Sono di ritorno dalla mia gita a Tindari, l'assassino e' il postino (di Neruda, girato la' vicino, nelle Eolie). Ho testimoniato al matrimonio dei miei amici, festeggiato questo evento comunitario, a cui tutti la famiglia (cuggini fino al quarto grado) e il paese hanno partecipato (commossi, tutti tranne me ovviamente).
Ho avuto ampie occasioni di esercitare il mio nordico cinismo:
"eccerto e' un peccato quella raffineria rovina il paesaggio"
"ma che paesaggio e paesaggio, lascia stare la raffineria che porta lavoro!"
Con la deformazione professionale del muratore bergamasco ho osservato con un misto di stupore e cipiglio lo stile originale delle costruzioni locali, che potremmo definire un misto di cemento e forato a vista.
Mi sono sbafata innumerevoli granite al caffe' con brioche. Ho nuotato (non abbastanza) in un mare bellissimo e mi sono scottata in un giorno nuvoloso:
"peccato che c'e' brutto tempo"
"ma che brutto tempo, voi non avete proprio l'idea"
Alla fine non ho potuto fare a meno di lasciarmi coinvolgere e scoprire che si puo' essere liberi (con un po' di fatica) anche in mezzo a una rete di rapporti. Una bella cura per il mio individualismo.
1 commento:
Bellissime le foto, bellissimo il racconto . . . non è che in giro hai inontrato il Commissario Montalbano? ;-)
Per il fatto della libertà, in relazione ai rapporti, da Factum c'è stato un post, poco tempo fa...
A qualcuno le reti di rapporti famigliari o amicali, danno senso di soffocamento, altri, riescono a sentirsi liberi, e protetti, all'occorrenza! ;-)
Siamo tutti diversi, non sempre è facile la seconda opzione!
Te ne potrei raccontare, anche al giorno d'oggi!
Ho trovato un'altra bloger della Val Seriana: http://pentoladifagioli.blogspot.com
e poi, c'è :
http://mauroghilardini.splinder.com
che dev'essere delle parti di Clusone . . .
Ciao, da una piovviginosa costiera marchigiana! Rosangela
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