Alla fine sono andata a prenderlo alla stazione di Springfield, e l'ho anche accompagnato la sera al B&B. Io ero distaccata, quasi irritata e lui era nervoso. Gli ho rifiutato con una scusa il passaggio mattutino fino al Laboratorio, c'e' il pullman e c'e' anche un collega che abita molto vicino al B&B. Credo che non volesse dire niente al collega del fatto che ci siamo lasciati; io non dico di mettere i manifesti ma prima o poi tanti bisognera' dirlo in giro. Forse spera ancora che non sia vero.
Oggi ad un certo punto ha commentato tra se' e se' "chissa poi perche' ci siamo lasciati". Io per fortuna ero troppo stanca/raffreddata per essere nervosa oggi e l'ho ingnorato. In ogni caso se ne dovra' parlare. Spero che il giorno che parleremo sara' gentile e non sarcastico, che venga fuori il bene che ci vogliamo.
Faccio fatica a giudicare come mi devo comportare. Non vale "essere naturale", non mi sento naturale per niente, e ci sono cose a cui devo stare attenta, per non ferire lui o per non fare male a me. La mia collega d'ufficio mi ha detto di continuare con la "mia vita" in queste tre settimane. Mi sembra saggio e cerchero' di farlo, ma la mia vita e' stata anche lui. Sono preoccupata di come stara' queste tre settimane e vorrei fare qualcosa per lui. Che so, portargli dei DVD perche' non sia troppo solo la sera. E' una cosa stupida, vero?
Stasera mi ha chiamato per chiedermi un favore (ha ancora delle cose sue qui a casa mia) e siamo stati formali e rapidi. Quando ho messo giu' ho pensato che in realta' avrei avuto voglia di chiacchierare, e ho sentito la sua mancanza per la prima volta oggi. Ma forse e' ancora presto per chiacchierare serenamente di argomenti vari ed eventuali e devo solo aspettare e pregare affinche' questo rapporto non si perda, per potergli volere ancora bene come gliene voglio.
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