Una volta ogni tanto capita che la conversazione a pranzo sia degna di nota. Oggi si e' finiti sull'indimostrabilita' dell'esistenza di Dio, cosa su cui non sono del tutto aggiornata ma credo che siamo ancora al fatto che non e' filosoficamente dimostrabile ne' che esista ne' che non esista.
Come al solito in questi casi ascolto un momentino come un bambino ai bordi del campo di calcio, poi alla prima occasione mi ci butto con gran diletto. Poi capita che le mie argomentazioni siano quasi sempre buone (ovvero che il livello culturale generale sia sovente medio-basso), per cui faccio scacco matto e mi diverto ancora di piu'.
Purtroppo di solito l'interlocutore non si accorge nemmeno di essere all'angolo. Oppure nicchia, chissa'.
Non sono venuta qui per dirvi quanto sono brava (???) bensi' che oggi mi sono resa conto che il motivo per cui ho facile vittoria con i miei colleghi scienziati e' che la maggior parte di loro e' ferma al positivismo illuminista. Con un vero ateo ovviamente non avrei vita facile. Insomma penso di poter dire di aver pensato piu' io al mio cristainesimo(**) che loro al loro ateismo. In ogni caso sono stata un'atea molto piu' drastica della maggior parte di loro, per questo li frego facilmente. ;-)
Tornando all'esistenza di Dio, in buona sostanza ho cercato di spiegare che l'esistenza di Dio e' esperienza del singolo, condivisibile ma non dimostrabile (nel senso matematico-scientifico) ad altri, cosi' come non mi puoi dimostrare che ami tua moglie ma tu sai che la ami. Mi hanno risposto: ma io non so se amo mia moglie!
A questo punto capite che l'unico punto di fuga e' negare l'angolo!
(*) Da Matrix uno, dove si spiegano fenomeni paranormali come la facolta' di certe persone di piegare cucchiaini con la forza del pensiero con il presupposto che la realta' non esista e bisogna solo allenarsi a vedere che non esiste. Che poi mi sono sempre chiesta: ma mo' che l'hai piegato come lo mangi lo yogurt?
(**)
Anche se con cio' non mi assumo il merito di cio' che lo Spirito ha fatto, infatti io ci ho pensato prima, da atea, e dopo, da cristiana, ma quel passaggio li' non l'ho certo fatto come conseguenza di un pensiero.
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