Oggi e' uno di quei giorni in cui non programmo prima cosa fare al lavoro e finisce che alla sera non sono contenta. Quindi non aspettatevi un post allegro. (Si', sono una di quelle persone fortunate che non hanno un capo col fiato sul collo. No, niente problemi di produttivita', non lavoro a cottimo. Purche' alla fine dell'anno abbia prodotto qualcosa, ma un anno e' lungo. E si', mi lamento lo stesso.)
Insomma, oggi pensavo a Brecht e al suo "Vita di Galileo". Cioe' pensavo ai fatti miei e mi e' venuta in mente la famosa citazione, messa in bocca a G., per cui "la linea piu' breve tra due punti a volte puo' essere una curva", ovvero G. e' un opportunista, secondo B.
Io invece mi dicevo, oggi, che sono scontenta perche' penso che la vita debba scorrere con un certo ordine, tutte in fila diritte come le perline della collana: capita(vdv. capire) una cosa, si passa alla successiva (ok, ok, Brecht c'entra come i cavoli a merenda).
E invece in questo momento e' proprio un bel rebelot. E mi sembra di perdermi, di perdere cioe' cio' a cui tengo, per cui mi attacco a certi aspetti esteriori. Ma il punto e': e' inutile che mi sforzi di rimettere tutto in ordine, come una casalinga frustrata. Come se poi la mia vita la facessi io.
Attenzione, non sto scaricando la responsabilita', figurati, io sono del genere ascetico, migliorarsi sempre, ripartire sempre, cercare di essere sempre di piu' la persona che vorresti essere. Un po' tipo la pubblicita' della Weight Watchers. Per spiegarmi potrei citare Camus: "Non e' a forza di scrupoli che un uomo diventera' grande. La grandezza arriva, a Dio piacendo, come un bel giorno". (Disclaimer: Non e' una citazione originale, me l'hanno passata; e anche Brecht me l'hanno fatto leggere a scuola.)
E' evidente che il punto mi sfugge un po', so cosa non e', ma non so cosa e'. Pero' oggi c'era un bellissimo sole! A questa latitudine non e' banale, ve l'assicuro.