco. Perche' per poter rischiare tutto, per seguire un desiderio costi quel che costi, bisogna avere una grande speranza dentro al cuore.
A chat over a good beer
Marco e' venuto da me una sera e siamo scesi sotto casa a prendere una birra. Old Speckled Hen, birra inglese spessa, a temperatura ambiente (che comunque vuol dire fresca, da queste parti). Il pub sottocasa ha dei bei tavoli di legno, un camino, la solita moquette a fiori con quel puzzino di birra versata e polvere accumulata. Poi era venerdi' sera ed era pieno di inglesacci rubicondi, in mezze maniche agitate nell'aria e discussioni accese. E' il momento in cui si smettono le tute e le camicie, si lascia dietro di se' quella cosa che si chiama senso del dovere e che fa andare avanti la maggior parte di noi la maggior parte del tempo e ci si ritrova a pub con i propri mates, alla ricerca di quella parte di noi che rimane spenta il resto del tempo. Oppure no, oppure per paura di trovare che non e' rimasto nient'altro dentro di noi, cerchiamo di riempire anche questo tempo, chi con troppa birra, chi con programmi di serate culturali, in fondo non e' molto diverso secondo me. Oppure ci accoccoliamo cosi' semplicemente nel calore umano, umidiccio e polveroso anche questo, di una chiacchiera, piu' o meno filosofica con i nostri mates. Solo a volte viene un Altro a riempirci di vero calore, quel calore che non ti fa desiderare solo di stringerti piu' stretto agli altri finche' tira vento, quel calore che resta con te, anche se e' sera ormai.
Marco parte
Cosi' all'improvviso ho deciso di ricominciare ad annoiarvi con le mie menate. Lo faccio in un giorno in cui mi sento triste, ferita dall'ennesimo strappo, dall'ennesimo amico che parte. Che poi uno dice ma chissa' quante volte lo vedevi questo amico. Quasi mai. Che poi l'ho ritrovato proprio quando ha deciso di partire.
Marco e io discutiamo sempre, perche' siamo due testoni, che si irrigidiscono sulle cose e vogliono capire tutto a modo loro e cosi' facendo magari tagliano via dei pezzi di realta' ma non se ne accorgono. E poi pero' a questa realta' ci tengono, ma per qualche motivo che ancora non ho capito sanno che hanno un tipo di testa che li fa volare alto, un tipo di determinazione che ti mette il paraocchi, una sordita' che ovatta tutto. E allora giu' a carponi per provare a mantenere mani e piedi per terra, giu' nel fango, a chiedere alla realta' di mostrarsi, di ferirci, perche' non sappiamo di essere vivi se non ci tocchiamo, come si dice dalle mie parti. Tasto il mondo a occhi chiusi per sapere se e' vero che c'e', seguo il contorno con le mani e cammino raso al muro, cerco di immaginare questo contorno, mi lancio, sbatto, ho paura, mi fermo, mi accoccolo, ricomincio. Non riesco ad aprire gli occhi, ma un tepore mi riscalda, forse e' quella cosa che chiamano Sole.
Marco e io discutiamo sempre, perche' siamo due testoni, che si irrigidiscono sulle cose e vogliono capire tutto a modo loro e cosi' facendo magari tagliano via dei pezzi di realta' ma non se ne accorgono. E poi pero' a questa realta' ci tengono, ma per qualche motivo che ancora non ho capito sanno che hanno un tipo di testa che li fa volare alto, un tipo di determinazione che ti mette il paraocchi, una sordita' che ovatta tutto. E allora giu' a carponi per provare a mantenere mani e piedi per terra, giu' nel fango, a chiedere alla realta' di mostrarsi, di ferirci, perche' non sappiamo di essere vivi se non ci tocchiamo, come si dice dalle mie parti. Tasto il mondo a occhi chiusi per sapere se e' vero che c'e', seguo il contorno con le mani e cammino raso al muro, cerco di immaginare questo contorno, mi lancio, sbatto, ho paura, mi fermo, mi accoccolo, ricomincio. Non riesco ad aprire gli occhi, ma un tepore mi riscalda, forse e' quella cosa che chiamano Sole.
giovedì 10 luglio 2008
After Dublin
Questa settimana (dopo Dublino!) mi sono rinchiusa per due giorni a scaricare articoli come una matta e leggere. Ieri sera in un'ora e mezza ho tirato fuori dei grafici dai miei dati e direi che ho gia' quasi un poster. (Mia mamma dice sempre che tutto il pensare che si fa prima di inziare un lavoro abbrevia il tempo che poi ci servira' per completare il lavoro.)
Oggi ho discusso con una collega dei miei dati e ho scoperto che lei ha delle misure che non ha pubblicato che pero' c'entrano coi miei dati e le posso mettere sul poster e un milione di altre idee. E fare lo scienziato e' un lavoro fantastico.
Devo pero' spiegare una cosa senno' non si capisce. Non e' che prima non sapessi che dovevo studiarmi la letteratura sul tema, solo che l'idea di rinchiudermi per mezza giornata o piu' in biblioteca da sola, quando gia' mi sentivo cosi' triste e sola... mi deprimeva troppo e non ce la facevo. So che e' patetico, ma e' cosi'. Cosa e' cambiato? E' cambiato che questo fine settimana mi sono sentita molto amata e in buona compagnia. Una compagnia che e' una promessa, che rimane anche quando non e' fisicamente li'. La ritrovo nei brani che leggo ogni mattina. Ma piu' importante ancora, mi e' stato promesso che la ritrovero' in quello che devo fare ogni giorno. Allora mi fido, mi metto li' a testa bassa e con umilta' ci provo. Ed e' vero! E quando vedi che i tuoi dati cominciano a prendere forma...
Devo spiegare bene questa cosa della scienza sperimentale. Fare un esperimento non e' come vedere, perche' nella maggior parte dei casi la vita e' piu' difficile di cosi'. E' come se ti avessero bendato e sei disorientato e puoi solo andare a tentoni e non sai bene cos'e' che stai toccando e improvvisamente ricevi un suggerimento o hai un'intuizione e con questo in mente ritrovi l'orientamento. La scienza e' cosi', hai dei dati, ma i dati sono ciechi, ci vuole un'ipotesi per interpretarli. Ma quando hai l'ipotesi, cio' che sembrava arido e pieno di difetti assume un significato, e a un tratto e' pieno di significato, e sembra addirittura un miracolo che tu possa accedere a questo significato, essendo cieco. E, come gia' ebbe a dire un professore di fisica della mia Universita'... ti senti "meno solo", in questo miracolo.
Oggi ho discusso con una collega dei miei dati e ho scoperto che lei ha delle misure che non ha pubblicato che pero' c'entrano coi miei dati e le posso mettere sul poster e un milione di altre idee. E fare lo scienziato e' un lavoro fantastico.
Devo pero' spiegare una cosa senno' non si capisce. Non e' che prima non sapessi che dovevo studiarmi la letteratura sul tema, solo che l'idea di rinchiudermi per mezza giornata o piu' in biblioteca da sola, quando gia' mi sentivo cosi' triste e sola... mi deprimeva troppo e non ce la facevo. So che e' patetico, ma e' cosi'. Cosa e' cambiato? E' cambiato che questo fine settimana mi sono sentita molto amata e in buona compagnia. Una compagnia che e' una promessa, che rimane anche quando non e' fisicamente li'. La ritrovo nei brani che leggo ogni mattina. Ma piu' importante ancora, mi e' stato promesso che la ritrovero' in quello che devo fare ogni giorno. Allora mi fido, mi metto li' a testa bassa e con umilta' ci provo. Ed e' vero! E quando vedi che i tuoi dati cominciano a prendere forma...
Devo spiegare bene questa cosa della scienza sperimentale. Fare un esperimento non e' come vedere, perche' nella maggior parte dei casi la vita e' piu' difficile di cosi'. E' come se ti avessero bendato e sei disorientato e puoi solo andare a tentoni e non sai bene cos'e' che stai toccando e improvvisamente ricevi un suggerimento o hai un'intuizione e con questo in mente ritrovi l'orientamento. La scienza e' cosi', hai dei dati, ma i dati sono ciechi, ci vuole un'ipotesi per interpretarli. Ma quando hai l'ipotesi, cio' che sembrava arido e pieno di difetti assume un significato, e a un tratto e' pieno di significato, e sembra addirittura un miracolo che tu possa accedere a questo significato, essendo cieco. E, come gia' ebbe a dire un professore di fisica della mia Universita'... ti senti "meno solo", in questo miracolo.
Before Dublin
Ok gente, ho una serie di post arretrati accumulatisi nella mente e in sparsi appunti. Incontri principalmente, scambi di battute.
Come un giorno in cui sei molto stressata (prima di Dublino!), incontri il collega cattolico alla stampante che ti chiede come va. Normalmente risponderei "Fine", ma dato che e' lui, ammetto "Stressed". Perche'? Perche' devo andare a una conferenza e non ho niente di nuovo pronto e sono una scienziata inutile. Al che lui ribatte " C'e' gente che costruisce un'intera carriera su questo!" mi sorride, prende la sua stampa e va.
Al che tu capisci che e' vero, e' presto, sono giovane (ehm, scientificamente parlando) e CE LA POSSO FARE. Soprattutto se evito di sprecare le mie energie a ripetermi quanto sono inutile forse posso essere utile.
Come un giorno in cui sei molto stressata (prima di Dublino!), incontri il collega cattolico alla stampante che ti chiede come va. Normalmente risponderei "Fine", ma dato che e' lui, ammetto "Stressed". Perche'? Perche' devo andare a una conferenza e non ho niente di nuovo pronto e sono una scienziata inutile. Al che lui ribatte " C'e' gente che costruisce un'intera carriera su questo!" mi sorride, prende la sua stampa e va.
Al che tu capisci che e' vero, e' presto, sono giovane (ehm, scientificamente parlando) e CE LA POSSO FARE. Soprattutto se evito di sprecare le mie energie a ripetermi quanto sono inutile forse posso essere utile.
Weekend a Dublino
Il periodo e' fiacco, stanco, ci si trascina da casa al lavoro, si tira avanti la giornata lottando contro la letargia. Poi di nuovo a casa, in una casa vuota, e si rimane li' a fissare il vuoto per ore mentre i piatti si accumulano nel lavandino. Sindrome tipicamente estiva, pre-vacanza, inutile dare la colpa al caldo (ha-ha), al freddo, alla pioggia, alla depressione.
Poi arriva un weekend a Dublino, e tutto cambia. JC e' a Dublino a imparare l'inglese e gli irlandesi approfittano per organizzare un incontro, che in modo molto beneaugurante viene chiamato ANNUAL Meeting of CL (Ireland, United Kingdom, Finland, Belgium and The Netherlands).
JC ci prende e ci rivolta come un calzino. La sfida e': "Provate a pensare a come vi alzate la mattina, a qual e' il vostro sguardo sulla giornata". Nella mia mente si forma subitaneamente una scritta tridimensionale che man mano si ingigantisce e mi schiaccia: ANSIA!
"Nessuno mai verifica l'ipotesi cristiana, diamo piu' importanza a qualunque idea che ci viene in mente che all'incontro fatto con Cristo, per cui abbiamo paura della realta'."
"Fate un test, provate a pensare a come affrontate il lavoro, la solitudine, la stanchezza." (E lui come lo sa, che e' questo che mi assilla?)
"E' un sogno pensare che ci sia una circostanza priva di limiti, di problemi. O quello che abbiamo incontrato e' utile a te per affrontare la realta' oppure non e' interessante, i tuoi amici non sono interessanti, sono solo un gruppo di gente con cui hai un rapporto sentimentale. Cristo rivela la sua natura nel modo in cui affrontiamo la realta', altrimenti perdiamo il meglio, perche' il meglio e' vedere la vittoria di Cristo in ogni circostanza."
"La realta' e' continuamente creata da Dio, che la usa per guidarci al nostro destino."
Ok, amici. Sto facendo il test. Nella fattispecie, siccome "non si puo' vivere di rendita", leggo ogni mattina gli appunti e/o il libretto dell'Assemblea Internazionale Responsabili.
Poi arriva un weekend a Dublino, e tutto cambia. JC e' a Dublino a imparare l'inglese e gli irlandesi approfittano per organizzare un incontro, che in modo molto beneaugurante viene chiamato ANNUAL Meeting of CL (Ireland, United Kingdom, Finland, Belgium and The Netherlands).
JC ci prende e ci rivolta come un calzino. La sfida e': "Provate a pensare a come vi alzate la mattina, a qual e' il vostro sguardo sulla giornata". Nella mia mente si forma subitaneamente una scritta tridimensionale che man mano si ingigantisce e mi schiaccia: ANSIA!
"Nessuno mai verifica l'ipotesi cristiana, diamo piu' importanza a qualunque idea che ci viene in mente che all'incontro fatto con Cristo, per cui abbiamo paura della realta'."
"Fate un test, provate a pensare a come affrontate il lavoro, la solitudine, la stanchezza." (E lui come lo sa, che e' questo che mi assilla?)
"E' un sogno pensare che ci sia una circostanza priva di limiti, di problemi. O quello che abbiamo incontrato e' utile a te per affrontare la realta' oppure non e' interessante, i tuoi amici non sono interessanti, sono solo un gruppo di gente con cui hai un rapporto sentimentale. Cristo rivela la sua natura nel modo in cui affrontiamo la realta', altrimenti perdiamo il meglio, perche' il meglio e' vedere la vittoria di Cristo in ogni circostanza."
"La realta' e' continuamente creata da Dio, che la usa per guidarci al nostro destino."
Ok, amici. Sto facendo il test. Nella fattispecie, siccome "non si puo' vivere di rendita", leggo ogni mattina gli appunti e/o il libretto dell'Assemblea Internazionale Responsabili.
giovedì 12 giugno 2008
Gita a Tindari
Sono di ritorno dalla mia gita a Tindari, l'assassino e' il postino (di Neruda, girato la' vicino, nelle Eolie). Ho testimoniato al matrimonio dei miei amici, festeggiato questo evento comunitario, a cui tutti la famiglia (cuggini fino al quarto grado) e il paese hanno partecipato (commossi, tutti tranne me ovviamente).
Ho avuto ampie occasioni di esercitare il mio nordico cinismo:
"eccerto e' un peccato quella raffineria rovina il paesaggio"
"ma che paesaggio e paesaggio, lascia stare la raffineria che porta lavoro!"
Con la deformazione professionale del muratore bergamasco ho osservato con un misto di stupore e cipiglio lo stile originale delle costruzioni locali, che potremmo definire un misto di cemento e forato a vista.
Mi sono sbafata innumerevoli granite al caffe' con brioche. Ho nuotato (non abbastanza) in un mare bellissimo e mi sono scottata in un giorno nuvoloso:
"peccato che c'e' brutto tempo"
"ma che brutto tempo, voi non avete proprio l'idea"
Alla fine non ho potuto fare a meno di lasciarmi coinvolgere e scoprire che si puo' essere liberi (con un po' di fatica) anche in mezzo a una rete di rapporti. Una bella cura per il mio individualismo.
Ho avuto ampie occasioni di esercitare il mio nordico cinismo:
"eccerto e' un peccato quella raffineria rovina il paesaggio"
"ma che paesaggio e paesaggio, lascia stare la raffineria che porta lavoro!"
Con la deformazione professionale del muratore bergamasco ho osservato con un misto di stupore e cipiglio lo stile originale delle costruzioni locali, che potremmo definire un misto di cemento e forato a vista.
Mi sono sbafata innumerevoli granite al caffe' con brioche. Ho nuotato (non abbastanza) in un mare bellissimo e mi sono scottata in un giorno nuvoloso:
"peccato che c'e' brutto tempo"
"ma che brutto tempo, voi non avete proprio l'idea"
Alla fine non ho potuto fare a meno di lasciarmi coinvolgere e scoprire che si puo' essere liberi (con un po' di fatica) anche in mezzo a una rete di rapporti. Una bella cura per il mio individualismo.
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giovedì 13 marzo 2008
Risorse umane sottoutilizzate
Quando ho letto la frase del post precedente mi ha colpito particolarmente per via delle ricorrenze. Ogni tanto nella vita se ascolti bene certi concetti ritornano con particolare insistenza. Questo e' evidentemente il momento della quotidianita', come ho riportato in un paio di citazioni anche in questo blog. E per dirla tutta, un paio di settimane fa al ritiro di Quaresima della fraternita' e' accaduto di nuovo. Sono intervenuta per una domanda, il tema era "donarsi e' la legge della vita", per cui nell'offrire la propria vita l'uomo la ritrova. E molte persone parlavano di come sia difficile lasciare che sia un altro a decidere della propria vita. Ovviamente capisco benissimo questa fatica, tuttavia se guardo alla mia vita, a questo momento della mia esistenza, mi rendo conto che sto facendo l'esperienza opposta.
Insomma mi alzo e con le gambe che mi tremano, come sempre, dichiaro con una battuta che io mi sento "una risorsa umana sottoutilizzata" (sottinteso da Dio, non dalla CL come qualcuno ha insinuato). Insomma vorrei sentirmi piu' utile. La persona che ci guida mi prende molto seriamente e mi risponde che non sa quale sia la mia situazione, ma comunque ho una vita davanti tutti i giorni, a cui rispondere, ogni giorno che arriva e' Lui che me lo mette davanti.
E cosi' molto semplicemente sono ritornata alle mie giornate, un pochino piu' certa che anche se non sono in missione in Kenya, anche la mia e' una piccola missione. Sicuramente piu' cosciente che e' quando perdo questa coscienza che mi sento particolarmente inutile a questo mondo (e questo mi distrugge). Inoltre mi e' stato ricordato che per mantenere viva questa coscienza nel cuore, bisogna fare un lavoro... e ho ricominciato a leggere e meditare un po' piu' spesso sui nostri libri.
Insomma mi alzo e con le gambe che mi tremano, come sempre, dichiaro con una battuta che io mi sento "una risorsa umana sottoutilizzata" (sottinteso da Dio, non dalla CL come qualcuno ha insinuato). Insomma vorrei sentirmi piu' utile. La persona che ci guida mi prende molto seriamente e mi risponde che non sa quale sia la mia situazione, ma comunque ho una vita davanti tutti i giorni, a cui rispondere, ogni giorno che arriva e' Lui che me lo mette davanti.
E cosi' molto semplicemente sono ritornata alle mie giornate, un pochino piu' certa che anche se non sono in missione in Kenya, anche la mia e' una piccola missione. Sicuramente piu' cosciente che e' quando perdo questa coscienza che mi sento particolarmente inutile a questo mondo (e questo mi distrugge). Inoltre mi e' stato ricordato che per mantenere viva questa coscienza nel cuore, bisogna fare un lavoro... e ho ricominciato a leggere e meditare un po' piu' spesso sui nostri libri.
venerdì 7 settembre 2007
Non desidero cose grandi
Dagli scatoloni famosi ho estratto il biglietto che accompagnava il regalo di laurea degli amici della Bicocca (il mio primo cellulare). Una bella immagine di montagne che si specchiano in un lago accompagna il messaggio, quanto mai appropriato per l'occasione:
Dedicato all'amica Oggi_non_c'ho_voglia, detta anche Da_oggi_mordo.
Non desidero cose grandi,
desidero quello che desidera
il Mistero che ha fatto il cielo,
la terra e il cuore di ogni uomo:
che ogni uomo cambi, cosi' che
tutto il mondo cambi
per la gloria di Cristo.
(L.Giussani)
Dedicato all'amica Oggi_non_c'ho_voglia, detta anche Da_oggi_mordo.
giovedì 26 luglio 2007
Veni Sancte Spiritus
M.Ela.:
... poi parlando con Chris (il memores capo dell'America), mi ha detto "perche' se uno vive per qualcosa di grande, poi fa davvero l'esperienza del centuplo" (cioe': se io vivo per il mio orticello, qualsiasi cazzata succeda mi deprimo... ma se vivo per un altro, qualsiasi cosa viene da lui) e questo si vede appunto nel rapporto con gli amici, anche quando e' un sacrificio grande non poterli vedere sempre
Me:
Ma tu ti senti di dare la vita? io spesso mi sento di farmi solo i cazzi miei sara' che in questo lavoro si vive in mezzo a una manica di autistici che non fanno altro che misurare quanti cm di cervello hanno a vicenda
M.Ela.:
Si' capisco quello che dici.... e capisco che io non sono capace... questa cosa l'ho chiesta a Chris almeno 15 volte, nell'ultimo anno e lui mi ha detto: "il desiderio di dare la vita per lui, non te lo sei data tu... allora devi domandare a chi ha messo questo desiderio nel tuo cuore, di portarlo a compimento" e io non so cosa succede, ma da quando ho iniziato a mendicare con fedelta' (la compieta, le lodi, i vespri, la messa quando si riesce...), non so come ma le cose hanno iniziato a cambiare. Poi ho detto a Chris: si' ma dammi un consiglio pratico: "Say veni Sancte Spiritus veni per Mariam as many times as you can and mean it" perche' come dice fr. Rich, se lo spirito viene "per Mariam", allora viene nella carne...
Me:
Io quando ero qui all'inizio lo dicevo nella giornata ed e' vero che cambia
M.Ela.
E ti dico che e' vero... cioe' a me continua a succedere... che e' piu' facile riconoscerlo, e riconoscerlo nella carne
Me:
Beh cambia il modo in cui io guardo a quello che mi succede, quello che succede e' per me, mi parla...
M.Ela.
Esatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(era una chat, spero che la trascrizione sia chiara...)
... poi parlando con Chris (il memores capo dell'America), mi ha detto "perche' se uno vive per qualcosa di grande, poi fa davvero l'esperienza del centuplo" (cioe': se io vivo per il mio orticello, qualsiasi cazzata succeda mi deprimo... ma se vivo per un altro, qualsiasi cosa viene da lui) e questo si vede appunto nel rapporto con gli amici, anche quando e' un sacrificio grande non poterli vedere sempre
Me:
Ma tu ti senti di dare la vita? io spesso mi sento di farmi solo i cazzi miei sara' che in questo lavoro si vive in mezzo a una manica di autistici che non fanno altro che misurare quanti cm di cervello hanno a vicenda
M.Ela.:
Si' capisco quello che dici.... e capisco che io non sono capace... questa cosa l'ho chiesta a Chris almeno 15 volte, nell'ultimo anno e lui mi ha detto: "il desiderio di dare la vita per lui, non te lo sei data tu... allora devi domandare a chi ha messo questo desiderio nel tuo cuore, di portarlo a compimento" e io non so cosa succede, ma da quando ho iniziato a mendicare con fedelta' (la compieta, le lodi, i vespri, la messa quando si riesce...), non so come ma le cose hanno iniziato a cambiare. Poi ho detto a Chris: si' ma dammi un consiglio pratico: "Say veni Sancte Spiritus veni per Mariam as many times as you can and mean it" perche' come dice fr. Rich, se lo spirito viene "per Mariam", allora viene nella carne...
Me:
Io quando ero qui all'inizio lo dicevo nella giornata ed e' vero che cambia
M.Ela.
E ti dico che e' vero... cioe' a me continua a succedere... che e' piu' facile riconoscerlo, e riconoscerlo nella carne
Me:
Beh cambia il modo in cui io guardo a quello che mi succede, quello che succede e' per me, mi parla...
M.Ela.
Esatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(era una chat, spero che la trascrizione sia chiara...)
sabato 21 luglio 2007
What do we desire most?
"Christ is the motive for which we live a certain kind of life and for which we even risk our faces in the world, yet He is far from the heart, from how I look at my work, at the house, and above all from how I get up in the morning. If I think about my mornings, all that comes to mind is a void of awareness, and getting up to say Morning Prayer doesn’t change the substance of it.”
If, my friends, the problem is really that our heart (in other words, the source of feelings, of thoughts, of judgments) lacks this tension because it’s demoralized, if the actions, the initiatives we’ve taken up over all these years are of no use, if it didn’t serve to overcome this distance of Christ from the heart, then it’s not surprising that someone would ask, as Pope Benedict says, quoting Saint Augustine, “So what ultimately can move man in his soul, in his heart?”
“With deep human insight,” says the Pope, “Saint Augustine clearly showed how we are moved spontaneously, and not by constraint, whenever we encounter something attractive and desirable. Asking himself what it is that can move us most deeply, the saintly bishop went on to say, ‘What does our soul desire more passionately than truth?’ Each of us has an innate and irrepressible desire for ultimate and definitive truth. The Lord Jesus, ‘the way, and the truth, and the life’ (Jn 14:6), speaks to our thirsting, pilgrim hearts, our hearts yearning for the source of life, our hearts longing for truth. Jesus Christ is the truth in person, drawing the world to Himself.”
If, my friends, the problem is really that our heart (in other words, the source of feelings, of thoughts, of judgments) lacks this tension because it’s demoralized, if the actions, the initiatives we’ve taken up over all these years are of no use, if it didn’t serve to overcome this distance of Christ from the heart, then it’s not surprising that someone would ask, as Pope Benedict says, quoting Saint Augustine, “So what ultimately can move man in his soul, in his heart?”
“With deep human insight,” says the Pope, “Saint Augustine clearly showed how we are moved spontaneously, and not by constraint, whenever we encounter something attractive and desirable. Asking himself what it is that can move us most deeply, the saintly bishop went on to say, ‘What does our soul desire more passionately than truth?’ Each of us has an innate and irrepressible desire for ultimate and definitive truth. The Lord Jesus, ‘the way, and the truth, and the life’ (Jn 14:6), speaks to our thirsting, pilgrim hearts, our hearts yearning for the source of life, our hearts longing for truth. Jesus Christ is the truth in person, drawing the world to Himself.”
Vacanze
Mie care, domani parto per le vacanze del Movimento. All'ultimo minuto ho deciso di salutare i sensi di colpa che il Cavalierenero mi fa venire per il fatto di usare i miei pochi giorni di ferie non per stare sempre e solo con lui in Italia. Ho deciso di salutare i sensi di colpa che mi faccio venire perche' non ho ancora prodotto molto in questo nuovo lavoro. E partire. Allora perche' mi sento in colpa? Come sono noiosa....
lunedì 16 luglio 2007
Scoppio.
Ogni tanto scoppio. Sto per scoppiare. Ecco sono scoppiata. Vorrei scoppiare ma non posso. Se scoppio faccio un casino. Tutti dicono che non bisogna scoppiare, certe cose vanno trattate con delicatezza. E se scoppiassi?
Il giorno del Buon Consiglio/3
C'e' una mia amica romana di Oxford che cerca casa in condivisione. A tratti sono tentata di proporle di andare a vivere insieme. Qui lo scrivo e qui lo cancello. Quindi zitte!
Il giorno del Buon Consiglio/2
La discussione con la collega francese e' andata un po' avanti... lei dice di non sentirsi all'altezza di avere figli, vista la cattiva esperienza che ha avuto con i propri genitori. Dice che teme di non essere in grado di distinguere cio' che e' giusto da cio' che e' sbagliato, per aver troppo convissuto con persone che lo confondono per patologia. Eppure lei e' scappata da quella situazione insostenibile, eppure lei soffre quando la madre la tratta in un certo modo. Cio' altro non significa, secondo me, che invece lei ben sa dentro di se' cio' che' giusto e cio' che non lo e'. E poi ogni volta che ci viene un dubbio... si puo' sempre prendere un caffe' con qualcuno e far fuoruscire i pensieri dal loop mentale per poterli meglio giudicare. E poi non deve scandalizzare di chiedere aiuto a un professionista in un momento della vita che si fa particolarmente pesante.
Scusate scrivo tutte queste cose non per fare la spocchiosa e mostrare quanto sono brava a dare consigli... piuttosto perche' trovo che sono cosi' brava a dare agli altri consigli che dovrei dare a me stessa, che provo a scriverli, magari un giorno me li rileggo!
Scusate scrivo tutte queste cose non per fare la spocchiosa e mostrare quanto sono brava a dare consigli... piuttosto perche' trovo che sono cosi' brava a dare agli altri consigli che dovrei dare a me stessa, che provo a scriverli, magari un giorno me li rileggo!
Il giorno del Buon Consiglio
Oggi e' il giorno del buon consiglio. Ho preso un lungo caffe' con la collega francese, la cui madre e' oggettivamente un po' schizzata, ed e' stato tutto un tentativo di convincerla che non puo' (non possiamo) basare il giudizio sulle nostre azioni sulle reazioni di un'altra persona, specie se e' nostra madre. Non sei responsabile della felicita' di tua madre. E' una cosa ho scoperto un giorno qualche anno fa. Che io soffro della sindrome del primo figlio di genitore solo. Ovvero del figlio (primogenito o meno) che finisce per giocare un ruolo un po' sostitutivo del marito/moglie che non c'e'. Per cui emotivamente si fa carico della felicita' della madre/padre. E avviene anche nel caso di genitori sani di mente. Un giorno mi sono accorta che ai miei coetanei non gliene fregava molto di fare qualcosa che potesse irritare i propri genitori. Tuttalpiu' miravano a evitare le conseguenze delle arrabbiature. Mentre per me era una tragedia se mia mamma si arrabbiava con me o se non era d'accordo su cio' che facevo. Mi sentivo terribilmente in colpa. QUando me ne sono accorta e' stata una rivelazione. L'altra cosa e': non e' sempre necessario convincere i tuoi genitori del valore di cio' che fai (specie se sono psicotici o se hanno dei momenti cosi'). Per cui ho cercato di rassicurare la collega francese, che, avendo una madre patologica, oggi era particolarmente e comprensibilmente distressed.
lunedì 9 luglio 2007
Mamma e cugina in incipiente adolescenza (la Cipolla di cui vi ho gia' parlato) in visita. E' incredibile come la mamma faccia casa con la sua sola presenza. Casa nel bene e nel male, con gli stessi difetti di sempre (la solita totale incapacita' di vedere le cose da un punto di vista che non sia il proprio), gli stessi pregi di sempre (una visione chiara della vita e una conoscenza profonda dei segreti domestici, un McGyver casalingo). Eppure casa. E' bello, quando uno ormai non si sente piu' minacciato nella propria identita' (adolescenza ormai alle spalle???!!!), riscoprire (per un breve periodo) il piacere di essere figli.
mercoledì 4 luglio 2007
Dell' Amicizia
C'e' una mia carissima amica, che e' stata molto importante nella mia vita in questi anni e che adesso per questioni pratiche vedo e sento poche volte all'anno. Ogni tanto ci scriviamo, ma poche righe, quasi solo a confermare che l'una ha nella mente e nel cuore costantemente l'altra.
E' difficile scrivere di se', quanto piu' un rapporto pesca nel profondo delle persone tanto piu' costa fatica. Lo standard della comunicazione e' sempre molto elevato e dunque non sempre uno riesce a mantenerlo. Cioe' io non sempre, mentre lei e' incredibile come in una o due frase riesca sempre a colpire cosi' nel segno, e, contro tutto cio' che il buon senso potrebbe dire, come riesca ad aiutarmi.
Ad esempio attorno a Pasqua mi scriveva: "Sappi solo che Gesù è lì adesso e ti vede, e lui sa cosa stai vivendo e sono certa per la nostra storia insieme che questo passo te lo lascia vivere perchè tu diventi più te stessa. Allora tu non sottrarti."
Allora tu non sottrarti. E ho cominciato a pregare di non sottrarmi.
Di recente le ho scritto: "La tua amica quassu' vaga e ondeggia, ed e' spesso incerta circa la felicita' nella vita. Ma chissa', potrebbe anche essere una cosa positiva, capire che la felicita' non e' nella favoletta di vita che abbiamo in mente.....".
E lei mi ha risposto: "Carissima, non so bene cosa tu intenda... quello che io ho scoperto quest'anno è che da una parte noi abbiamo un'immagine di felicità, inevitabile. Dall'altra c'è l'esperienza della potenza di Dio nella nostra vita che, per coerenza della ragione, ci permette di riconoscere che le sue vie non sono le nostre vie, anche se questo non toglie nulla del bene che entra continuamente nella nostra vita.
C'è però il rischio che nel tempo lo scetticismo logori questa disponibilità del cuore, che è quella di Maria. Per questo è fondamentale avere una compagnia di amici da seguire... anche nel Gruppo Adulto!..e quindi immagino per tutti... Ti raccomando di cedere alla potenza di questa carnalità e così di farti accompagnare, perchè Gesù te la genera continuamente proprio per questo. E poi la domanda sincera. Questa la porterò un po' anche io in Terra santa per te." (il corsivo e' mio)
E anche questa volta ho ceduto a questa amicizia e di conseguenza ho ceduto ad un'amicizia che sta nascendo qui a Oxford. Cioe' piu' o meno, tra alti e bassi, tra recriminazioni e disperazioni. Pero' queste parole mi stanno aiutando come a "tenere il timone". E spero che aiutino anche voi, per cui ve le trascrivo.
E' difficile scrivere di se', quanto piu' un rapporto pesca nel profondo delle persone tanto piu' costa fatica. Lo standard della comunicazione e' sempre molto elevato e dunque non sempre uno riesce a mantenerlo. Cioe' io non sempre, mentre lei e' incredibile come in una o due frase riesca sempre a colpire cosi' nel segno, e, contro tutto cio' che il buon senso potrebbe dire, come riesca ad aiutarmi.
Ad esempio attorno a Pasqua mi scriveva: "Sappi solo che Gesù è lì adesso e ti vede, e lui sa cosa stai vivendo e sono certa per la nostra storia insieme che questo passo te lo lascia vivere perchè tu diventi più te stessa. Allora tu non sottrarti."
Allora tu non sottrarti. E ho cominciato a pregare di non sottrarmi.
Di recente le ho scritto: "La tua amica quassu' vaga e ondeggia, ed e' spesso incerta circa la felicita' nella vita. Ma chissa', potrebbe anche essere una cosa positiva, capire che la felicita' non e' nella favoletta di vita che abbiamo in mente.....".
E lei mi ha risposto: "Carissima, non so bene cosa tu intenda... quello che io ho scoperto quest'anno è che da una parte noi abbiamo un'immagine di felicità, inevitabile. Dall'altra c'è l'esperienza della potenza di Dio nella nostra vita che, per coerenza della ragione, ci permette di riconoscere che le sue vie non sono le nostre vie, anche se questo non toglie nulla del bene che entra continuamente nella nostra vita.
C'è però il rischio che nel tempo lo scetticismo logori questa disponibilità del cuore, che è quella di Maria. Per questo è fondamentale avere una compagnia di amici da seguire... anche nel Gruppo Adulto!..e quindi immagino per tutti... Ti raccomando di cedere alla potenza di questa carnalità e così di farti accompagnare, perchè Gesù te la genera continuamente proprio per questo. E poi la domanda sincera. Questa la porterò un po' anche io in Terra santa per te." (il corsivo e' mio)
E anche questa volta ho ceduto a questa amicizia e di conseguenza ho ceduto ad un'amicizia che sta nascendo qui a Oxford. Cioe' piu' o meno, tra alti e bassi, tra recriminazioni e disperazioni. Pero' queste parole mi stanno aiutando come a "tenere il timone". E spero che aiutino anche voi, per cui ve le trascrivo.
domenica 24 giugno 2007
Lund
In Svezia per una conferenza. Una lunga settimana di noiosi seminari, pasti fuori e conversazioni banali. Cosa potra' salvarmi? Beh un albergo che vende frutta fresca alla reception, con una "camera" di 3 stanze, piscina, palestra e sauna. E poi un tocco di nordicita': un cestino per la carta straccia con 3 scomparti, per riciclare ovviamente. E il wireless gratis in camera. Quindi puo' essere che questa settimana riprenda a scrivere un po' di piu' sul blog. O forse no, potrei essere impegnata a fare la sauna. Bye bye....
venerdì 8 giugno 2007
Serata uncinetto
Ieri sera ci siamo trovate con una ragazza italiana per la serata uncinetto (vabbe' mi risparmio di fornirvi i dettagli). Lei aveva tentato l'anno scorso l'inseminazione artificiale, cosa alquanto triste e difficile in se', su cui qui non mi dilungo. Tra l'altro purtroppo non ha funzionato e mi ha colpito il dolore profondo ma composto.... Subito prima di salutarci mi ha raccontato anche che una sua compagna d'appartamento degli anni in Germania per il dottorato sta male per un tumore al cervello. Dice che ieri ha guardato per la prima volta il video del proprio matrimonio dopo 4 anni che e' sposata, e nel video c'era anche questa amica. E ha commentato "Come eravamo innocenti...!" Mi ha colpito molto questa affermazione perche' e' cosi' vera. E subito dopo ho pensato che forse siamo state fortunate a conservare questa "innocenza" fino a 30 anni! Mi ha colpito molto pero' l'uso della parola "innocenti". Mi sarei aspettata piuttosto un "ingenue". Siamo state ingenue a conservare questa "innocenza" fino 30 anni? Innocenza in fondo ha un'accezione positiva, e mi sono accorta di come in questa frase si nasconda il dramma dell'uomo. Il dramma della speranza o della disperazione. Di fronte alla vita, reggera' lo sguardo del bambino, o prevarra' quello del vecchio?
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