"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)
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giovedì 10 luglio 2008

After Dublin

Questa settimana (dopo Dublino!) mi sono rinchiusa per due giorni a scaricare articoli come una matta e leggere. Ieri sera in un'ora e mezza ho tirato fuori dei grafici dai miei dati e direi che ho gia' quasi un poster. (Mia mamma dice sempre che tutto il pensare che si fa prima di inziare un lavoro abbrevia il tempo che poi ci servira' per completare il lavoro.)

Oggi ho discusso con una collega dei miei dati e ho scoperto che lei ha delle misure che non ha pubblicato che pero' c'entrano coi miei dati e le posso mettere sul poster e un milione di altre idee. E fare lo scienziato e' un lavoro fantastico.

Devo pero' spiegare una cosa senno' non si capisce. Non e' che prima non sapessi che dovevo studiarmi la letteratura sul tema, solo che l'idea di rinchiudermi per mezza giornata o piu' in biblioteca da sola, quando gia' mi sentivo cosi' triste e sola... mi deprimeva troppo e non ce la facevo. So che e' patetico, ma e' cosi'. Cosa e' cambiato? E' cambiato che questo fine settimana mi sono sentita molto amata e in buona compagnia. Una compagnia che e' una promessa, che rimane anche quando non e' fisicamente li'. La ritrovo nei brani che leggo ogni mattina. Ma piu' importante ancora, mi e' stato promesso che la ritrovero' in quello che devo fare ogni giorno. Allora mi fido, mi metto li' a testa bassa e con umilta' ci provo. Ed e' vero! E quando vedi che i tuoi dati cominciano a prendere forma...

Devo spiegare bene questa cosa della scienza sperimentale. Fare un esperimento non e' come vedere, perche' nella maggior parte dei casi la vita e' piu' difficile di cosi'. E' come se ti avessero bendato e sei disorientato e puoi solo andare a tentoni e non sai bene cos'e' che stai toccando e improvvisamente ricevi un suggerimento o hai un'intuizione e con questo in mente ritrovi l'orientamento. La scienza e' cosi', hai dei dati, ma i dati sono ciechi, ci vuole un'ipotesi per interpretarli. Ma quando hai l'ipotesi, cio' che sembrava arido e pieno di difetti assume un significato, e a un tratto e' pieno di significato, e sembra addirittura un miracolo che tu possa accedere a questo significato, essendo cieco. E, come gia' ebbe a dire un professore di fisica della mia Universita'... ti senti "meno solo", in questo miracolo.

Before Dublin

Ok gente, ho una serie di post arretrati accumulatisi nella mente e in sparsi appunti. Incontri principalmente, scambi di battute.

Come un giorno in cui sei molto stressata (prima di Dublino!), incontri il collega cattolico alla stampante che ti chiede come va. Normalmente risponderei "Fine", ma dato che e' lui, ammetto "Stressed". Perche'? Perche' devo andare a una conferenza e non ho niente di nuovo pronto e sono una scienziata inutile. Al che lui ribatte " C'e' gente che costruisce un'intera carriera su questo!" mi sorride, prende la sua stampa e va.

Al che tu capisci che e' vero, e' presto, sono giovane (ehm, scientificamente parlando) e CE LA POSSO FARE. Soprattutto se evito di sprecare le mie energie a ripetermi quanto sono inutile forse posso essere utile.

Weekend a Dublino

Il periodo e' fiacco, stanco, ci si trascina da casa al lavoro, si tira avanti la giornata lottando contro la letargia. Poi di nuovo a casa, in una casa vuota, e si rimane li' a fissare il vuoto per ore mentre i piatti si accumulano nel lavandino. Sindrome tipicamente estiva, pre-vacanza, inutile dare la colpa al caldo (ha-ha), al freddo, alla pioggia, alla depressione.

Poi arriva un weekend a Dublino, e tutto cambia. JC e' a Dublino a imparare l'inglese e gli irlandesi approfittano per organizzare un incontro, che in modo molto beneaugurante viene chiamato ANNUAL Meeting of CL (Ireland, United Kingdom, Finland, Belgium and The Netherlands).

JC ci prende e ci rivolta come un calzino. La sfida e': "Provate a pensare a come vi alzate la mattina, a qual e' il vostro sguardo sulla giornata". Nella mia mente si forma subitaneamente una scritta tridimensionale che man mano si ingigantisce e mi schiaccia: ANSIA!

"Nessuno mai verifica l'ipotesi cristiana, diamo piu' importanza a qualunque idea che ci viene in mente che all'incontro fatto con Cristo, per cui abbiamo paura della realta'."

"Fate un test, provate a pensare a come affrontate il lavoro, la solitudine, la stanchezza." (E lui come lo sa, che e' questo che mi assilla?)

"E' un sogno pensare che ci sia una circostanza priva di limiti, di problemi. O quello che abbiamo incontrato e' utile a te per affrontare la realta' oppure non e' interessante, i tuoi amici non sono interessanti, sono solo un gruppo di gente con cui hai un rapporto sentimentale. Cristo rivela la sua natura nel modo in cui affrontiamo la realta', altrimenti perdiamo il meglio, perche' il meglio e' vedere la vittoria di Cristo in ogni circostanza."

"La realta' e' continuamente creata da Dio, che la usa per guidarci al nostro destino."

Ok, amici. Sto facendo il test. Nella fattispecie, siccome "non si puo' vivere di rendita", leggo ogni mattina gli appunti e/o il libretto dell'Assemblea Internazionale Responsabili.

venerdì 7 marzo 2008

Non avere fretta, genio solitario...

Del resto, Mafalda me lo diceva, per telefono, che lei non sarebbe dove e' ora non fosse per la sua capacita' (e soprattutto volonta') di lavorare con altre persone, di far girare le idee.

Ed e' stato cosi' che le risposte sono arrivate. Tre settimane (week end inclusi) di sbattimento sullo strumento, e alcuni dei miei user preferiti in giro.

Prima la mia collega romana Rouse, quella che e' sempre depressa (per cui al confronto gia' ti senti ottimista). Abbiamo lavorato al solito programma che dobbiamo modificare, e finalmente abbiamo cominciato a modificare il codice, insieme, tre giorni di lavoro intenso ma fruttuoso. E mi sono divertita e mi sono sentita che potrei programmare se solo....

Poi il mio collega romano di Prato, che e' uno bravo, abbastanza un genio solitario, che quando gli ho raccontato i miei dubbi mi ha detto che la ricerca non ha tanto bisogno di geni solitari quando di gente che faccia coscienziosamente il proprio lavoro. E io mi sono detta... che lo posso fare, lo faccio gia'. E mi ha rassicurato che stando dove sono la conoscenza percolera' fino a me, non devo avere fretta, non devo avere fretta... e poi una cosa poetica sul trattare la conoscenza come un bene prezioso, da scoprire, da scovare....

E poi mi aveva anche richiamato sul fatto che e' inutile recriminare... ma eccomi qui dopo un paio di settimane che recrimino di nuovo e mi autocommisero, e ho l'influenza e nessuno mi vuole bene........

Minesweeper

Ad un certo punto ho proprio pensato che se quello che vogliono qui e' il genio solitario, questo non e' il lavoro per me. E ho cominciato a lavorare poco e male, e a sentirmi demotivata, che e' un circolo vizioso, lo vedete bene anche voi.
Oggi lo raccontavo al nostro vicino di corridoio Sean, detto anche Manolo(*), che comincia ad annuire marcatamente con un'espressione di "been there, done that" ed esclama "Minesweeper". A quanto pare questa e'ra la sua occupazione principale nei lunghi periodi di demotivazione. Gia', sembra che sia un problema comune dei jovani nel nostro lavoratorio. Sembra che il management dell'Upper third floor sia concerned. Sembra che pero' gli manchi il feed-back. Il problema e' che il feed back che vogliono loro si chiama fare la spia. How about having a coffee together?

(*) Alla domanda "Come passi le tue serate libere (che iniziano presto, secondo lo standard inglese)?" Sean ha risposto "2-3 hours of Pull-ups".

Ero giusto passata per sapere come andava....

Gennaio e' andato cosi', che il capo del capo era Autistico, come al solito, e va beh. Ma il capo era Mestruato dibbrutto, pertanto non passava a trovarmi dopo aver visitato il bagno come fa di solito (meglio che niente, non e' che ci si possa attaccare a tutto). Se andavo a trovarlo, si girava per un quarto, e storceva lo sguardo fino a raggiungere il contatto visivo, storceva la bocca fino alla deformazione pressoche' completa del viso (e gia' di partenza non e' che sia messo bene) ed emetteva un flebile grugnito che stava a significare la sua disponibilita' ad ascoltarmi con pazienza fino al completo soddisfacimento di ogni mio problema tecnico o dubbio scientifico o intoppo burocratico. A quel punto provatevi a sorridere e uscirvene in modo rilassato con un "No niente ero giusto passata per sapere come andava e se avevi gia' preso il caffe'..."

Post Scriptum: C'e' anche chi sostiene che ad essere mestruato non sia il capo ma quel dolce esserino indifeso della sua fidanzata, ma questa teoria e' scientificamente insoddisfacente: come si spiega altrimenti la ritenzione idrica sul naso del capo?

domenica 16 settembre 2007

Futura programmatrice

Questa settimana c'era Roooouuuse da Roma, abbiamo preso il codice scritto da una, che si basa sul codice scritto dal Capodelcapo e li abbiamo squartati. Quel genere di cose che se lo fai da sola, dopo mezza giornata tiri le capocciate al muro. Ad esempio abbiamo perso un giorno dicesi uno perche' un programma non funzionava ed era solo una variabile Nomedelfile che era stata definita troppo corta (W il FORTRAN). Ora spero di continuare sulla scia di questo lavoro fatto insieme.

venerdì 7 settembre 2007

Non desidero cose grandi

Dagli scatoloni famosi ho estratto il biglietto che accompagnava il regalo di laurea degli amici della Bicocca (il mio primo cellulare). Una bella immagine di montagne che si specchiano in un lago accompagna il messaggio, quanto mai appropriato per l'occasione:

Non desidero cose grandi,
desidero quello che desidera
il Mistero che ha fatto il cielo,
la terra e il cuore di ogni uomo:
che ogni uomo cambi, cosi' che
tutto il mondo cambi
per la gloria di Cristo.
(L.Giussani)


Dedicato all'amica Oggi_non_c'ho_voglia, detta anche Da_oggi_mordo.

giovedì 6 settembre 2007

Aspettative

Cio' detto (vedi post precedente), mi sono accorta a mie spese questa settimana (quest'anno) di cosa significhi venire immobilizzati nell'azione dalle aspettative che ci si sente addosso. Sia che vengano dagli altri o, come nella maggior parte dei casi, da noi stessi. Un gatto che si morde la coda, come remare contro se stessi. Un panico che ti prende al cervello e ti impedisce di concentrarti sull'obiettivo che ti e' dato. E lascia spazio alla confusione.

Master mind

C'e' una cosa che mi piace molto del capo, ed e' che e' sempre molto positivo circa idee per esperimenti, anche quando io sono perplessa perche' non sappiamo ancora come analizzare i dati (non esistono ancora computer abbastanza potenti per le dimensioni delle simulazioni che dovremmo fare (o diversi metodi di simulazione), non abbiamo capito ancora la fisica che c'e' dietro). Questa positivita' nasce da due ragioni complementari:

1) non svilupperai mai il metodo che ti serve se non di fronte ai dati che ti interessano
2) non sai mai cosa puoi trovare nei dati finche' non ce li hai davanti.

Per cui si rispolverano vecchi metodi di analisi (come faceano li antichi) basati su considerazioni logiche (bellissimi: a la master mind).

Se non e' fiducia nella realta' questa!

E allora mi dico che forse vale la pena lavorare con uno (due) cosi'.

martedì 4 settembre 2007

Al ritorno

Lunedi': Passo a salutare il capo e il capo del capo. "Ah ciao sei tornata come stai com'e' andato il viaggio hai avuto delle buone vacanze?" No, nessuna di queste domande. Ma si saranno accorti che sono stata via?

Il capo del capo: e' venuto a chiedermi aiuto per una cosa su cui pero' non mi sentivo oggettivamente in grado e gliel'ho detto. Gli ho anche detto che pero' sarei ben felice di aiutarlo su qualcos'altro. Tempo 5 sec mi ha trovato un esperimento che dovrebbe fare con un brasiliano la prima settimana del primo ciclo. Il brasiliano non ce la fa a venire e lui non ha tempo di preparare l'esperimento. Beh e' quello che aspettavo, no? E fa niente se viene in uno di quei giorni in cui non sai nemmeno se sei al mondo se non ti palpi (cruda espressione della terra d'origine).

Il capo: viene a trovarmi oggi con la lista degli esperimenti dei prossimi 3 cicli. Noto quando se n'e' andato che ha lasciato tre giorni liberi (ufficialmente per calibrazioni) proprio dopo i miei tre giorni di esperimento. Ne avevo chiesti sei e me ne hanno dati solo tre. Con i tre liberi subito dopo guarda caso fa sei... Inoltre ha messo l'altro esperimento, quello di biocose, vicino all'esperimento della mia amica americana, cosicche' puo' anche darsi che riesca a venire ad aiutarmi (ora non so, pero' almeno cosi' c'e' una possibilita').

La mamma: e' a casa mia questa settimana, monta le tendine che mi ha cucito, passa l'aspirapolvere dietro i mobili, mi aggiusta il rubinetto rotto, mi cucina pranzo e cena.....

Questo periodo c'e' sempre Qualcuno che mi aiuta a stare a galla.

giovedì 26 luglio 2007

Veni Sancte Spiritus

M.Ela.:
... poi parlando con Chris (il memores capo dell'America), mi ha detto "perche' se uno vive per qualcosa di grande, poi fa davvero l'esperienza del centuplo" (cioe': se io vivo per il mio orticello, qualsiasi cazzata succeda mi deprimo... ma se vivo per un altro, qualsiasi cosa viene da lui) e questo si vede appunto nel rapporto con gli amici, anche quando e' un sacrificio grande non poterli vedere sempre

Me:
Ma tu ti senti di dare la vita? io spesso mi sento di farmi solo i cazzi miei sara' che in questo lavoro si vive in mezzo a una manica di autistici che non fanno altro che misurare quanti cm di cervello hanno a vicenda
M.Ela.:
Si' capisco quello che dici.... e capisco che io non sono capace... questa cosa l'ho chiesta a Chris almeno 15 volte, nell'ultimo anno e lui mi ha detto: "il desiderio di dare la vita per lui, non te lo sei data tu... allora devi domandare a chi ha messo questo desiderio nel tuo cuore, di portarlo a compimento" e io non so cosa succede, ma da quando ho iniziato a mendicare con fedelta' (la compieta, le lodi, i vespri, la messa quando si riesce...), non so come ma le cose hanno iniziato a cambiare. Poi ho detto a Chris: si' ma dammi un consiglio pratico: "Say veni Sancte Spiritus veni per Mariam as many times as you can and mean it" perche' come dice fr. Rich, se lo spirito viene "per Mariam", allora viene nella carne...
Me:
Io quando ero qui all'inizio lo dicevo nella giornata ed e' vero che cambia
M.Ela.
E ti dico che e' vero... cioe' a me continua a succedere... che e' piu' facile riconoscerlo, e riconoscerlo nella carne

Me:
Beh cambia il modo in cui io guardo a quello che mi succede, quello che succede e' per me, mi parla...
M.Ela.
Esatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

(era una chat, spero che la trascrizione sia chiara...)

martedì 17 luglio 2007

Spitting poison

Maybe I didn't tell you but a few weeks ago I had this Italian faked tan girl coming to see the place, she was thinking of getting a one year grant. Think of anything orthogonal to a geeky research place: that's her. She was all like "Oh, but you can't get a pair of jeans for less than 170 euros!". In the meantime I was pretending not to look down at my 10 pounds jeans from TESCO, of which I'm very proud actually. As the French colleague said, with the price of her (oversized, no need to tell you...) sunglasses, we could have bought a whole outfit for both of us. So we were sure that, once back to the sun in Jesolo beach, she would have thought better of it.

Now, latest news, apparently the girl accepted the grant. And yes, unfortunately I'll have to interact with her, she's coming to collaborate with my group.

Maybe she'll run away after the first frost in early september. Hopefully. After all, her brother-in-law factory will certainly always need a secretary.

giovedì 7 giugno 2007

Aiutati che il ciel t'aiuta

Oggi c'erano i panels, che non vi sto a spiegare, ma e' il momento in cui le miei due ex-cape romane, LaCapo e Madame, circolano da queste parti. LaCapo mi ha fatto una proposta di collaborazione interessante. Di nuovo, vi risparmio i dettagli, ma questa cosa mi colpisce per la seguente ragione. Spesso, quando nel mio lavoro mi trovo di fronte a una difficolta' che non sono in grado di superare, succede qualcosa. Cioe' prima io mi faccio dumila menate, non sono capace, sono una donna inutile, nessuno mi vuole bene, piove, ecc. ecc. Ma prima o poi succede qualcosa, si apre una strada percorribile. E di solito una cosa che non esclude il mio impegno sulla quella cosa, o il mio imparare quella cosa. E di solito il tutto passa attraverso un rapporto con una persona. Non e' un chiaro segno che qualcuno ci vuole bene???

Ok, i dettagli per chi li vuole. Io devo imparare a programmare. Non solo, ma il mio capo vorrebbe che io prendessi in mano il programma di questa qui che se ne e' andata. Il che non e' banale, e' un programmone. LaCapo propone che una mia ex-collega romana, brava programmatrice, mi aiuti in questo lavoro. Quindi potrei imparare questa cosa da lei, insieme a lei. Pregate che funzioni!!!!!

More details: Ovviamente qualcuno di voi avra' capito che l'Aiutante Insperata e' lei, Roooooouuuuuse! Speriamo che accetti!

PS In questo momento invece il Cavalierenero e' assediato da Madame, detta anche il Principio Entropico. E' passato in corridoio con una faccia.... Che il ciel l'aiuti!!!

martedì 29 maggio 2007

The wrecking of British science

If the world's future lies in scientists' hands, the answers are unlikely to come from the UK unless we reverse decades of political neglect, argues Nobel laureate Harry Kroto.

Tuesday May 22, 2007
The Guardian

Aho'!?? Che stamm'affa'???

giovedì 17 maggio 2007

Job done!

In questi giorni sono incazzosa, svogliata, senza scopo, passiva. Odio la primavera. Specie se piove. Oggi avevo pure mal di testa, allora ho deciso di trasformare un bad-science day in un sorted-burocracy day. Cosi' ho tickato una lunga lista di odiosita'. Job done! Non che cio' mi renda orgogliosa di me stessa, ma tant'e'.

mercoledì 16 maggio 2007

Fit e lavatrici

Ho iniziato questo blog per parlare dei nudi fatti. Ma cosa dire di una giornata che ho passato a fittare dalla mattina alla sera? Che fittero' anche stasera per non dover fittare domani? Forse potrei cercare di speigare ai non-fisici che affollano (!?) questo blog cos'e' un fit. Ma anche no. Chi ci salva dal piattume di tante giornate? Oggi non un incontro, non una mail, non una telefonata. Ho navigato tra un fit e l'altro, quella frazione di tempo troppo lunga per stare ad aspettare ma troppo breve per mettersi a fare alcunche' di serio. Come quando fermi la lavatrice e c'e' un lasso di tempo che deve passare (mentre l'elettromagnete dello sportello si smagnetizza) prima di poterla aprire. Ma cio' ha solo contributo ancora di piu' ad alienarmi. Chi mi salvera' da me stessa?

martedì 15 maggio 2007

Per la cronaca

Oggi mi scrive un'amica. Alla domanda "Come va la dura vita della mamma lavoratrice, con tutta la citta' in mezzo tra mamma e lavoratrice?", tra le altre cose ha risposto: "... dimenticavo, tra le lamentele riguardo l'inciviltà del nostro belpaese, di citare il prezzo dei pannolini, degli omogeneizzati, del latte artificiale, delle cure mediche .. dell'asilo ... Trattasi di tutte cose cui non puoi rinunciare, per questo in Italia sono carissime ed in *** la maggior parte di loro sono gratuite". Insomma sta pensando di emigrare in ***.

Secondo voi lo devo dire al Cavalierenero, che tra i vari argomenti pro-Italia ha tra i suoi cavalli di battaglia "vicino ai genitori e' meglio"?

La scoperta del nesso

L'esito dell'ultima discussione con il Cavalierenero e' stato all'incirca: voglio davvero rischiare questo rapporto per via di questo lavoro (e relativa emigrazione)? Anche se quetso non e' il modo esatto di porre la questione. Mi sono accorta che devo rispondere comunque a questa domanda per me stessa: voglio davvero emigrare per questo lavoro? Sono disposta a pagare questo prezzo? Non mi basta che la mamma sia contenta del mio posto fisso. Non mi basta che il lavoro sia bello. Non mi basta che mi dia uno status sociale che in Italia non avrei. Sto cercando di focalizzare, finora ho un po' rimandato questa domanda. La menata e' che mi accorgo spesso di non impegnarmi a fondo, di fare la segretaria piu' che la ricercatrice. La domanda e': cosa vuol dire fare ricerca? Farla al punto di dire, come un certo professore di Milano in un'intervista da parte della Tana del re: "Quando capisco qualcosa (un nesso logico nell'apparente casualita' delle osservazioni) mi sento meno solo"(citazione a braccio, cerchero' l'originale). E ancora, a parte un innato e inguaribile senso di superiorita', perche' fare il ricercatore dovrebbe essere diverso dal fare un altro lavoro? Perche' non posso fare semplicemente un altro lavoro? Esistono lavori piu' nobili di altri? Mi fermo perche' non vorrei deviare troppo dalla domanda iniziale, anche se penso che per rispondere all'una bisognera' tirare in ballo anche il resto. Accettansi contributi.

domenica 6 maggio 2007

Tango della gelosia

Missione diplomatica impossibile parte II. Immaginatevi la scena: esperimento da 1.000.000 di tranvate nel *** se non riesce. Capirete la nostra trepidazione. Passiamo i primi 4 giorni a farci il *** a cercare di rimediare alle impreviste avversita' poste sul nostro cammino da Numi capricciosi, infastiditi dalla nostra audacia prometeica. Tra le avverse vicende spiccano: 1) i chimici del Nemico non ci hanno preparato i campioni come avrebbero dovuto 2) il local contact, cioe' colui che doveva aiutarci a fare l'esperimento, per eccesso di zelo ci ha sabotato la prima notte di misure. Lunedi' Bo' chiama La Capo per aggiornarla e..... si becca una scenata di gelosia con tanto di commenti scientificamente pregnanti come te l'avevo detto di non lavorare con quelli e degli incoraggianti ma tanto non ne caverete niente da questi dati, per concludere con il trionfo della Maestrina: se non ci sono io voi gli esperimenti non li sapete fare, ve lo dico sempre di andare a dare la buonanotte al campione. Ma che e' colpa nostra se quello ci ha sabotato? Ce lo dovevamo sognare? Ma poi che lei non ne avra' fatte mai di cazzate? E quando dovremmo imparare noi a fare esperimenti senza la balia? Ma pensa te. Insomma, morale le notti successive siamo tornare a vegliare il cambio di temperatura per ammazzare preventivamente i nostri sensi di colpa. Inoltre la Provvidenza ci ha regalato un giorno e mezzo in piu' di misure, cosicche' abbiamo potuto rimediare alle malefatte altrui. Piu' di cosi' non potevamo fare. Ora viene la parte difficile, quella che gia' sapevamo sarebbe stata una bella grana. L'analisi dati. Sara' meglio che salti fuori qualcosa....