"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)

lunedì 18 agosto 2008

Esam(ino) di coscienza

Insomma per un paio di giorni sono andata bene, mi sono affidata agli amici (leggi: mi sono piazzata a casa loro senza troppi complimenti) e ho preso quel che veniva nella giornata, godendomi al massimo la loro compagnia (oltre al buon cibo, le coccole, le premure, le chiacchiere, gli speteguless).

Poi ho avuto un cedimento.

Non ho capito se e' stato un calo di zuccheri o la mancanza di un posto certo in cui andare a dormire che mi ha distrutto, ma non me la sono sentita di affrontare la seconda tappa (Varigotti), ho giocato la carta coniglio, che mi ha fregato perche' subito dopo ho pescato la carta confusion. E avevo appena letto il Vangelo di Pietro che prova a camminare sulle acque ma si spaventa perche' tira vento. Donna di poca fede!

Chicche

Altre chicche dell'incontro col prete freddoloso (erano le 11:30 in stanzetta esposta a sud su un sagrato infuocato di una parrocchia di Milano; lui era avvolto nel plaid...).

L'esame di coscienza a fine giornata, spiegamelo come se avessi 6 anni: guarda Gesu' oggi ho fatto bene questa cosa qui, ho consolato questa persona, in questa cosa la' invece non sono riuscita, la prossima volta aiutami a fare meglio.

La conclusione: guarda che comunque vai bene! A te non sembra perche' sei come su una strada in montagna e sei tutta li che sudi sui tornanti, ma io ti vedo e dico "Guarda come la va su bene quella la'" (con accento di Varese se vi riesce di immaginarvelo). ti voglio bene!

:)

Viaggio in Italia - Prima tappa - Milano

Sono stata a Milano due giorni, ho visto degli amici e poi sono stata a trovare il mio prete alto e allampanato preferito, cosa di cui vi volevo proprio raccontare.

Infatti gli ho chiesto un po' di aiuto sul lavoro e sulla vita e mi ha detto delle cose che ho pensato potrebbero interessarvi.
Gli ho detto che spesso mi sembra che l'essere cristiana non cambi il modo con cui guardo alla mia vita e al mio lavoro (Rubando le parole a una mia cara amica...)
Sul lavoro in sostanza mi ha detto che cio' che ci guida a capire cosa vuole Dio da noi sono i desideri e le inclinazioni. Solo che poi per vivere il lavoro secondo il livello del nostro desiderio e dell'incontro cristiano ci vuole tempo. Come una violinista che imiti Uto Ughi e invece una che desideri esprimere se stessa. E' una ricerca...

Non gli ho fatto altre domande perche' per me questa risposta mi dava gia' un parametro fondamentale. Cioe' mi sono accorta che io guardo a certa gente del laboratorio e penso: non voglio diventare come loro. E quindi mi vengono dei dubbi sulla scelta che ho fatto. Mentre il punto e' che io posso fare questo lavoro ed essere diversa.

Come essere diversa? Penso col tempo, cercando dentro di se', guardando quelli che ci piacciono. Lui ha detto con la preghiera, leggere 10 min al giorno il libro di sdc, e poi ci vogliono dei "testimoni della fede", cioe' gente che vive gia' in quel modo li' a cui guardare e con cui confrontarsi. Per cui ha detto che tutti i rapporti poi si giudicano in base a questo criterio.

Infine mi ha detto che per l'ammore... devo chiedere un miracolo. Saro' un caso disperato? (In realta' sono stata io a dirgli che incontro solo altri disperati come me) Lui dice che devo chiedere un miracolo perche' l'unica posizione ragiovevole dell'uomo e' chiedere e sperare con fiducia, non e' disperarsi (e la rassegnazione e' solo un altra faccia della disperazione).

Per cui ho pensato di chiedere preghiere a tutti gli amici! :)

mercoledì 6 agosto 2008

Non c'e' cucchiaio 2 - Il caffe'

In tutto cio' poi per il caffe' facciamo lo shuffle dei posti a sedere e capito accanto a una mia collega, con cui non avevo mai parlato molto, che mi dice con tono di protesta che (con parole mie) in fondo chi se ne frega dell'esistenza teorica di Dio mi interessa cio' che mi tocca, la mia felicita'.

E mi ha detto della domanda esistenziale che lei ha di fronte alla sua vita. Niente di drammatico, in questo senso caratterialmente si vede che l'approccio suo e mio sono proprio diversi. Mi ha detto che guardando alla sua vita, vede che spesso si era incamminata in una direzione e poi un colpetto l'ha spinta da un'altra parte, e le viene da chiedersi se pertanto la vita sia un "moto browniano" oppure se unendo i puntini da 1 a 89 comparira'... un disegno.

Al che, scusate se e' banale, non ho potuto non dirle che condividevo la stessa domanda (anche se in versione drastica, nel caso servisse specificare), e raccontarle di cosa mi ha portato da una posizione di ateismo a seguire l'ipotesi cristiana, in un crescendo di certezza.
Ovvero il fatto che racconto sempre che certe persone, che pure mi stavano sulle palle, mi avevano mio malgrado colpito per come vivevano, e non avevo visto una cosa cosi' da nessun'altra parte. E queste persone mi hanno detto "Non siamo noi, e' il Cristianesimo".

E mi sono chiesta di nuovo: cos'e' che mi ha portato qui, che mi tiene qui? E ho pensato solo alla mia amica Mafalda, che era li' il giorno in cui ho preso la decisione di seguire, e che e' li' oggi, e con cui l'amicizia e' cresciuta in modo inspiegabile (tenendo conto ad esempio che e' rinata e cresciuta negli ultimi 10 anni senza meno di 500, non piu' di 2000, kilometri di distanza; per il futuro abbiamo deciso di tentare i 4000...). Un'amicizia dell'altro mondo, un'amica a cui puoi proprio mostrarti per quello che sei, anche se sei marcia dentro o sotto a un treno. Perche' solo se sai che uno ti vuole bene puoi guardare in faccia al fatto che sei una merdaccia.

E per spiegare questo mi e' venuta in mente la storia de I miserabili, quando Jean Valjant viene arrestato per aver rubato i candelabri e il prete dice alla polizia che glieli aveva regalati lui. E quello li' potrebbe anche non diventare mai un uomo onesto, ma una cosa cosi' non se la scorda piu' ed e' questo che fa la differenza qualitativa il resto e' solo strada da percorrere. E ho visto due occhi che brillavano e mi guardavano sorridendo....

Non male come Festa della Trasfigurazione, no?

Non c'e' cucchiaio (*) - Lo yogurt

Una volta ogni tanto capita che la conversazione a pranzo sia degna di nota. Oggi si e' finiti sull'indimostrabilita' dell'esistenza di Dio, cosa su cui non sono del tutto aggiornata ma credo che siamo ancora al fatto che non e' filosoficamente dimostrabile ne' che esista ne' che non esista.

Come al solito in questi casi ascolto un momentino come un bambino ai bordi del campo di calcio, poi alla prima occasione mi ci butto con gran diletto. Poi capita che le mie argomentazioni siano quasi sempre buone (ovvero che il livello culturale generale sia sovente medio-basso), per cui faccio scacco matto e mi diverto ancora di piu'.
Purtroppo di solito l'interlocutore non si accorge nemmeno di essere all'angolo. Oppure nicchia, chissa'.

Non sono venuta qui per dirvi quanto sono brava (???) bensi' che oggi mi sono resa conto che il motivo per cui ho facile vittoria con i miei colleghi scienziati e' che la maggior parte di loro e' ferma al positivismo illuminista. Con un vero ateo ovviamente non avrei vita facile. Insomma penso di poter dire di aver pensato piu' io al mio cristainesimo(**) che loro al loro ateismo. In ogni caso sono stata un'atea molto piu' drastica della maggior parte di loro, per questo li frego facilmente. ;-)

Tornando all'esistenza di Dio, in buona sostanza ho cercato di spiegare che l'esistenza di Dio e' esperienza del singolo, condivisibile ma non dimostrabile (nel senso matematico-scientifico) ad altri, cosi' come non mi puoi dimostrare che ami tua moglie ma tu sai che la ami. Mi hanno risposto: ma io non so se amo mia moglie!

A questo punto capite che l'unico punto di fuga e' negare l'angolo!

(*) Da Matrix uno, dove si spiegano fenomeni paranormali come la facolta' di certe persone di piegare cucchiaini con la forza del pensiero con il presupposto che la realta' non esista e bisogna solo allenarsi a vedere che non esiste. Che poi mi sono sempre chiesta: ma mo' che l'hai piegato come lo mangi lo yogurt?

(**)
Anche se con cio' non mi assumo il merito di cio' che lo Spirito ha fatto, infatti io ci ho pensato prima, da atea, e dopo, da cristiana, ma quel passaggio li' non l'ho certo fatto come conseguenza di un pensiero.

martedì 5 agosto 2008

GRC Water 2008 - Il giudizio

A parte ammorbarvi con tutte queste storie (leggete i post precedenti), ad un certo punto uno dovrebbe anche dare un giudizio sull'esperienza che fa anche se e' tardi e ha sonno.

E allora uno si accorge per esempio che e' bene essere in un posto che (finalmente) ti spinge a dare un pochino di piu' di quel che ti sentiresti di dare tu dal buchetto della tua codardia. Non che tutti siamo codardi, pero' io sono proprio cosi', qualche volta me ne accorgo. E di solito faccio scelte di comodo. Oddio, come quella di venire fin qui per lavorare? Si', in effetti avrei potuto fare scelte piu' comode in questo senso.

E che ti mette di fronte alla tua pigrizia. Tra l'altro io ho sempre sgobbato un sacco a scuola, non sono mai stata pigra. Perche' improvvisamente mi ritrovo cosi' svogliata? Forse perche' (digressione) la scuola tende ad essere molto passiva, mentre quel che si richiede all'adulto e' l'iniziativa? Cio' che ho sempre criticato alla scuola, e che ho criticato due post fa, ovvero la mancanza di stimolo all'iniziativa personale, ora me lo trascino come se in X anni suonati non avessi imparato nulla? Ad un certo punto la responsabilita' e' nostra. Da almeno X anni a questa parte. (Anche se io rimango pur sempre un po' tarda su certe cose, che comunque ho capito solo ora.)

Verrebbe da dire, ma non solo per il lavoro, "O protagonisti o nessuno". Oppure verrebbe da rileggere la mail della mia amica che dice "Ma adesso qui ci sono io, non quel mio amico piu' bravo di me, e se non prendo in mano io la mia vita, rischio di perdermi qualcosa, e rischiano di perderselo anche gli altri". O ancora potrei citare "Le lettere di Berlicche" o "L'ombra del Padre".

Anche se c'e' un punto che ancora mi sfugge....

"Com'e' possibile, invece, che noi diventiamo veramente protagonisti, accaniti in questa lotta, senza smettere? Cio' e' possibile solo se noi per primi siamo stati amati!"

Sara' ingratitudine o cattiva memoria la mia? O sara' che uno ha bisogno di questo amore TUTTI I GIORNI?

lunedì 4 agosto 2008

GRC Water 2008 - Le conseguenze delle conferenze

Insomma, fatto sta che adesso a quanto pare in un posto tanticchia piu' internazionale ci sto. E mo' mi tocca. Infatti gia' hanno cominciato a buttarmi in acqua per farmi nuotare. Niente di che, ma nel mio piccolo cuoricino in cui c'e' posto solo per il mio ego sconfinato mi sembra gia' tanto.

Insomma a quanto pare sto per ereditare il ruolo di unico Instrument Scientist sul miglior diffrattometro di neutroni per liquidi del mondo. Dite tutti "Ooooh!" Che sarebbe lo strumento su cui lavoro gia' come co-scientist. Cioe' se devo essere onesta dopo cotanti lamenti, mi trovo oggi in effetti in una posizione con delle responsabilita' tali che io come sono io non avrei mai pensato di raggiungere. E invece non e' niente di che, se lo posso fare io! Ma questa e' notizia vecchia, solo mi ero scordata di darvela.

Fatto sta che questo mio nuovo ruolo comporta delle responsabilita', del tipo insegnare cose agli altri. Del tipo che mi vogliono mandare a Las Cruces, New Mexico a tenere un mini-workshop a una decina di persone sul programma che usiamo. Panico! Un posto lontano lontano. Poi un conto e' usare un programma, un conto insegnarlo, a una platea di ben 10 persone!!! Tante tante!

Per fortuna il mio capo con grande tatto e rispetto della privacy mi ha messo subito a mio agio dicendo davanti a tutti che questa voce avrebbe fatto molto bella figura sul mio curriculum in vista della promozione che mi ha promesso l'anno prossimo.

GRC Water 2008 - Effetti collaterali

*** Attention, please: questo e' un post di lamentazione ***

Li chiamo effetti collaterali ma confesso che spesso contano piu' di cio' che accade veramente. Sono tutti i pensieri suscitati nella mia mente malata ed eccessivamente emotiva/segaiola da cio' che accade veramente.

Ad esempio, il tipico effetto da conferenza e', al termine di una concatenazione di argomentazioni logiche (?) e circostanziate (??), il desiderio di cambiare lavoro. Non perche' non mi piaccia quello che faccio, ma perche' penso di non essere capace. Che poi se un po' ci penso (e io ci penso, anche un bel po') sono anche in grado di circostanziare. Queste cose le ho sentite anche un anno fa, anche 5 anni fa, perche' ancora non le capisco? Perche' le devo studiare. Perche' non le ho studiate? Lo studente sfugge il contatto oculare e fa scena muta.

Oppure. Ti rendi conto che sulla scena internazionale sei menomato. Fino a prima di venire in Inghilterra andavo alle conferenze e non capivi proprio l'inglese. Non siamo tutti portati per le lingue straniere, a scuola l'ho sempre studiato, ma ora so che avrei fatto meglio a guardare piu' MTV e studiare di meno. Ma l'ho capito solo ora.

Hai fatto un dottorato in cui ti dicevano per filo e per segno cosa dovevi fare (anziche' darti un input e poi farti bollire un po' nel tuo brodo rimescolando di tanto in tanto). Gli articoli li scriveva la Prof. Ti vendevano bufale colossali tipo che l'ordine con cui compaiono i nomi sugli articoli non e' importante per cui andiamo in ordine alfabetico. Gli esperimenti li facevi con la balia e comunque ne ho fatto uno in tre anni. Non ti mandavano mai e dico mai a una conferenza a un workshop a una riunione di condominio, niente. Insomma tutto tranne che prepararti a quello che sara' davvero il mondo della ricerca per cui stai cercando di prepararti. E l'ultimo anno ti lasciano a marcire perche' tanto hai gia' pubblicato abbastanza. E comunque l'ho capito solo ora.

Hai fatto dei post-doc modello parcheggio perche' non hai avuto ne' la coscienza ne' il coraggio di cercare qualcosa fuori (a parte una volta che non mi hanno scelto). E comunque l'ho capito solo ora.

Poi arriva una di 29 anni, inglese, che ha fatto un post-doc alla Columbia su una tecnica innovativa (sia bio- che nano-), ha pubblicato su Nature e fa il seminario piu' bello di tutta la conferenza, parlando piano cosicche' anche gli stranieri capiscano, e rispondendo alle domande come una che ha 10 anni di esperienza sul campo. E non ti incazzi nemmeno perche' e' la persona piu' umile del mondo, ha perfino l'umilta' di vestirsi come una normale ragazza della sua eta' (vedi post precedente) e stiamo perfino diventando amiche.

E io ero li' con il mio posterino da primo anno di dottorato, il mio primo esperimentino concepito, fatto, analizzato e interpretato (quasi) tutto da sola! E ora scrivero' anche il mio primo articolo tutto da sola! Cioe' ne ho scritto anche un altro paio ma sono cosi' infimi che praticamente non contano. Detto tra di noi, l'esperimentino e' parte di un progetto fichissimo, solo diciamo siamo a uno stadio piu' che preliminare. E vado li' e lo presento e ricevo commenti utili benche' per lo piu' lasciati scivolare dall'alto in basso. Del resto io non sono mai capace di nascondere quel che non so dietro un tono professionale, devo sempre fare il gioppino. Ancora adesso, chissa' quante cose non ho capito.

domenica 3 agosto 2008

Vado in piscina

A dopo.

GRC Water 2008 - Atmosfera

La miglior conferenza sempre.

Atmosfera informale. Molto informale. Shorts, camicia hawaiana. E' pieno di americani e si' la camicia hawaiana purtroppo va ancora di moda oltreoceano. Anzi se sei un tipo un po' scicchettoso abbinerai l'orrenda fantasia della camicia con dei calzoncini pandan che recano la medesima orrenda fantasia, ma in negativo. Cosi' informale che uno puo' decidere di fare un seminario in calzoncini, calzino blu a meta' polpaccio e senza scarpe. Come senza scarpe, coi sandali? No, in calzini blu e moquette, a contatto con la natura microbiologica che ci circonda. Del resto i calzini NON erano bucati, mi sembra gia' una forma di rispetto.

Per equita' devo annotare anche un caso statistico che cade sulla coda della gaussiana da parte opposta, l'austriaco con pizzetto ordinato in completo scuro e cravatta azzurro cielo. Mostrava anche dei filmati delle simulazioni esteticamente molto belli, sicuramente un po' sboroni, quasi cinematografici. Immaginate una panoramica a volo d'uccello sulla scatola di simulazione, poi virate e tornate indietro per addentrarvi tra i legami a idrogeno e giungere al nocciolo, la parte quanto-meccanica del scatola. Infatti nel corso della discussione se lo sono mangiato vivo.

Uno CHE SI LAVA non puo' certo dire cose intelligenti.

Domenica lunatica

Oggi e' una domenica disordinata come tante. Ho anche un po' di jet lag per cui ho sonno a pranzo e fame dopo la buonanotte. Ho i bagagli da disfare, apro lo zaino e rovescio tutto ordinatamente sul divano. Nel frattempo mi ricordo che e' ora di pranzo e apro il freezer. Estraggo qualcosa, nel frattempo mi dico che dovrei approfittare del tempo a disposizione per fare sport e programmare il prossimo viaggio. Il che annulla parzialmente la necessita' di disfare la valigia, per cui trasferisco il beauty-case dal bagno dell'albergo al bagno di casa mia e ticko job done. Estraggo dalla valigia i beni deperibili e i calzini sporchi e vi lascio tutte le cose che tanto portero' con me tra una settimana emmezza. Tipo il costume da bagno. Ah, e la piscina? Ah ma se mangio come faccio ad andare in piscina? Rimetti in freezer quello che avevo tolto. Tanto vivo in Inghilterra e la catena del freddo non si interrompe mai. Pero' devo mangiare senno' in piscina mi viene fame. Mangio un panino col salame. Mezzo, perche' non ho fame. Anzi scrivo un po' sul blog gia' che ci sono.