Ieri sera abbiamo parlato. Non so come sia successo che gli ho detto qualcosa che per lui e' stato liberante, e a me mi ha svuotato, come un palloncino bucato. Urgono dosi massicce di cioccolato o, a scelta, di spaghetti alla carbonara.
Sostanzialmente, dietro forti sollecitazioni, gli ho detto che se ho sempre scelto il lavoro anziche' lui, non e' perche' io sia fanatica del lavoro, cosa che lui ha affermato e che ora pero' nega di pensare, ma perche' evidentemente lui non e' il lui giusto. Il che contraddice clamorosamente le altre teorie da me stessa propugnate sulla faccenda.
Allora, cosa avrei dovuto dirgli? Innanzitutto che io non ho mai pensato di fare scelte apertamente contro l'ipotesi di famiglia con lui. Quando il rapporto era all'inizio, non c'era niente di tutto cio' in discussione nelle scelte fatte. E poi? E poi ho continuato a scegliere secondo i miei desideri, e non in contraddizione con l'idea di famiglia. E solo verso la fine e' stato evidente che cio' contraddiceva l'idea di fare famiglia CON LUI, perche' lui non voleva fare famiglia cosi'.
Forse e' vero come dicono che andiamo laddove ci porta il cuore, anche quando non lo sappiamo.
1 commento:
La pasta l'ho cucinata per cena, poi ho finito quella che era avanzata, fredda, prima di andare a dormire. Quando urge, urge.
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