"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)

"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)

mercoledì 21 febbraio 2007

Adolescenza

Cipolla e' prematuramente entrata in una fase adolescenziale fatta di umore variabile ed inquietudine, nonche' di ipercriticismo nei confronti dei propri genitori. Il lamento si concentra, in occasione del primo grande viaggio all'estero della sua giovane vita, sul fatto che i genitori non la portano mai da nessuna parte. Come tutte le grandi prese di coscienza dell'adolescenza, Cipolla sta scoprendo una grande verita', ma al tempo stesso ne vede solo una parte, quella negativa, come nei Palantir, le pietre veggenti in cui Sauron mostra solo cio' che vuole.
E cioe' che vive in un paesino dalla mentalita' molto chiusa, in cui la maggior parte della gente non viaggia per niente, e in generale non ha una visione della vita molto interessante. Voglio dire che spesso non sono nemmeno piu' sani montanari dalle salde tradizioni e con una profonda conoscenza della natura e dei suoi segreti. Eppure io vorrei spiegarle che nella mia vita ho incontrato poche persone con la sensibilita' umana della mia zia, con la sua apertura, pur con tutte le paure, insicurezze e poca consapevolezza del proprio valore, che vengono dal fatto di aver conosciuto poche persone tutto sommato nella vita, e quindi di credere che basti viaggiare e avere un'istruzione per essere grandi nella vita. Come spiegarle che mia zia e' una grande e che poche persone nella vita hanno affrontato il dolore che ha affrontato lei, che ha perso il fratello e la madre molto presto, che ha assistito la madre malata in giovane eta', che cura da una vita un padre (che non la tiene in grande considerazione). Che ha sposato un uomo non cattivo ma certo non particolarmene di polso, che porta la famiglia sulle spalle da anni, che ha saputo cambiare se stessa, migliorarsi, uscire allo scoperto... Come spiegare alla figlia di 11 anni cio' di cui forse nemmeno la madre e' completamente cosciente?
Se penso che io ho impiegato 30 anni per capire mia madre, e non ho ancora finito...
Questo meccanismo crudele di rivolta del figlio nei confronti del genitori mi interroga sempre. Per i genitori, i figli sono forse il momento della propria vita in cui piu' che in ogni altro sono chiamati a scoprire cosa vuol dire amare gratuitamente, e che la tua vita non e' in mano tua, e che sei impotente di fronte alla maggior parte della tua vita, e di fronte a quella delle persone che hai piu' a cuore. Nel rapporto con i figli credo si sperimentino le esperienze esistenzialmente piu' significative. Per i figli, non c'e' strada senza questo momentaneo rifiuto di tutto cio' che fino a poco tempo prima si dava per scontato. Non e' vero, secondo me, che i bambini si stupiscono di fronte alla realta'. I bambini danno la realta'per scontata. Piu' cresce la coscienza che niente di cio'che c'e' e' ovvio che ci sia, piu' cresce lo stupore per il bene in cui siamo stati messi.

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