Insomma, fatto sta che adesso a quanto pare in un posto tanticchia piu' internazionale ci sto. E mo' mi tocca. Infatti gia' hanno cominciato a buttarmi in acqua per farmi nuotare. Niente di che, ma nel mio piccolo cuoricino in cui c'e' posto solo per il mio ego sconfinato mi sembra gia' tanto.
Insomma a quanto pare sto per ereditare il ruolo di unico Instrument Scientist sul miglior diffrattometro di neutroni per liquidi del mondo. Dite tutti "Ooooh!" Che sarebbe lo strumento su cui lavoro gia' come co-scientist. Cioe' se devo essere onesta dopo cotanti lamenti, mi trovo oggi in effetti in una posizione con delle responsabilita' tali che io come sono io non avrei mai pensato di raggiungere. E invece non e' niente di che, se lo posso fare io! Ma questa e' notizia vecchia, solo mi ero scordata di darvela.
Fatto sta che questo mio nuovo ruolo comporta delle responsabilita', del tipo insegnare cose agli altri. Del tipo che mi vogliono mandare a Las Cruces, New Mexico a tenere un mini-workshop a una decina di persone sul programma che usiamo. Panico! Un posto lontano lontano. Poi un conto e' usare un programma, un conto insegnarlo, a una platea di ben 10 persone!!! Tante tante!
Per fortuna il mio capo con grande tatto e rispetto della privacy mi ha messo subito a mio agio dicendo davanti a tutti che questa voce avrebbe fatto molto bella figura sul mio curriculum in vista della promozione che mi ha promesso l'anno prossimo.
"Not all who wander are lost" (J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings)
"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)
"I fancy it was on a run with him in the sleet that I first discovered how bad weather is to be treated - as a rough joke, a romp. (C.S. Lewis, Surprised by Joy)
lunedì 4 agosto 2008
GRC Water 2008 - Effetti collaterali
*** Attention, please: questo e' un post di lamentazione ***
Li chiamo effetti collaterali ma confesso che spesso contano piu' di cio' che accade veramente. Sono tutti i pensieri suscitati nella mia mente malata ed eccessivamente emotiva/segaiola da cio' che accade veramente.
Ad esempio, il tipico effetto da conferenza e', al termine di una concatenazione di argomentazioni logiche (?) e circostanziate (??), il desiderio di cambiare lavoro. Non perche' non mi piaccia quello che faccio, ma perche' penso di non essere capace. Che poi se un po' ci penso (e io ci penso, anche un bel po') sono anche in grado di circostanziare. Queste cose le ho sentite anche un anno fa, anche 5 anni fa, perche' ancora non le capisco? Perche' le devo studiare. Perche' non le ho studiate? Lo studente sfugge il contatto oculare e fa scena muta.
Oppure. Ti rendi conto che sulla scena internazionale sei menomato. Fino a prima di venire in Inghilterra andavo alle conferenze e non capivi proprio l'inglese. Non siamo tutti portati per le lingue straniere, a scuola l'ho sempre studiato, ma ora so che avrei fatto meglio a guardare piu' MTV e studiare di meno. Ma l'ho capito solo ora.
Hai fatto un dottorato in cui ti dicevano per filo e per segno cosa dovevi fare (anziche' darti un input e poi farti bollire un po' nel tuo brodo rimescolando di tanto in tanto). Gli articoli li scriveva la Prof. Ti vendevano bufale colossali tipo che l'ordine con cui compaiono i nomi sugli articoli non e' importante per cui andiamo in ordine alfabetico. Gli esperimenti li facevi con la balia e comunque ne ho fatto uno in tre anni. Non ti mandavano mai e dico mai a una conferenza a un workshop a una riunione di condominio, niente. Insomma tutto tranne che prepararti a quello che sara' davvero il mondo della ricerca per cui stai cercando di prepararti. E l'ultimo anno ti lasciano a marcire perche' tanto hai gia' pubblicato abbastanza. E comunque l'ho capito solo ora.
Hai fatto dei post-doc modello parcheggio perche' non hai avuto ne' la coscienza ne' il coraggio di cercare qualcosa fuori (a parte una volta che non mi hanno scelto). E comunque l'ho capito solo ora.
Poi arriva una di 29 anni, inglese, che ha fatto un post-doc alla Columbia su una tecnica innovativa (sia bio- che nano-), ha pubblicato su Nature e fa il seminario piu' bello di tutta la conferenza, parlando piano cosicche' anche gli stranieri capiscano, e rispondendo alle domande come una che ha 10 anni di esperienza sul campo. E non ti incazzi nemmeno perche' e' la persona piu' umile del mondo, ha perfino l'umilta' di vestirsi come una normale ragazza della sua eta' (vedi post precedente) e stiamo perfino diventando amiche.
E io ero li' con il mio posterino da primo anno di dottorato, il mio primo esperimentino concepito, fatto, analizzato e interpretato (quasi) tutto da sola! E ora scrivero' anche il mio primo articolo tutto da sola! Cioe' ne ho scritto anche un altro paio ma sono cosi' infimi che praticamente non contano. Detto tra di noi, l'esperimentino e' parte di un progetto fichissimo, solo diciamo siamo a uno stadio piu' che preliminare. E vado li' e lo presento e ricevo commenti utili benche' per lo piu' lasciati scivolare dall'alto in basso. Del resto io non sono mai capace di nascondere quel che non so dietro un tono professionale, devo sempre fare il gioppino. Ancora adesso, chissa' quante cose non ho capito.
Li chiamo effetti collaterali ma confesso che spesso contano piu' di cio' che accade veramente. Sono tutti i pensieri suscitati nella mia mente malata ed eccessivamente emotiva/segaiola da cio' che accade veramente.
Ad esempio, il tipico effetto da conferenza e', al termine di una concatenazione di argomentazioni logiche (?) e circostanziate (??), il desiderio di cambiare lavoro. Non perche' non mi piaccia quello che faccio, ma perche' penso di non essere capace. Che poi se un po' ci penso (e io ci penso, anche un bel po') sono anche in grado di circostanziare. Queste cose le ho sentite anche un anno fa, anche 5 anni fa, perche' ancora non le capisco? Perche' le devo studiare. Perche' non le ho studiate? Lo studente sfugge il contatto oculare e fa scena muta.
Oppure. Ti rendi conto che sulla scena internazionale sei menomato. Fino a prima di venire in Inghilterra andavo alle conferenze e non capivi proprio l'inglese. Non siamo tutti portati per le lingue straniere, a scuola l'ho sempre studiato, ma ora so che avrei fatto meglio a guardare piu' MTV e studiare di meno. Ma l'ho capito solo ora.
Hai fatto un dottorato in cui ti dicevano per filo e per segno cosa dovevi fare (anziche' darti un input e poi farti bollire un po' nel tuo brodo rimescolando di tanto in tanto). Gli articoli li scriveva la Prof. Ti vendevano bufale colossali tipo che l'ordine con cui compaiono i nomi sugli articoli non e' importante per cui andiamo in ordine alfabetico. Gli esperimenti li facevi con la balia e comunque ne ho fatto uno in tre anni. Non ti mandavano mai e dico mai a una conferenza a un workshop a una riunione di condominio, niente. Insomma tutto tranne che prepararti a quello che sara' davvero il mondo della ricerca per cui stai cercando di prepararti. E l'ultimo anno ti lasciano a marcire perche' tanto hai gia' pubblicato abbastanza. E comunque l'ho capito solo ora.
Hai fatto dei post-doc modello parcheggio perche' non hai avuto ne' la coscienza ne' il coraggio di cercare qualcosa fuori (a parte una volta che non mi hanno scelto). E comunque l'ho capito solo ora.
Poi arriva una di 29 anni, inglese, che ha fatto un post-doc alla Columbia su una tecnica innovativa (sia bio- che nano-), ha pubblicato su Nature e fa il seminario piu' bello di tutta la conferenza, parlando piano cosicche' anche gli stranieri capiscano, e rispondendo alle domande come una che ha 10 anni di esperienza sul campo. E non ti incazzi nemmeno perche' e' la persona piu' umile del mondo, ha perfino l'umilta' di vestirsi come una normale ragazza della sua eta' (vedi post precedente) e stiamo perfino diventando amiche.
E io ero li' con il mio posterino da primo anno di dottorato, il mio primo esperimentino concepito, fatto, analizzato e interpretato (quasi) tutto da sola! E ora scrivero' anche il mio primo articolo tutto da sola! Cioe' ne ho scritto anche un altro paio ma sono cosi' infimi che praticamente non contano. Detto tra di noi, l'esperimentino e' parte di un progetto fichissimo, solo diciamo siamo a uno stadio piu' che preliminare. E vado li' e lo presento e ricevo commenti utili benche' per lo piu' lasciati scivolare dall'alto in basso. Del resto io non sono mai capace di nascondere quel che non so dietro un tono professionale, devo sempre fare il gioppino. Ancora adesso, chissa' quante cose non ho capito.
domenica 3 agosto 2008
GRC Water 2008 - Atmosfera
La miglior conferenza sempre.
Atmosfera informale. Molto informale. Shorts, camicia hawaiana. E' pieno di americani e si' la camicia hawaiana purtroppo va ancora di moda oltreoceano. Anzi se sei un tipo un po' scicchettoso abbinerai l'orrenda fantasia della camicia con dei calzoncini pandan che recano la medesima orrenda fantasia, ma in negativo. Cosi' informale che uno puo' decidere di fare un seminario in calzoncini, calzino blu a meta' polpaccio e senza scarpe. Come senza scarpe, coi sandali? No, in calzini blu e moquette, a contatto con la natura microbiologica che ci circonda. Del resto i calzini NON erano bucati, mi sembra gia' una forma di rispetto.
Per equita' devo annotare anche un caso statistico che cade sulla coda della gaussiana da parte opposta, l'austriaco con pizzetto ordinato in completo scuro e cravatta azzurro cielo. Mostrava anche dei filmati delle simulazioni esteticamente molto belli, sicuramente un po' sboroni, quasi cinematografici. Immaginate una panoramica a volo d'uccello sulla scatola di simulazione, poi virate e tornate indietro per addentrarvi tra i legami a idrogeno e giungere al nocciolo, la parte quanto-meccanica del scatola. Infatti nel corso della discussione se lo sono mangiato vivo.
Uno CHE SI LAVA non puo' certo dire cose intelligenti.
Atmosfera informale. Molto informale. Shorts, camicia hawaiana. E' pieno di americani e si' la camicia hawaiana purtroppo va ancora di moda oltreoceano. Anzi se sei un tipo un po' scicchettoso abbinerai l'orrenda fantasia della camicia con dei calzoncini pandan che recano la medesima orrenda fantasia, ma in negativo. Cosi' informale che uno puo' decidere di fare un seminario in calzoncini, calzino blu a meta' polpaccio e senza scarpe. Come senza scarpe, coi sandali? No, in calzini blu e moquette, a contatto con la natura microbiologica che ci circonda. Del resto i calzini NON erano bucati, mi sembra gia' una forma di rispetto.
Per equita' devo annotare anche un caso statistico che cade sulla coda della gaussiana da parte opposta, l'austriaco con pizzetto ordinato in completo scuro e cravatta azzurro cielo. Mostrava anche dei filmati delle simulazioni esteticamente molto belli, sicuramente un po' sboroni, quasi cinematografici. Immaginate una panoramica a volo d'uccello sulla scatola di simulazione, poi virate e tornate indietro per addentrarvi tra i legami a idrogeno e giungere al nocciolo, la parte quanto-meccanica del scatola. Infatti nel corso della discussione se lo sono mangiato vivo.
Uno CHE SI LAVA non puo' certo dire cose intelligenti.
Domenica lunatica
Oggi e' una domenica disordinata come tante. Ho anche un po' di jet lag per cui ho sonno a pranzo e fame dopo la buonanotte. Ho i bagagli da disfare, apro lo zaino e rovescio tutto ordinatamente sul divano. Nel frattempo mi ricordo che e' ora di pranzo e apro il freezer. Estraggo qualcosa, nel frattempo mi dico che dovrei approfittare del tempo a disposizione per fare sport e programmare il prossimo viaggio. Il che annulla parzialmente la necessita' di disfare la valigia, per cui trasferisco il beauty-case dal bagno dell'albergo al bagno di casa mia e ticko job done. Estraggo dalla valigia i beni deperibili e i calzini sporchi e vi lascio tutte le cose che tanto portero' con me tra una settimana emmezza. Tipo il costume da bagno. Ah, e la piscina? Ah ma se mangio come faccio ad andare in piscina? Rimetti in freezer quello che avevo tolto. Tanto vivo in Inghilterra e la catena del freddo non si interrompe mai. Pero' devo mangiare senno' in piscina mi viene fame. Mangio un panino col salame. Mezzo, perche' non ho fame. Anzi scrivo un po' sul blog gia' che ci sono.
giovedì 10 luglio 2008
After Dublin
Questa settimana (dopo Dublino!) mi sono rinchiusa per due giorni a scaricare articoli come una matta e leggere. Ieri sera in un'ora e mezza ho tirato fuori dei grafici dai miei dati e direi che ho gia' quasi un poster. (Mia mamma dice sempre che tutto il pensare che si fa prima di inziare un lavoro abbrevia il tempo che poi ci servira' per completare il lavoro.)
Oggi ho discusso con una collega dei miei dati e ho scoperto che lei ha delle misure che non ha pubblicato che pero' c'entrano coi miei dati e le posso mettere sul poster e un milione di altre idee. E fare lo scienziato e' un lavoro fantastico.
Devo pero' spiegare una cosa senno' non si capisce. Non e' che prima non sapessi che dovevo studiarmi la letteratura sul tema, solo che l'idea di rinchiudermi per mezza giornata o piu' in biblioteca da sola, quando gia' mi sentivo cosi' triste e sola... mi deprimeva troppo e non ce la facevo. So che e' patetico, ma e' cosi'. Cosa e' cambiato? E' cambiato che questo fine settimana mi sono sentita molto amata e in buona compagnia. Una compagnia che e' una promessa, che rimane anche quando non e' fisicamente li'. La ritrovo nei brani che leggo ogni mattina. Ma piu' importante ancora, mi e' stato promesso che la ritrovero' in quello che devo fare ogni giorno. Allora mi fido, mi metto li' a testa bassa e con umilta' ci provo. Ed e' vero! E quando vedi che i tuoi dati cominciano a prendere forma...
Devo spiegare bene questa cosa della scienza sperimentale. Fare un esperimento non e' come vedere, perche' nella maggior parte dei casi la vita e' piu' difficile di cosi'. E' come se ti avessero bendato e sei disorientato e puoi solo andare a tentoni e non sai bene cos'e' che stai toccando e improvvisamente ricevi un suggerimento o hai un'intuizione e con questo in mente ritrovi l'orientamento. La scienza e' cosi', hai dei dati, ma i dati sono ciechi, ci vuole un'ipotesi per interpretarli. Ma quando hai l'ipotesi, cio' che sembrava arido e pieno di difetti assume un significato, e a un tratto e' pieno di significato, e sembra addirittura un miracolo che tu possa accedere a questo significato, essendo cieco. E, come gia' ebbe a dire un professore di fisica della mia Universita'... ti senti "meno solo", in questo miracolo.
Oggi ho discusso con una collega dei miei dati e ho scoperto che lei ha delle misure che non ha pubblicato che pero' c'entrano coi miei dati e le posso mettere sul poster e un milione di altre idee. E fare lo scienziato e' un lavoro fantastico.
Devo pero' spiegare una cosa senno' non si capisce. Non e' che prima non sapessi che dovevo studiarmi la letteratura sul tema, solo che l'idea di rinchiudermi per mezza giornata o piu' in biblioteca da sola, quando gia' mi sentivo cosi' triste e sola... mi deprimeva troppo e non ce la facevo. So che e' patetico, ma e' cosi'. Cosa e' cambiato? E' cambiato che questo fine settimana mi sono sentita molto amata e in buona compagnia. Una compagnia che e' una promessa, che rimane anche quando non e' fisicamente li'. La ritrovo nei brani che leggo ogni mattina. Ma piu' importante ancora, mi e' stato promesso che la ritrovero' in quello che devo fare ogni giorno. Allora mi fido, mi metto li' a testa bassa e con umilta' ci provo. Ed e' vero! E quando vedi che i tuoi dati cominciano a prendere forma...
Devo spiegare bene questa cosa della scienza sperimentale. Fare un esperimento non e' come vedere, perche' nella maggior parte dei casi la vita e' piu' difficile di cosi'. E' come se ti avessero bendato e sei disorientato e puoi solo andare a tentoni e non sai bene cos'e' che stai toccando e improvvisamente ricevi un suggerimento o hai un'intuizione e con questo in mente ritrovi l'orientamento. La scienza e' cosi', hai dei dati, ma i dati sono ciechi, ci vuole un'ipotesi per interpretarli. Ma quando hai l'ipotesi, cio' che sembrava arido e pieno di difetti assume un significato, e a un tratto e' pieno di significato, e sembra addirittura un miracolo che tu possa accedere a questo significato, essendo cieco. E, come gia' ebbe a dire un professore di fisica della mia Universita'... ti senti "meno solo", in questo miracolo.
Before Dublin
Ok gente, ho una serie di post arretrati accumulatisi nella mente e in sparsi appunti. Incontri principalmente, scambi di battute.
Come un giorno in cui sei molto stressata (prima di Dublino!), incontri il collega cattolico alla stampante che ti chiede come va. Normalmente risponderei "Fine", ma dato che e' lui, ammetto "Stressed". Perche'? Perche' devo andare a una conferenza e non ho niente di nuovo pronto e sono una scienziata inutile. Al che lui ribatte " C'e' gente che costruisce un'intera carriera su questo!" mi sorride, prende la sua stampa e va.
Al che tu capisci che e' vero, e' presto, sono giovane (ehm, scientificamente parlando) e CE LA POSSO FARE. Soprattutto se evito di sprecare le mie energie a ripetermi quanto sono inutile forse posso essere utile.
Come un giorno in cui sei molto stressata (prima di Dublino!), incontri il collega cattolico alla stampante che ti chiede come va. Normalmente risponderei "Fine", ma dato che e' lui, ammetto "Stressed". Perche'? Perche' devo andare a una conferenza e non ho niente di nuovo pronto e sono una scienziata inutile. Al che lui ribatte " C'e' gente che costruisce un'intera carriera su questo!" mi sorride, prende la sua stampa e va.
Al che tu capisci che e' vero, e' presto, sono giovane (ehm, scientificamente parlando) e CE LA POSSO FARE. Soprattutto se evito di sprecare le mie energie a ripetermi quanto sono inutile forse posso essere utile.
Weekend a Dublino
Il periodo e' fiacco, stanco, ci si trascina da casa al lavoro, si tira avanti la giornata lottando contro la letargia. Poi di nuovo a casa, in una casa vuota, e si rimane li' a fissare il vuoto per ore mentre i piatti si accumulano nel lavandino. Sindrome tipicamente estiva, pre-vacanza, inutile dare la colpa al caldo (ha-ha), al freddo, alla pioggia, alla depressione.
Poi arriva un weekend a Dublino, e tutto cambia. JC e' a Dublino a imparare l'inglese e gli irlandesi approfittano per organizzare un incontro, che in modo molto beneaugurante viene chiamato ANNUAL Meeting of CL (Ireland, United Kingdom, Finland, Belgium and The Netherlands).
JC ci prende e ci rivolta come un calzino. La sfida e': "Provate a pensare a come vi alzate la mattina, a qual e' il vostro sguardo sulla giornata". Nella mia mente si forma subitaneamente una scritta tridimensionale che man mano si ingigantisce e mi schiaccia: ANSIA!
"Nessuno mai verifica l'ipotesi cristiana, diamo piu' importanza a qualunque idea che ci viene in mente che all'incontro fatto con Cristo, per cui abbiamo paura della realta'."
"Fate un test, provate a pensare a come affrontate il lavoro, la solitudine, la stanchezza." (E lui come lo sa, che e' questo che mi assilla?)
"E' un sogno pensare che ci sia una circostanza priva di limiti, di problemi. O quello che abbiamo incontrato e' utile a te per affrontare la realta' oppure non e' interessante, i tuoi amici non sono interessanti, sono solo un gruppo di gente con cui hai un rapporto sentimentale. Cristo rivela la sua natura nel modo in cui affrontiamo la realta', altrimenti perdiamo il meglio, perche' il meglio e' vedere la vittoria di Cristo in ogni circostanza."
"La realta' e' continuamente creata da Dio, che la usa per guidarci al nostro destino."
Ok, amici. Sto facendo il test. Nella fattispecie, siccome "non si puo' vivere di rendita", leggo ogni mattina gli appunti e/o il libretto dell'Assemblea Internazionale Responsabili.
Poi arriva un weekend a Dublino, e tutto cambia. JC e' a Dublino a imparare l'inglese e gli irlandesi approfittano per organizzare un incontro, che in modo molto beneaugurante viene chiamato ANNUAL Meeting of CL (Ireland, United Kingdom, Finland, Belgium and The Netherlands).
JC ci prende e ci rivolta come un calzino. La sfida e': "Provate a pensare a come vi alzate la mattina, a qual e' il vostro sguardo sulla giornata". Nella mia mente si forma subitaneamente una scritta tridimensionale che man mano si ingigantisce e mi schiaccia: ANSIA!
"Nessuno mai verifica l'ipotesi cristiana, diamo piu' importanza a qualunque idea che ci viene in mente che all'incontro fatto con Cristo, per cui abbiamo paura della realta'."
"Fate un test, provate a pensare a come affrontate il lavoro, la solitudine, la stanchezza." (E lui come lo sa, che e' questo che mi assilla?)
"E' un sogno pensare che ci sia una circostanza priva di limiti, di problemi. O quello che abbiamo incontrato e' utile a te per affrontare la realta' oppure non e' interessante, i tuoi amici non sono interessanti, sono solo un gruppo di gente con cui hai un rapporto sentimentale. Cristo rivela la sua natura nel modo in cui affrontiamo la realta', altrimenti perdiamo il meglio, perche' il meglio e' vedere la vittoria di Cristo in ogni circostanza."
"La realta' e' continuamente creata da Dio, che la usa per guidarci al nostro destino."
Ok, amici. Sto facendo il test. Nella fattispecie, siccome "non si puo' vivere di rendita", leggo ogni mattina gli appunti e/o il libretto dell'Assemblea Internazionale Responsabili.
Battuta
Questa primavera British Airways ha aperto un fantastico nuovo terminal a Heathrow. Purtroppo il sistema smistamento bagagli non ha funzionato e i bagagli hanno cominciato ad accumularsi. Ad un certo punto e' trapelato che per risolvere l'ingorgo, BA ha cominciato mandare i bagagli a Milano (!) via terra dove una ditta specializzata (???) li smista e li rispedisce via corriere.
Stamattina alla radio: "You know when you are really bad when you have to ask to the Italians in order to sort your organisation out!"
("Sai di avere un problema quando devi chiedere agli italiani di risolverti un problema organizzativo!")
Sto ridendo da ore......
Stamattina alla radio: "You know when you are really bad when you have to ask to the Italians in order to sort your organisation out!"
("Sai di avere un problema quando devi chiedere agli italiani di risolverti un problema organizzativo!")
Sto ridendo da ore......
martedì 17 giugno 2008
Forse non tutti sanno che...
Recent hot weather, in addition to hopefully proclaiming the arrival of a great British summer and holidays, is also a reminder that hot summers and associated activities can present new hazards.Ho sempre sostenuto che agli inglesi il caldo gli da' alla testa.... (caldo? quale caldo? allora i siciliani cosa devono dire?)
A significant fraction of the injuries that STFC staff sustain are symptomatic of a lack of care and attention to work and surroundings. As summer commences, and concentration is potentially weakened by the hot weather, the opportunity for further such incidents also increases. There is a marked increase in injury numbers in particular areas during July compared to other months.
Questo delirante numero delle sempre illuminanti STFC Notice Board e-mails, si conclude con una serie di link, including Barbecue Safety. (A furor di popolo postate nei commenti perche' meritano).
giovedì 12 giugno 2008
Gita a Tindari
Sono di ritorno dalla mia gita a Tindari, l'assassino e' il postino (di Neruda, girato la' vicino, nelle Eolie). Ho testimoniato al matrimonio dei miei amici, festeggiato questo evento comunitario, a cui tutti la famiglia (cuggini fino al quarto grado) e il paese hanno partecipato (commossi, tutti tranne me ovviamente).
Ho avuto ampie occasioni di esercitare il mio nordico cinismo:
"eccerto e' un peccato quella raffineria rovina il paesaggio"
"ma che paesaggio e paesaggio, lascia stare la raffineria che porta lavoro!"
Con la deformazione professionale del muratore bergamasco ho osservato con un misto di stupore e cipiglio lo stile originale delle costruzioni locali, che potremmo definire un misto di cemento e forato a vista.
Mi sono sbafata innumerevoli granite al caffe' con brioche. Ho nuotato (non abbastanza) in un mare bellissimo e mi sono scottata in un giorno nuvoloso:
"peccato che c'e' brutto tempo"
"ma che brutto tempo, voi non avete proprio l'idea"
Alla fine non ho potuto fare a meno di lasciarmi coinvolgere e scoprire che si puo' essere liberi (con un po' di fatica) anche in mezzo a una rete di rapporti. Una bella cura per il mio individualismo.
Ho avuto ampie occasioni di esercitare il mio nordico cinismo:
"eccerto e' un peccato quella raffineria rovina il paesaggio"
"ma che paesaggio e paesaggio, lascia stare la raffineria che porta lavoro!"
Con la deformazione professionale del muratore bergamasco ho osservato con un misto di stupore e cipiglio lo stile originale delle costruzioni locali, che potremmo definire un misto di cemento e forato a vista.
Mi sono sbafata innumerevoli granite al caffe' con brioche. Ho nuotato (non abbastanza) in un mare bellissimo e mi sono scottata in un giorno nuvoloso:
"peccato che c'e' brutto tempo"
"ma che brutto tempo, voi non avete proprio l'idea"
Alla fine non ho potuto fare a meno di lasciarmi coinvolgere e scoprire che si puo' essere liberi (con un po' di fatica) anche in mezzo a una rete di rapporti. Una bella cura per il mio individualismo.
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insideout
Risposta
Si io sono felice.
Ma non e' tolta la lotta che e' combattere come te con questa mentalita' che tende a pervaderci fino alla percezione che noi abbiamo di noi stessi.
Per me e' davvero seguire Carron cioe' capire che a noi ci hanno distrutto la ragione ma il Mistero ci ha regalato il Giuss che, per la sua intelligenza e santita' ha affrontato tutte le ambiguita' della nostra cultura ribaltandole come un calzino. Allora io lo leggo cercando di buttarci dentro tutta la fragilita' che sento.
Per esempio anche io l'altro giorno mentre leggevo l'articolo su Tracce del Giuss a riguardo della energia della fede mi chiedevo: ma come faceva la Madonna a vivere continuamente le memoria dell'annuncio? Anche dopo 1, 2,3 anni... aveva solo un bambino e una vita apparentemente normale. Invece proprio il Giuss si chiede la stessa cosa (perche' non e' che noi la memoria ce la possimo imporre con uno sforzo).
Per lei era proprio quella carne. E per noi? E' uguale. L'unica cosa e' educarsi ad accorgersi. Ma il nostro cuore ce lo dice subito... (...)
E ricordati che tu non sei questa incapacita'. Perche' per me tu sei la Silvia! E se io sento cosi', immagina Gesu' che ti vede alzarti tutte le mattine, lavorare, combattere con te stessa... non abbiamo bisogno di altro per essere protagonisti davanti a Dio.
Ma non e' tolta la lotta che e' combattere come te con questa mentalita' che tende a pervaderci fino alla percezione che noi abbiamo di noi stessi.
Per me e' davvero seguire Carron cioe' capire che a noi ci hanno distrutto la ragione ma il Mistero ci ha regalato il Giuss che, per la sua intelligenza e santita' ha affrontato tutte le ambiguita' della nostra cultura ribaltandole come un calzino. Allora io lo leggo cercando di buttarci dentro tutta la fragilita' che sento.
Per esempio anche io l'altro giorno mentre leggevo l'articolo su Tracce del Giuss a riguardo della energia della fede mi chiedevo: ma come faceva la Madonna a vivere continuamente le memoria dell'annuncio? Anche dopo 1, 2,3 anni... aveva solo un bambino e una vita apparentemente normale. Invece proprio il Giuss si chiede la stessa cosa (perche' non e' che noi la memoria ce la possimo imporre con uno sforzo).
Per lei era proprio quella carne. E per noi? E' uguale. L'unica cosa e' educarsi ad accorgersi. Ma il nostro cuore ce lo dice subito... (...)
E ricordati che tu non sei questa incapacita'. Perche' per me tu sei la Silvia! E se io sento cosi', immagina Gesu' che ti vede alzarti tutte le mattine, lavorare, combattere con te stessa... non abbiamo bisogno di altro per essere protagonisti davanti a Dio.
sabato 31 maggio 2008
L'alunna gia' non e' granche' ma oltretutto non si applica
Scusate il lungo copia e incolla, ma non mi sentivo di privarvi del contenuto della mail di cui al post precendente. Volevo anche rendervi partecipe della mia reazione, non perche' sia particolarmente intelligente, ma perche' penso che condividere le domande sia sempre utile.
"Cara amica mia,
grazie come sempre di queste e-mail, perche' solo tu mi ricordi sempre che "si puo' veramente vivere cosi' " e che per questo sono diventata cristiana. Per il resto continuo a razzolare e alzo ben raramente lo sguardo. Pochi secondi di coscienza, e poi giu' di nuovo a testa bassa. Del resto il Signore mi ha preso cosi' tanti anni fa, io avevo fatto un patto con Lui (senza sapere che fosse Lui). Che avrei vissuto la vita mani e piedi a terra, attaccata il piu' possibile alla realta' (cosa che gia' faccio fatica a fare, perche' navigo piu' spesso nella mia testa). E che se un senso c'era, o era incontrabile qui e ora, oppure non era interessante, perche' sarebbe stata una logica a me inaccessibile, visto che io sono insolubilmente legata alla logica con cui mi hanno fatto. La filosofia mi insegnava che se porti gli occhiali blu e non lo sai, che il cielo sia azzurro o bianco per te non fa nessuna differenza (oddio spero di non aver sbagliato la fisica in questo esempio).
Insomma tutto per dirti: vorrei guardare il mondo e la mia vita e me stessa come tu li guardi e ti guardi. Vorrei incidere nella vita mia e di quelli che mi stanno attorno, anziche' continuare a navigare nel mare della mentalita' di tutti, con una vaga nostalgia di qualcosa di piu' grande, intravisto e mai veramente toccato.
Ho una vaga sensazione che sia anche colpa mia se giro brownianamente a vuoto anziche' camminare. Non te lo dico nemmeno con dramma, te lo dico sconsolata con me stessa come con un'alunna poco dotata e anche un po' svogliata.
Come fai????
Davvero leggendo questa tua mail ho pensato che la scelta che hai fatto per la tua vita e' desiderabile perche' tu sei felice.
Un abbraccio, S."
"Cara amica mia,
grazie come sempre di queste e-mail, perche' solo tu mi ricordi sempre che "si puo' veramente vivere cosi' " e che per questo sono diventata cristiana. Per il resto continuo a razzolare e alzo ben raramente lo sguardo. Pochi secondi di coscienza, e poi giu' di nuovo a testa bassa. Del resto il Signore mi ha preso cosi' tanti anni fa, io avevo fatto un patto con Lui (senza sapere che fosse Lui). Che avrei vissuto la vita mani e piedi a terra, attaccata il piu' possibile alla realta' (cosa che gia' faccio fatica a fare, perche' navigo piu' spesso nella mia testa). E che se un senso c'era, o era incontrabile qui e ora, oppure non era interessante, perche' sarebbe stata una logica a me inaccessibile, visto che io sono insolubilmente legata alla logica con cui mi hanno fatto. La filosofia mi insegnava che se porti gli occhiali blu e non lo sai, che il cielo sia azzurro o bianco per te non fa nessuna differenza (oddio spero di non aver sbagliato la fisica in questo esempio).
Insomma tutto per dirti: vorrei guardare il mondo e la mia vita e me stessa come tu li guardi e ti guardi. Vorrei incidere nella vita mia e di quelli che mi stanno attorno, anziche' continuare a navigare nel mare della mentalita' di tutti, con una vaga nostalgia di qualcosa di piu' grande, intravisto e mai veramente toccato.
Ho una vaga sensazione che sia anche colpa mia se giro brownianamente a vuoto anziche' camminare. Non te lo dico nemmeno con dramma, te lo dico sconsolata con me stessa come con un'alunna poco dotata e anche un po' svogliata.
Come fai????
Davvero leggendo questa tua mail ho pensato che la scelta che hai fatto per la tua vita e' desiderabile perche' tu sei felice.
Un abbraccio, S."
Rift Valley
"La prima cosa che volevo raccontare e' stato un viaggio che ho fatto con alcuni amici tre settimane fa'. La scuola qui ha chiuso agli inizi di Aprile per le vacanze. (...)
Be', gia' l'idea di essere nella Rift Valley, la culla dell'umanita' mi aveva resa piena di aspettative. E poi mi avevano detto che avrei visto... gli elefanti.
E' stata una cosa fantastica!
Il primo giorno che sono arrivata ero strabiliata: stai viaggiando sulla strada battuta con un Prado e ti accorgi che il tipo di suolo cambia continaumente: prima terra rossa , color cotto, e poi improvvisamente diventa grigia con polveri di metallo grigio-verde. E poi biachissima, come sabbia del mare.. ma mai visto quel colore. E poi rosata e ..ogni 30-40 metri tutto cambia. E come natura palme, arbusti bassi..e ovviamente gruppi di elefanti, giraffe, gazelle. E ai bordi della strada granite di vari colori, rocce ignee nere o rosse..
Mentre guardavo entusiasta questa terra pensavo che se ci fosse stato con me A. si sarebbe messo a piangere per la commozione e chissa' quante cose avrebbe saputo dire e scoprire..
Ed ad un certo punto mi sono accorta che rischiavo di perdermi qualcosa. Perche', e' vero, io non sono A., non ho la cultura e l'esperienza che ha lui, ma ho lavorato con lui e questo mi ha insegnato tante cose, soprattutto il suo modo di osservaree di capire da piccolo dettagli la storia di una terra.
Cosi' ho cominciato a chiedere ai miei amici di fermarsi perche' volevo raccogliere quel sasso o quella pietra o un po' di terra di una particolare area. E ogni volta tutto parlava: parlava di una terra in cui solo il continuo smottamento del suolo aveva potuto portare in superficie rocce di ere cosi' diverse (in particolare le sedimentarie erano fantastiche, con strati dorati, rosa, violetti, bianchi., uno sull'altro). E sembrava il racconto davvero dell'origine del mondo. E mi dicevo: davvero qui, con tutti questi cambiamenti climatici e ambientali, probabilmente ha avuto origine quell salto evolutivo tra i primati e la specie homo che ha dato origine alla vita cosciente.
E io stessa mi sono trovata commossa di questo. Se penso poi che la prima volta che ho sentito parlare della Rift Valley ero in terza media, proprio tramite la mia prof. di Mate e Scienze, per la quale poi mi ho cominciato a pensare all'insegnamento... chi se lo poteva immaginare quella mattina di Marzo in una classe della bergamasca che un giorno io le avrei viste dal vivo quelle cose?
Davvero la vita non e' una cosa nostra, o meglio, come sara' lo svolgimewnto del nostro cammino non lo sappiamo. Ma soprattutto come e' importante prendere sul serio i desideri che sentiamo emergere dalla nostra sensibilita' perche' senno' rischiamo di perderci un pezzo di quella verita' che continuamente cerchiamo, anche inconsciamente.
Ma l'altra cosa che mi ha assolutamente colpito e' stato che ho capito di piu' cosa vuol dire educare: e' davvero una comunicazione di se' stessi.
Perche' A., senza neanche pensarci, mi ha comunicato qualcosa mentre lavoravamo insieme, qualcosa che era piu' della somma delle conoscenze, uno sguardo sulle cose. E oggi, pensa, quello sguardo e' giunto fino in Africa, senza che lui muovesse un passo.
E cosi' per l'inaugurazione della scuola abbiamo cercato di realizzare qui qualcosa di simile a quella fantastica esposizione di rocce che lui ha preparato in laboratorio, perche' chiunque entrasse potesse godere della stessa bellezza( o almeno di un'ombra di questa)."
Be', gia' l'idea di essere nella Rift Valley, la culla dell'umanita' mi aveva resa piena di aspettative. E poi mi avevano detto che avrei visto... gli elefanti.
E' stata una cosa fantastica!
Il primo giorno che sono arrivata ero strabiliata: stai viaggiando sulla strada battuta con un Prado e ti accorgi che il tipo di suolo cambia continaumente: prima terra rossa , color cotto, e poi improvvisamente diventa grigia con polveri di metallo grigio-verde. E poi biachissima, come sabbia del mare.. ma mai visto quel colore. E poi rosata e ..ogni 30-40 metri tutto cambia. E come natura palme, arbusti bassi..e ovviamente gruppi di elefanti, giraffe, gazelle. E ai bordi della strada granite di vari colori, rocce ignee nere o rosse..
Mentre guardavo entusiasta questa terra pensavo che se ci fosse stato con me A. si sarebbe messo a piangere per la commozione e chissa' quante cose avrebbe saputo dire e scoprire..
Ed ad un certo punto mi sono accorta che rischiavo di perdermi qualcosa. Perche', e' vero, io non sono A., non ho la cultura e l'esperienza che ha lui, ma ho lavorato con lui e questo mi ha insegnato tante cose, soprattutto il suo modo di osservaree di capire da piccolo dettagli la storia di una terra.
Cosi' ho cominciato a chiedere ai miei amici di fermarsi perche' volevo raccogliere quel sasso o quella pietra o un po' di terra di una particolare area. E ogni volta tutto parlava: parlava di una terra in cui solo il continuo smottamento del suolo aveva potuto portare in superficie rocce di ere cosi' diverse (in particolare le sedimentarie erano fantastiche, con strati dorati, rosa, violetti, bianchi., uno sull'altro). E sembrava il racconto davvero dell'origine del mondo. E mi dicevo: davvero qui, con tutti questi cambiamenti climatici e ambientali, probabilmente ha avuto origine quell salto evolutivo tra i primati e la specie homo che ha dato origine alla vita cosciente.
E io stessa mi sono trovata commossa di questo. Se penso poi che la prima volta che ho sentito parlare della Rift Valley ero in terza media, proprio tramite la mia prof. di Mate e Scienze, per la quale poi mi ho cominciato a pensare all'insegnamento... chi se lo poteva immaginare quella mattina di Marzo in una classe della bergamasca che un giorno io le avrei viste dal vivo quelle cose?
Davvero la vita non e' una cosa nostra, o meglio, come sara' lo svolgimewnto del nostro cammino non lo sappiamo. Ma soprattutto come e' importante prendere sul serio i desideri che sentiamo emergere dalla nostra sensibilita' perche' senno' rischiamo di perderci un pezzo di quella verita' che continuamente cerchiamo, anche inconsciamente.
Ma l'altra cosa che mi ha assolutamente colpito e' stato che ho capito di piu' cosa vuol dire educare: e' davvero una comunicazione di se' stessi.
Perche' A., senza neanche pensarci, mi ha comunicato qualcosa mentre lavoravamo insieme, qualcosa che era piu' della somma delle conoscenze, uno sguardo sulle cose. E oggi, pensa, quello sguardo e' giunto fino in Africa, senza che lui muovesse un passo.
E cosi' per l'inaugurazione della scuola abbiamo cercato di realizzare qui qualcosa di simile a quella fantastica esposizione di rocce che lui ha preparato in laboratorio, perche' chiunque entrasse potesse godere della stessa bellezza( o almeno di un'ombra di questa)."
martedì 27 maggio 2008
Siate lieti nella speranza
«Seminate nella giustizia, dice il Signore, e raccoglierete la speranza della vita». Non vi rimanda nell'ultimo giorno, quando tutto vi sarà dato realmente e non più nella speranza; egli parla del presente. Certo, grande sarà la nostra gioia, infinita la nostra esultanza, quando comincerà la vita vera. Ma già la speranza di una tale gioia non può essere senza gioia. «Siate lieti nella speranza», dice l'apostolo Paolo (Rm 12,12). (...)
San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorsi 37 sul Cantico dei Cantici
da "Il Vangelo del giorno"
San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorsi 37 sul Cantico dei Cantici
da "Il Vangelo del giorno"
Papi-teologi
Maestro, i compiti a casa li ho fatti, e' che ho dimenticato il quaderno....
Scherzo, la Spe Salvi l'ho letta tutta, grazie proprio al tuo incoraggiamento ad arrivare fino alla fine, mi sono detta che era meglio una lettura veloce che nessuna lettura (quindi: grazie!). Mi ha colpito molto, soprattutto nella seconda parte, perche' certe questioni dette cosi' chiaramente io non credo di averle mai sentite prima. O almeno in epoca recente... Ho anche sottolineato le parti che mi colpivano di piu', ma per essere in grado di discuterne dovrei almeno rivederla!
Ciao, Silvia
Scherzo, la Spe Salvi l'ho letta tutta, grazie proprio al tuo incoraggiamento ad arrivare fino alla fine, mi sono detta che era meglio una lettura veloce che nessuna lettura (quindi: grazie!). Mi ha colpito molto, soprattutto nella seconda parte, perche' certe questioni dette cosi' chiaramente io non credo di averle mai sentite prima. O almeno in epoca recente... Ho anche sottolineato le parti che mi colpivano di piu', ma per essere in grado di discuterne dovrei almeno rivederla!
Ciao, Silvia
Cara Silvia,
scherzi a parte, penso che sia la Spe Salvi che la Deus Caritas Est siano due piccoli capolavori di teologia alla portata di noi tutti digiuni della materia... E quindi credo che sia giusto sfruttarle a dovere: di papa-teologo ne nasce uno ogni due secoli, non prendiamoci troppo l'abitudine!
Poi ci sarebbe l'eccellente monografia su Gesu', ma certo li' il numero di pagine lievita.
Ciao
D.
mercoledì 21 maggio 2008
Greater, Greatest!
Dopo aver visionato i film finalisti, Spike Lee in persona ha scelto "Greater-defeating AIDS" come miglior documentario del Babelgum Online Film Festival! La premiazione si è svolta ieri sera in un locale di Cannes, situato sul celebre Boulevard de la Croisette, in concomitanza con il Festival del Cinema di Cannes. Qui potete vedere il video della premiazione ( http://www.youtube.com/watch?v=rzECytxYqCY ).
Ecco invece la recensione scritta dallo staff di Babelgum a proposito di "Greater":
Ecco invece la recensione scritta dallo staff di Babelgum a proposito di "Greater":
This is billed as a non-documentary and watching the way it pulls together various stories about a group of Ugandan women who are HIV positive, we soon realise that we're seeing life there in a way we might not in the mainstream. Inspiring characters who are full of a zest for life tell us their stories, show us their dances and it feels by the end as though the filmmaker has been the vehicle by which we enter this particular world, rather than the person telling us how to perceive it.
Pigna Nature
(...)Tra parentesi e' un bellissimo quadernone Pigna Nature portato dall'Italia, quelli di carta riciclata ma di buona qualita', di color leggermente giallino, che rilassa la vista, con tanti fiori sulla copertina." I Pigna Nature sono una delle cose belle della vita, non trovate?
Mal di testa
"Il mal di testa non so perche' mi e' venuto, suppongo ho tirato troppo la corda sto periodo con i viaggi, il poco sonno, un po' sono agitata.
E poi ieri ho bevuto poco, anche questo mi fa sempre venire il mal di testa.
Ah poi ieri la fidanzata spagnola del capo piccolo (l'arpia) e' partita per un viaggio di lavoro, quindi il capo e' di buonumore, oppure si sente rilassato sui tempi, oppure si sente solo non so, fatto sta che e' venuto nel mio ufficio alle 14, abbiamo intavolato una discussione sul sistema educativo inglese (le sue teorie sul ---) e se ne e' andato verso le 16. Anche questo forse non mi ha aiutato."
E poi ieri ho bevuto poco, anche questo mi fa sempre venire il mal di testa.
Ah poi ieri la fidanzata spagnola del capo piccolo (l'arpia) e' partita per un viaggio di lavoro, quindi il capo e' di buonumore, oppure si sente rilassato sui tempi, oppure si sente solo non so, fatto sta che e' venuto nel mio ufficio alle 14, abbiamo intavolato una discussione sul sistema educativo inglese (le sue teorie sul ---) e se ne e' andato verso le 16. Anche questo forse non mi ha aiutato."
Insicurezza
In ogni momento della vita siamo chiamati ad uscire dal nostro disegno per entrare in quello di Dio. Dio in realtà non vuole destabilizzarci: non ci priva delle nostre certezze per lasciarci nell’insicurezza. Al contrario, sa che le nostre misure, le nostre sicurezze, sono insufficienti, che solo lui è la roccia.
Grazie Mafalda perche' mi permetti di fare questo tratto di strada in salita con te. Perche' i miei occhi possano vedere, le mie mani toccare, la speranza in me crescere.
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