Il periodo e' fiacco, stanco, ci si trascina da casa al lavoro, si tira avanti la giornata lottando contro la letargia. Poi di nuovo a casa, in una casa vuota, e si rimane li' a fissare il vuoto per ore mentre i piatti si accumulano nel lavandino. Sindrome tipicamente estiva, pre-vacanza, inutile dare la colpa al caldo (ha-ha), al freddo, alla pioggia, alla depressione.
Poi arriva un weekend a Dublino, e tutto cambia. JC e' a Dublino a imparare l'inglese e gli irlandesi approfittano per organizzare un incontro, che in modo molto beneaugurante viene chiamato ANNUAL Meeting of CL (Ireland, United Kingdom, Finland, Belgium and The Netherlands).
JC ci prende e ci rivolta come un calzino. La sfida e': "Provate a pensare a come vi alzate la mattina, a qual e' il vostro sguardo sulla giornata". Nella mia mente si forma subitaneamente una scritta tridimensionale che man mano si ingigantisce e mi schiaccia: ANSIA!
"Nessuno mai verifica l'ipotesi cristiana, diamo piu' importanza a qualunque idea che ci viene in mente che all'incontro fatto con Cristo, per cui abbiamo paura della realta'."
"Fate un test, provate a pensare a come affrontate il lavoro, la solitudine, la stanchezza." (E lui come lo sa, che e' questo che mi assilla?)
"E' un sogno pensare che ci sia una circostanza priva di limiti, di problemi. O quello che abbiamo incontrato e' utile a te per affrontare la realta' oppure non e' interessante, i tuoi amici non sono interessanti, sono solo un gruppo di gente con cui hai un rapporto sentimentale. Cristo rivela la sua natura nel modo in cui affrontiamo la realta', altrimenti perdiamo il meglio, perche' il meglio e' vedere la vittoria di Cristo in ogni circostanza."
"La realta' e' continuamente creata da Dio, che la usa per guidarci al nostro destino."
Ok, amici. Sto facendo il test. Nella fattispecie, siccome "non si puo' vivere di rendita", leggo ogni mattina gli appunti e/o il libretto dell'Assemblea Internazionale Responsabili.